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Ischia Film Festival

‘Sanding Dreams’: il dramma del dovere tra le stelle e la sabbia

In concorso all'Ischia Film Festival, il film del regista russo Anton Mamyikin mette in scena il conflitto universale tra sogni e realtà

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Sanding Dreams
Sanding Dreams è un lungometraggio del regista russo Anton Mamykin presentato in concorso all’Ischia Film Festival. L’opera, con protagonista Mark Eydelshteyn (noto al grande pubblico per la sua interpretazione nel film premio Oscar Anora), mette in scena con straordinaria potenza visiva il conflitto universale tra le ambizioni personali e la prigione della realtà. Il film si rivela essere, a tutti gli effetti, un vero e proprio viaggio alieno senza mai abbandonare la Terra.

Sanding Dreams – Una storia quasi mitologica

Province lontane e dimenticate, luoghi di confine e realtà isolate che si trasformano in uno spazio quasi mitologico. Sono questi i punti fermi dello stile registico di Mamykin, che emergono con forza attraverso le vicende di Pasha. Il giovane protagonista, interpretato da Eydelshteyn, studia con grandi risultati a San Pietroburgo ed è considerato un talento dell’ingegneria aerospaziale. Il suo sogno è progettare navicelle spaziali, motivo per cui ha presentato domanda per una borsa di studio all’International Space Agency.

Una tragedia familiare, la perdita prematura del padre, lo costringe però a tornare nel suo villaggio d’origine, Shoyna. In questa landa desolata, le case vengono costantemente inghiottite dalla sabbia portata dal mare. Al suo ritorno, Pasha deve fare i conti con una realtà devastante: la depressione della madre, la rabbia del fratello che si sente abbandonato da tutti e il peso del proprio futuro che scivola via. Tra l’opportunità di una borsa di studio internazionale e la necessità di proteggere i propri cari, il giovane dovrà compiere scelte di vita estreme, incluso il folle tentativo di spostare fisicamente la casa di famiglia in una zona più sicura.

SANDING DREAMS

Sanding Dreams, una scena del film

Il peso dei sogni

Sanding Dreams è un’opera che scava tra l’infinito del cosmo e la prigione della sabbia: il dramma del dovere. Nel film, infatti, emerge potentemente il conflitto interiore di Pasha: le sue grandi ambizioni contro la durezza del quotidiano. Qui la sabbia non è solo un elemento letterale, ma una metafora totalizzante. “La sabbia copre tutto” – a dirlo è uno dei personaggi del film. Sembra una frase semplice, che si riferisce alla realtà del villaggio. Lo spettatore, però, durante la visione del film non può non notare che è vero, la sabbia copre tutto, anche i sogni del protagonista. Pasha prova a spazzarla via con il trattore del padre. Il veicolo con il tettuccio nasconde un cielo stellato dipinto, dove vengono riposte le chiavi, quasi a simboleggiare che l’accesso al cosmo è custodito proprio nella memoria paterna.
Eppure, la sabbia si riprende sempre lo spazio, si intrufola nelle case e cancella ogni cosa. Shoyna diventa così una clessidra rotta, dove la terra sommerge il passato e i ricordi prima ancora che si possa costruire un futuro. L’incidente del pezzo di razzo che cade sulla casa non è un semplice snodo di trama, ma la perfetta metafora dell’ambizione di Pasha che distrugge la sua stessa realtà. Il suo sogno (lo Spazio) precipita letteralmente dall’alto per ferire ciò che ha di più caro sulla Terra. Di conseguenza, il folle tentativo di spostare la casa verso un terreno sicuro diventa l’equivalente terrestre del lanciare un razzo nel cosmo. La casa è l’unica navicella che Pasha può davvero pilotare per salvare il suo equipaggio.
Sanding Dreams è un film ricco di metafore, dove la letteralità delle cose si fa simbolo e si carica di molteplici significati. In questo film l’esteriorità del luogo e l’interiorità del personaggio comunicano, si scambiano, esercitano un’influenza l’una sull’altra fino a diventare quasi un tutt’uno. È la potenza visiva di Mamykin che in questo film assume un’aura quasi poetica: nulla è lasciato al caso. 

I fantasmi della solitudine

Il villaggio di Shoyna viene percepito come un vero e proprio pianeta alieno. Mamykin trasforma la geografia in una landa desolata e lunare. Pasha non ha bisogno di viaggiare nel cosmo per esplorare un mondo sconosciuto, poiché il suo stesso villaggio è isolato dal resto dell’umanità. In questa cornice si consumano i drammi familiari che mostrano la forza di gravità dei legami di sangue in un mondo che affonda. La madre è avvolta nel silenzio e nella depressione, mentre Pasha tenta disperatamente di stimolarla. Il fratello incarna la rabbia di chi è rimasto indietro e si sente abbandonato da tutti, pur sognando a sua volta una fuga. Lo stesso villaggio accoglie Pasha con ostilità, vedendolo come quello che se n’è andato per cercare fortuna altrove.
In questo isolamento totale si inserisce la misteriosa figura di Yana, elemento che eleva Sanding Dreams dai binari del dramma sociale per consegnarlo al realismo magico. La ragazza si rivela essere il frutto dell’immaginazione di Pasha, una proiezione psicologica nata dalla solitudine e dal trauma. Yana rappresenta l’incarnazione dei suoi desideri e l’unico ‘equipaggio’ capace di comprendere le sue ambizioni spaziali in una landa desolata che rifiuta la scienza. Attraverso questo personaggio il regista Anton Mamykin traccia una linea sottilissima tra la lucida determinazione e la follia protettiva del protagonista: per salvare la sua casa, Pasha ha bisogno di inventare la propria stella polare.
SANDING DREAMS

Sanding Dreams, una scena del film

Sanding Dreams – Un’opera necessaria

Lo stile di Mamykin si riflette in una composizione dell’inquadratura impeccabile, figlia di un rigore geometrico che trasforma ogni duna di sabbia in una linea di tensione psicologica. Il regista evita con intelligenza il pietismo del classico dramma sociale o la retorica della miseria rurale; sceglie invece di abbracciare un realismo magico visionario, dove il quotidiano più aspro si tinge di sfumature oniriche e fantascientifiche.
L’apice di questa cifra stilistica si raggiunge nel folle spostamento della casa-navicella. Questa sequenza evoca direttamente il mito di Sisifo di Albert Camus: un’azione apparentemente assurda, ciclica e votata al fallimento, che tuttavia si carica di assoluta dignità e amore filiale. Pasha non sposta solo del legno; sposta il baricentro del suo intero universo morale per opporsi all’indifferenza della natura.
Sanding Dreams funziona e convince proprio perché si rivela un Interstellar dell’anima, dove il vero spazio da salvare è la Terra. La pellicola opera un ribaltamento concettuale radicale rispetto alla fantascienza classica. Qui non si viaggia verso l’ignoto cosmico per salvare la specie, ma si compie un faticoso viaggio a ritroso verso il fango e la sabbia per salvare la propria famiglia. È un’opera profonda, densa di cinema e altamente visiva, necessaria nel panorama contemporaneo. A sorreggerla, oltre alla potenza visiva, anche la straordinaria, dolorosa e magnetica interpretazione di Mark Eydelshteyn, capace di dare corpo e voce a tutta la fragilità di una generazione divisa tra il cielo e la terra.

Sanding Dreams

  • Anno: 2024
  • Durata: 93'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Russia
  • Regia: Anton Mamyikin