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Mubi il cinema queer reimmagina il passato

Per celebrare il mese del Pride Mubi propone una rassegna dedicata

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Mubi il cinema queer

La storia ufficiale è spesso una storia incompleta. Per secoli, le esperienze delle persone LGBTQIA+ sono state marginalizzate, censurate o semplicemente cancellate dai racconti dominanti del passato. Nei libri di storia rimangono frammenti, allusioni e silenzi: tracce di vite che hanno amato, sofferto e resistito lontano dai riflettori della memoria collettiva. È proprio in questi spazi vuoti che interviene il cinema queer, trasformando l’immaginazione in uno strumento di recupero storico.

Rassegna MUBI: RISCRIVERE LA STORIA: IL CINEMA QUEER REIMMAGINA IL PASSATO | MUBI

La rassegna Riscrivere la storia: il cinema queer reimmagina il passato, proposta in occasione del Pride Month, raccoglie opere che sfidano la narrazione tradizionale e restituiscono voce a storie dimenticate o mai raccontate. Attraverso linguaggi diversi – dal dramma storico al documentario, dalla sperimentazione visiva al realismo magico – questi film esplorano il rapporto tra memoria, identità e desiderio, dimostrando come il passato possa essere reinterpretato da prospettive nuove e necessarie.

Tra i titoli più intensi spicca Great Freedom di Sebastian Meise, un’opera toccante che affronta la persecuzione degli omosessuali nella Germania del dopoguerra. Attraverso la straordinaria interpretazione di Franz Rogowski, il film racconta la resilienza di chi ha continuato ad amare nonostante l’oppressione istituzionale, trasformando l’intimità in un gesto di resistenza.

Più radicale e visionario è Freak Orlando di Ulrike Ottinger, adattamento libero e anarchico dell’universo di Virginia Woolf. Il film attraversa epoche e identità con un’estetica barocca e provocatoria, mettendo in discussione le categorie tradizionali di genere e di storia. È un viaggio delirante e liberatorio che dimostra come il cinema queer possa reinventare il tempo stesso.

Great Freedom

Mubi il cinema queer

La rassegna guarda anche al presente attraverso lo sguardo rivolto al passato. È il caso di Lo sguardo misterioso del fenicottero di Diego Céspedes, premiato a Cannes nella sezione Un Certain Regard. Ambientato nel Cile degli anni Ottanta, il film intreccia realismo magico e racconto di formazione, mostrando come l’amore e la solidarietà possano emergere anche nei contesti segnati dalla paura e dalla discriminazione.

Altre opere indagano la memoria culturale queer attraverso figure realmente esistite. In Peter Hujar’s Day, Ira Sachs ricostruisce una giornata nella vita del celebre fotografo newyorkese, trasformando una semplice conversazione in un ritratto vivido della scena artistica degli anni Settanta. Allo stesso modo, Mishima: Una vita in quattro capitoli di Paul Schrader utilizza una forma narrativa innovativa per esplorare la complessa figura dello scrittore Yukio Mishima, intrecciando biografia e letteratura in una riflessione sulla ricerca dell’identità.

L’amore diventa invece il centro pulsante di film come Queer di Luca Guadagnino, adattamento del romanzo di William Burroughs interpretato da Daniel Craig, e Strange Way of Life di Pedro Almodóvar, un western romantico che riscrive i codici di un genere storicamente associato alla mascolinità tradizionale. Entrambi mostrano come il desiderio queer possa occupare finalmente il centro della scena, anziché restare confinato ai margini del racconto.

 

Mubi il cinema queer

Non manca una riflessione sul cinema stesso come strumento di rappresentazione. The Watermelon Woman di Cheryl Dunye, pietra miliare del New Queer Cinema degli anni Novanta, indaga con ironia l’assenza delle donne nere lesbiche dalla storia del cinema. Ancora più esplicito è Lo schermo velato (The Celluloid Closet), documentario fondamentale che ripercorre un secolo di immagini queer a Hollywood, svelando stereotipi, censura e strategie di sopravvivenza narrative.

Accanto ai film più noti trovano spazio opere audaci e sperimentali come Please Baby Please di Amanda Kramer, musical camp e sensuale sulla liberazione del desiderio, e Blank Narcissus (Passion of the Swamp) di Peter Strickland, omaggio visionario all’estetica queer underground che celebra il potere dell’immaginazione erotica.

Nel loro insieme, i film della rassegna condividono una convinzione fondamentale: la storia non è un racconto immutabile, ma un territorio in continua riscrittura. Attraverso la finzione, la memoria e la sperimentazione artistica, il cinema queer recupera ciò che è stato nascosto e immagina ciò che non è stato registrato. Non si limita a correggere le omissioni del passato; costruisce nuove possibilità di interpretazione, offrendo una visione più ricca, complessa e inclusiva della storia umana.

In un’epoca in cui la memoria è sempre più terreno di confronto culturale e politico, questa rassegna ricorda che raccontare il passato significa anche decidere chi merita di essere ricordato. E il cinema queer, con la sua inesauribile capacità di reinventare il mondo, continua a dimostrare che nessuna storia dovrebbe essere condannata all’oblio.