La città invisibile

“La città invisibile” ci porta a L’Aquila, in una delle tendopoli allestite durante il post-terremoto, dove si sono trattenute alcune famiglie che non hanno voluto alloggiare negli alberghi della costa.

Asian Film Festival: la densa attesa dell’Africa. Memories of a burning tree

«”Memories of a burning tree” (2010) è un esperimento decisamente riuscito. L’Asia si mescola all’Africa nella sezione Concorso, attraverso l’occhio del regista malesiano Sherman Ong, già collaboratore ‘atipico’ di Festival e Biennali internazionali. Il suo ultimo lavoro si colloca dentro un’operazione assolutamente congeniale alla propria forma mentis».

La maledizione (DVD)

Tratto dal romanzo “Fengriffen” di David Case e con un titolo originale del tutto differente, “And now the screaming starts!”, “La maledizione” è un discreto horror targato Amicus, che punta più sulle atmosfere che sull’utilizzo di effetti grandguignoleschi, con al timone la mano del mestierante Roy Ward Baker. Il ritmo è altalenante, ma il finale è davvero cattivello. Niente male.

Taxi lovers

“Giovanna (Elisabetta Cavallotti) fa conoscenza con Massimo (Edoardo Leo), tassista di trent’anni molto provato dalla sua situazione familiare, con il quale instaura immediatamente un rapporto conflittuale destinato, però, ad approfondirsi”.

Paranormal activity

«Nelle sale italiane dal 5 febbraio, il film indipendente dell’esordiente Oren Peli, che è già riuscito nella doppia impresa di “terrorizzare l’America” (nella persona di Steven Spielberg)….»

Jimmy della collina

Ambientato in Sardegna, il film segue i passi di Jimmy, prossimo diciottenne, ribelle ed insofferente ai ritmi del lavoro operaio, che in seguito ad una rapina mancata, si ritrova dietro le sbarre di un carcere minorile, dove si trova faccia a faccia con una violenza che in fondo gli sarà più congeniale dell’idilliaca comunità di

From somewhere to nowhere (R.I.F.F. 2009)

“From “Somewhere to Nowhere” è il percorso di perdizione di chi non sente più la terra sotto i piedi, inizia a vagare in cerca d’un luogo migliore e, senza alcun appiglio, rischia col finir ad esser senza meta precisa fino alla morte. È il percorso cui sono costretti circa 100 milioni di cinesi spinti all’emigrazione forzata da quei luoghi natali che non possono più sfamarne le bocche.”

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