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Short Film italiani

’Alla Svizzera’: un racconto autentico della provincia

Dalla seconda edizione del Written by Script & Film Festival, un corto che utilizza l’amicizia, la nostalgia e l’arrivo dell’età adulta per parlare dello spopolamento delle province italiane

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Alla Svizzera

Presentato al Written by Script & Film Festival e vincitore del premio migliore cortometraggio all’Emisferi CineFest, Alla Svizzera è un breve film che denuncia il crescente allontanamento dei giovani dalle piccole province italiane. Fenomeno che sta mettendo sempre più a rischio la sopravvivenza di questi luoghi e che ogni anno causa un sovraffollamento nelle grandi città, con il conseguente aumento degli affitti e carovita.

Il corto è ambientato in un anonimo paesino nel cuore dell’Irpinia, in cui Domenico, interpretato da Mattia Parrella, lavora insoddisfatto in un’impresa funebre mentre riflette su una proposta di lavoro che lo porterebbe in Svizzera. Il regista Domenico Pizzulo, con una regia dinamica accentuata dall’uso frequente del montaggio alternato, esplora e analizza in poco meno di mezz’ora i rapporti umani di un borgo sperduto, in cui il passaggio all’età adulta porta nostalgia e voglia di cambiamento mettendo a rischio le amicizie di sempre.

Con un tono ironico e leggero, permeato dagli stilemi della commedia all’italiana, Alla Svizzera rappresenta la necessità di far luce sulle province anonime e dimenticate riuscendo egregiamente a non chiudersi in un  regionalismo insidioso, elemento che condivide con Le città di pianura di Francesco Sossai.

La provincia come gabbia…

C’è una fase ben distinta che ogni essere umano attraversa: l’arrivo dell’età adulta. Bussa a tutti in anni diversi e con modalità differenti, ma è un evento imprescindibile che trasforma la visione che si ha verso la realtà circostante. È proprio questo cambiamento che funge come incipit perfetto per il corto.

Così come per i ragazzi in The Last Picture Show di Peter Bogdanovich che diventano grandi a seguito della chiusura del cinema locale, anche per Domenico sono scattate le lancette: ormai è adulto, o meglio ci si sente. Non si può permettere di fare video ironici con i suoi amici, anzi, con loro lavora in un’impresa funebre, che rappresenta l’allegoria perfetta di futuro sempre più sfocato e indefinito. Quindi arrivano le prime domande e i primi dubbi: cosa può offrire un luogo pressoché immobile e statico? I fulcri sono le amicizie, ormai però mescolate col lavoro, le partite a biliardino, le grappe al bar con gli anziani del paese. 

Ed ecco che le prospettive di una vita nuova, più matura e soddisfacente fanno breccia nella mente di Domenico. Basta un’offerta di lavoro dalla Svizzera che si prefigura come il luogo adatto per affermarsi; appare molto più autorevole e convincente di una sconosciuta provincia, quest’ultima che ha ormai perso il fascino e la leggerezza dell’adolescenza, come suggerisce Pizzulo facendo trovare al protagonista dei video di una vecchia MiniDV. I filmati sono figli dell’estetica degli anni ’90: sgranati e non definiti, eppure conservano dei colori vividi e accesi proprio come i ricordi nella testa di Domenico, commosso dal loro ritrovamento, ma sempre più determinato a partire, sognando lo champagne, ormai stanco della grappa. 

… ma anche come luogo da cui ripartire

L’età adulta arriva per tutti, come detto, ma con modalità diverse. È qui che entra in scena il personaggio di We Boogie, un dj in là con l’età, ormai dimenticato, interpretato da Massimiliano Tomei. Un misto tra un eterno Peter Pan e il Drugo dei fratelli Coen immerso nelle province campane e logorato da un rimorso costante. We Boogie ha provato l’evasione dalla provincia piccola e monotona, ma le cose non sono andate come previste. La Svizzera non si è rivelata essere il posto sicuro per emergere; al contrario, è stata complice nel distruggere le sue sicurezze e la sua fame adolescenziale.

Dunque non serve semplicemente fuggire da un luogo che appare stretto e monotono. Sebbene evadere possa sembrare la soluzione migliore, perché più semplice, non è necessariamente quella più efficace: c’è urgenza, piuttosto, di riscoprire, rivitalizzare, riattivare la memoria di questi luoghi, tornando a ripopolarli.

È necessario ripartire dalla provincia stessa trasformandola come farebbe un demiurgo che prende il caos circostante e lo tramuta in ordine. Per fare ciò, come suggerisce Pizzulo, non serve semplicemente accontentarsi, bensì lavorare con sé stessi e riscoprire passioni, anche adolescenziali, da condividere nuovamente con la propria comunità. Per esempio come succede in Paterson di Jim Jarmusch: in cui la cittadina noiosa e il lavoro altrettanto monotono del protagonista, un semplice autista del bus, si trasformano nel carburante perfetto per la creatività del personaggio. La provincia in questo caso diventa un foglio bianco in attesa di essere colmato dalle poesie di Adam Driver – il protagonista – che trae dalla giornate ripetitive le idee e le emozioni da imprimere sulla pagina, creando in questo modo dei componimenti che lo renderanno famoso.

La forza dei legami

Un altro tema fondante del corto è la potenza dei rapporti che sono la base da cui ripartire. D’altronde, come in ogni piccolo borgo sperduto, tutti conoscono tutti mettendo in moto un meccanismo di fiducia reciproca basato sui legami instaurati. We Boogie, per esempio, si caratterizza come il classico matto del villaggio: va in giro con le casse e la musica a mille, sfreccia con l’ape per le stradine del borgo e non è insolito trovarlo al bar con una grappa per di più in corpo. Ma nonostante ciò è ben voluto e rispettato da tutta la comunità, anzi, viene considerato come un vero e proprio simbolo del paese.

Eppure in un luogo così piccolo la noia e dissapori possono logorare i rapporti da un giorno all’altro come succede in The Banshees of Inisherin di Martin McDonagh. Domenico è bravo a evitare che ciò accada ripartendo proprio dalle sue amicizie di una vita e dalla condivisione delle passioni comuni, al fine di vedere la provincia come una grande tela bianca da riempire con qualcosa di creativo che possa finalmente portare un nuovo senso di vivacità nel borgo.

Alla Svizzera sfrutta il concetto di amicizia, dato dall’umanità naturale e mai forzata dei suoi personaggi, come antidoto alla piattezza di una provincia che sembra quasi più uno spazio liminale, ma che è in realtà piena di soggetti in grado di renderla un punto di partenza invece che di attesa.

 

Alla Svizzera

  • Anno: 2025
  • Durata: 17'
  • Distribuzione: PunxFilm
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Domenico Pizzulo