Magari le cose cambiano

case tor di nona22

Sarebbe ora di finirla con questi documentari su quanto è brutta la periferia e su quanto sono cattivi gli amministratori che “deportano” interi blocchi di famiglie nella periferia, penseranno gli spettatori abituati alla conciliante visione televisiva. Sarebbe ora di finirla con questi registi che parlano male dei centri commerciali come fossero la peste del nostro tempo, penseranno le signore impellicciate che adorano i centri commerciali in quanto vi mettono piede esclusivamente per i saldi.

Magari le cose cambiano racconta, iniziando dal titolo, un fallimento, in quanto riprende quel modo di dire romano che si rifà ad una speranza di origine ancestrale ma che nei fatti raramente riesce a realizzarsi. Le cose stanno sicuramente cambiando ma non c’è dubbio che vadano a peggiorare. Andrea Segre mette in scena la fine delle speranze di questi abitanti come Neda, 50 anni, romana da diverse generazioni, che dal Colosseo è finita a Ponte di Nona. O come Sara, 18, arrivata piena di speranze da Tor Bella Monaca ed oggi rassegnata a vivere in una zona nella quale non hanno neanche finito di costruire tutte le arterie di comunicazione. I personaggi del racconto ricordano quanto è stato ed è difficile lasciare tutto un mondo completo di ogni tipo di servizio per finire letteralmente in mezzo al nulla.  Senza spazi di socialità, senza collegamenti viari, i ragazzi passano i loro pomeriggi facendo lo “struscio” nel centro commerciale, mentre gli adulti si rifugiano di fronte la TV. Che futuro stiamo costruendo per queste persone, si chiede il regista.

Un ottimo contributo al documentario lo ha dato Paolo Berdini, esperto urbanista che da anni si batte per contrastare certe politiche dell’abuso e della delocalizzazione selvaggia. Firma la fotografia un Luca Bigazzi che si sofferma sulla desolazione e lo squallore: con un tocco di semplice eleganza, riesce a fare emergere da quelle case color pastello, la natura di outlet della vita umana. Andrea Segre, ricercatore antropologo, si sofferma forse troppo sul lato umano dei personaggi coinvolti e ragiona troppo poco sulle alternative e sui meccanismi di mercato, lasciando molto spazio agli interrogativi dello spettatore. Cosa fanno all’estero, o più semplicemente in un’altra città italiana, mentre a Roma ci comportiamo così? Le cose vanno male, ci dice  Segre, ed a queste persone non è rimasto altro che rifarsi ad una visione stoica dell’esistenza che li porta per l’appunto a dire: “magari le cose cambiano”, senza però crederci veramente.

Fabio Sajeva


Scritto da il feb 20 2010. Registrato sotto INDIPENDENTI ITALIANI. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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2 Commenti per “Magari le cose cambiano”

  1. Fabio Sajeva

    TUTTI I VENERDI’ DAL 5 MARZO AL 2 APRILE al CS BRANCALEONE alle 21.30
    (www.brancaleone.it – Via Levanna, 11, Roma)

  2. Fabio Sajeva

    ZaLab, OFF!CINE e Primavera Romana

    vi invitano

    Venerdì 18 giugno dalle ore 19.00 alle 23.00

    a Ponte di Nona

    Per conoscere il quartiere camminando e per partecipare alla prima proiezione del documentario Magari le cose cambiano nei luoghi dove è stato girato.

    Appuntamento alle 19.00 in via Aldo Capitini (villaggio Falcone) angolo con via Alberto Luthuli

    Magari le cose cambiano…

    magari proprio qui a Ponte di Nona…
    magari a partire dal campo di via Aldo Capitini, che gli abitanti stanno trasformando in giardino pubblico. Partiamo proprio da qui alle 19 con una camminata per meravigliarsi e indignarsi… scoprire e inventare… il mondo di Ponte di Nona.
    Per informazioni: http://primaveraromana.wordpress.com

    Tornati a Via Aldo Capitini,
    alle 21 cena insieme agli abitanti del quartiere
    e alle 21.30
    ‘Magari le cose cambiano’
    proiezione pubblica e gratuita del film di Andrea Segre, prodotto da ZaLab e OFF!CINE (vincitore del Premio UCCA al 27*ToriniFilmFestival), che grazie alla partecipazione degli abitanti del quartiere racconta la dignità di chi vive nelle cosiddette “nuove centralità”, moderne periferie costruite facendo attenzione molto di più ai guadagni e alle speculazioni delle élite immobiliari che non alla qualità della vita di migliaia di persone, italiani o stranieri che siano.
    Saranno presenti l’autore e i protagonisti del film, Neda, Sara, Cristina, Luca, Gabriele e molti altri…
    Per informazioni sul film: http://magarilecosecambiano.blogspot.com

    VI ASPETTIAMO NUMEROSI
    Per info: tel. 333/6127483

    COME ARRIVARE a PONTE DI NONA
    E’ possibile venire con i mezzi, prendendo il trenino che da Tiburtina porta a Lunghezza e poi da lì proseguendo con l’autobus 051.
    Per info cliccare qui e collegarsi al sito Atac

    Oppure prendendo il 508 da Ponte Mammolo e scendere alla feramta Prenestina/Ponzoni.
    Per info cliccare qui

    Oppure prendendo il 501 da L.go Preneste e scendere alla fermata Prenestina/Ponzoni.
    per info cliccare qui

    Al ritorno in orario notturno invece il trenino non c’è più e bisogna prendere lo 051 fino a Grotte Celoni dove cambiare e prendere il 105 in direzione Termini.
    Per info cliccare qui e qui

    E’ chiaro che si tratta di due viaggi abbastanza avventurosi, ma assai interessanti per capire cosa significhi davvero vivere a Ponte di Nona. In auto è forse più comodo il ritorno, ma l’andata è a rischio traffico (altra esperienza molto interessante, d’altronde).
    Si può percorrere la Prenestina oppure la Collatina: entrambe sono esperienze formative.

    Per provare ad ovviare a questa situazione lanciamo la proposta di auto-organizzare sul Blog della Primavera Romana(http://primaveraromana.wordpress.com) un servizio di car-sharing: chi viene in macchina dica quanti posti ha per il ritorno e così chi vorrà potrà venire con i mezzi e tornare in auto.

    In ogni caso buona avventura urbana a tutti!

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