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Cannes 2026 svela la giuria del Concorso Immersivo

Blanca Li presiederà una giuria multidisciplinare incaricata di premiare le opere più immersive

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Mentre il cinema continua ad espandersi oltre lo schermo tradizionale, il Festival di Cannes ribadisce ancora una volta il suo impegno per la narrazione immersiva. Il Festival ha ufficialmente svelato la giuria del Concorso Immersivo, la sezione dedicata alla realtà virtuale, alla realtà mista e alle esperienze narrative interattive che stanno ridefinendo il futuro della creazione audiovisiva.

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La giuria assegnerà il premio per la Miglior Opera Immersiva il 21 maggio alla Plage des Palmes, consolidando ulteriormente l’ambizione di Cannes di posizionare l’arte immersiva non come una novità tecnologica, ma come un linguaggio cinematografico legittimo e in continua evoluzione.

Blanca Li a capo della giuria

A presiedere la giuria di quest’anno è Blanca Li, la cui carriera si è sempre sviluppata all’incrocio tra performance, movimento e sperimentazione tecnologica. Coreografa, ballerina, attrice e regista, Li si è costruita una reputazione internazionale grazie a un lavoro multidisciplinare che fonde la danza contemporanea con l’innovazione digitale.

Dopo aver studiato con Martha Graham a New York e aver scoperto la cultura hip-hop alla fine degli anni ’80, Li ha fondato la sua compagnia di danza contemporanea in Europa nel 1992. Da allora, ha collaborato con artisti di opera, moda, cinema e teatro, dirigendo ambiziose produzioni teatrali in tutto il mondo.

Il suo rapporto con l’arte immersiva è particolarmente significativo. Nel 2021, la sua esperienza in realtà virtuale Le Bal de Paris ha vinto il premio per la migliore esperienza VR alla Mostra del Cinema di Venezia, mentre L’Ombre, la sua performance in realtà mista creata con IRCAM, ha partecipato al Festival di Venezia nel 2025. La sua nomina riflette la volontà di Cannes di affrontare la narrazione immersiva da una prospettiva artistica piuttosto che puramente tecnologica.

Una giuria multidisciplinare

Il resto della giuria sottolinea ulteriormente la natura sempre più ibrida della creazione immersiva, riunendo personalità provenienti dalla realtà virtuale, dall’opera, dai videogiochi, dal cinema documentario e dalle nuove forme d’arte.

Tra questi, Céline Tricart, una delle figure di spicco della narrazione XR contemporanea. La sua acclamata opera in VR, The Key, ha vinto importanti premi a Venezia e al Tribeca Film Festival nel 2019, mentre i suoi progetti hanno costantemente esplorato le possibilità emotive e politiche della tecnologia immersiva. Oltre al cinema, Tricart è anche co-fondatrice di COVEN, uno studio di videogiochi con sede a Parigi, focalizzato su esperienze interattive a forte impatto emotivo.

Il compositore e artista multimediale olandese Michel van der Aa si unisce alla giuria dopo decenni di sperimentazione nella fusione tra opera, cinema e ambienti digitali. La sua opera in VR, From Dust, ha vinto il premio per la migliore opera immersiva a Cannes, affermandolo come uno degli artisti più attivi nel ridefinire il concetto di narrazione operistica nello spazio virtuale.

La giuria comprende anche la produttrice e regista di esperienze immersive Mary Matheson, il cui lavoro si è concentrato in gran parte sulla narrazione a impatto sociale. Attraverso progetti realizzati per organizzazioni come la NASA e le Nazioni Unite, Matheson ha esplorato come la tecnologia XR possa promuovere l’empatia e l’impegno politico, in particolare attraverso esperienze documentaristiche incentrate sullo sfollamento e sui diritti umani.

A completare la giuria c’è l’artista taiwanese di nuovi media Hsin-Chien Huang, le cui installazioni ed esperienze VR hanno ottenuto riconoscimenti a Cannes XR, Venezia e Ars Electronica. Il suo lavoro esplora spesso la memoria, la conservazione culturale e la coscienza digitale, posizionando la narrazione immersiva come una forma di archivio vivente piuttosto che come semplice intrattenimento.

Cannes e il futuro della narrazione

La composizione della giuria di quest’anno rivela qualcosa di sempre più chiaro sulle priorità in evoluzione di Cannes. La narrazione immersiva non è più considerata una curiosità parallela esterna al cinema, ma una delle sue frontiere emergenti.

Ciò che unisce i membri della giuria non è semplicemente la competenza tecnologica, ma un interesse condiviso per l’esperienza emotiva e sensoriale: movimento, empatia, memoria, interazione e presenza. In altre parole, le stesse preoccupazioni artistiche che da sempre definiscono il cinema.

Mentre l’intelligenza artificiale, le tecnologie videoludiche e gli ambienti virtuali continuano a rimodellare la cultura visiva, Cannes sembra determinata a rivendicare un posto in questo dibattito, piuttosto che resistervi. La sezione dedicata alle esperienze immersive del Festival è quindi diventata più di un semplice elemento collaterale; ora funge da laboratorio per capire come la narrazione potrebbe evolversi nei prossimi decenni.

E se la giuria di quest’anno è indicativa, Cannes 2026 intende affrontare questo futuro attraverso artisti che comprendono che l’innovazione ha senso solo quando arricchisce l’esperienza umana, non quando la sostituisce.