Sky acquisisce ITV: accordo da 2,1 miliardi di dollari
ITV Studios resta indipendente, mentre nasce un nuovo gigante dei media britannici pronto a sfidare Netflix, YouTube e le piattaforme di streaming globali
Sky ha ufficializzato l’acquisizione delle attività televisive di ITV con un accordo del valore di 1,6 miliardi di sterline (circa 2,1 miliardi di dollari), dando vita a una delle operazioni più importanti nella storia recente dell’industria televisiva europea.
L’annuncio, comunicato agli azionisti di ITV, segna una svolta epocale per il mercato audiovisivo del Regno Unito. Lo storico broadcaster commerciale entrerà infatti nell’orbita di NBCUniversal, controllata dal gruppo Comcast, rafforzando la strategia di consolidamento dei grandi operatori tradizionali per affrontare la crescente concorrenza di piattaforme come Netflix, YouTube e Disney+.
L’operazione arriva inoltre mentre il settore media internazionale vive una fase di profonde trasformazioni, caratterizzata da fusioni e acquisizioni sempre più rilevanti per sostenere la competizione nel mercato globale dello streaming.
Secondo i termini dell’intesa, Sky verserà 1,2 miliardi di sterline al completamento della transazione, mentre ulteriori 200 milioni di sterline saranno corrisposti nella prima metà del 2028, subordinatamente al raggiungimento di determinati obiettivi pubblicitari da parte di ITV.
L’accordo prevede inoltre una distribuzione di circa 950 milioni di sterline agli azionisti della società, pari a 25 penny per azione.
L’acquisizione riguarda esclusivamente le attività televisive e digitali di ITV, comprese le reti televisive e la piattaforma streaming ITVX, che negli ultimi quattro anni ha registrato una crescita vicina al 60%, raggiungendo 16,5 milioni di utenti attivi mensili.
ITV Studios resta indipendente
Uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione riguarda ITV Studios, la divisione internazionale dedicata alla produzione e distribuzione di contenuti, che non rientra nell’acquisizione e continuerà a operare come società indipendente e quotata.
Parallelamente alla fusione, Sky cederà a ITV Studios Love Productions, casa di produzione del celebre format The Great British Bake Off, attraverso un’operazione separata da 200 milioni di sterline.
Le due aziende hanno inoltre firmato un importante accordo industriale da 2,1 miliardi di sterline, valido fino al 2032, che garantirà la produzione continuativa di alcuni dei programmi più popolari della televisione britannica.
Love Island, Coronation Street e gli altri programmi non passeranno dietro il paywall
Tra i contenuti coinvolti nell’accordo figurano alcuni dei titoli di maggior successo del panorama televisivo britannico:
Love Island
Coronation Street
I’m a Celebrity… Get Me Out of Here!
Sky ha confermato che questi programmi continueranno a essere trasmessi gratuitamente e non diventeranno contenuti esclusivi della piattaforma a pagamento.
La scelta mira a preservare il ruolo di servizio pubblico di ITV e a mantenere intatta la forza dei suoi brand televisivi, fondamentali anche per il mercato pubblicitario.
Perché Sky ha deciso di acquistare ITV
L’acquisizione rappresenta una risposta diretta ai profondi cambiamenti che stanno interessando il settore televisivo.
Negli ultimi anni gli investimenti pubblicitari destinati alla televisione tradizionale hanno subito un rallentamento, mentre piattaforme digitali come YouTube e Netflix hanno conquistato quote sempre maggiori di pubblico.
Secondo i dati dell’istituto Barb, la quota combinata di ascolti televisivi e streaming di Sky e ITV ha raggiunto il 18,3%, praticamente allo stesso livello di YouTube, che detiene il 18,6% del mercato.
L’obiettivo è quindi creare un operatore più forte, capace di investire maggiormente nei contenuti originali, nella tecnologia e nella distribuzione multipiattaforma.
Le dichiarazioni di Sky e ITV
L’amministratrice delegata di Sky, Dana Strong, ha definito l’operazione “un momento decisivo per i media britannici”, sottolineando come l’accordo rappresenti un’opportunità per rafforzare due dei marchi più riconoscibili del Regno Unito.
Anche la CEO di ITV, Carolyn McCall, ha espresso soddisfazione, affermando di essere convinta che Sky saprà valorizzare l’eredità del broadcaster investendo nella sua crescita futura e tutelando il ruolo dell’emittente all’interno dell’industria creativa britannica.
Cosa cambia per ITV e Sky
Fondata nel 1955, ITV è oggi il principale broadcaster commerciale del Regno Unito e trasmette programmi di enorme popolarità come Love Island, Britain’s Got Talent, Coronation Street e numerosi eventi sportivi, tra cui la Coppa del Mondo FIFA, condivisa con la BBC.
Sky, nata nel 1990 e acquisita da Comcast nel 2018 per circa 39 miliardi di dollari, amplia invece il proprio business entrando per la prima volta nel controllo diretto di una grande rete televisiva generalista in chiaro.
Per Comcast e NBCUniversal l’operazione rappresenta un tassello strategico nella riorganizzazione delle proprie attività internazionali, con l’obiettivo di rafforzare la presenza nel mercato europeo dei media.
Il futuro di ITV Studios dopo la separazione
Separata dalla rete televisiva, ITV Studios potrà concentrarsi esclusivamente sulla produzione internazionale.
La società ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 2,1 miliardi di sterline, confermandosi uno dei principali produttori europei grazie a etichette come Lifted Entertainment, Big Talk, Mammoth Screen e a una rete produttiva presente in Europa, Stati Uniti e Australia.
Secondo gli analisti, nei prossimi mesi ITV Studios potrebbe valutare nuove partnership strategiche o persino una futura fusione con altri grandi gruppi internazionali della produzione televisiva.
Una fusione destinata a cambiare il panorama televisivo europeo
L’acquisizione di ITV da parte di Sky rappresenta molto più di una semplice operazione finanziaria. Si tratta di una fusione destinata a ridisegnare gli equilibri della televisione britannica e, più in generale, del mercato europeo dei media.
Con l’aumento della concorrenza da parte dei colossi dello streaming e delle piattaforme digitali, la nascita di un gruppo più grande e integrato potrebbe diventare il modello seguito anche da altri broadcaster tradizionali nei prossimi anni.