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Anticipazioni

‘Yesteryear’: Hathaway ‘tradwife’ nell’horror controverso

Prima ancora di avere una data certa di uscita in sala, l'horror 'Yesteryear' con Anne Hathaway scatena le prime controversie.

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anne Hathaway yesteryear

C’è un libro che nelle ultime settimane ha scatenato discussioni furiose su ogni piattaforma social, da TikTok a X, passando per Substack, e che non è ancora nemmeno arrivato nelle librerie italiane. Si chiama Yesteryear, ed è il romanzo d’esordio dell’autrice americana Caro Claire Burke. L’opera è già al centro di una delle controversie culturali più accese del 2026.

Il romanzo che ha fatto impazzire il web

Quindici case editrici si sono contese il romanzo all’asta, vinto infine da Knopf in un accordo a cifre importanti. Sul fronte cinematografico, Amazon MGM Studios ha vinto una seconda asta competitiva con quattro major in lizza, aggiudicandosi i diritti del libro per circa 450.000 dollari contro 2 milioni di dollari a incasso condizionato.

La protagonista è Natalie, un’influencer “tradwife” di enorme successo: marito affascinante, fattoria pittoresca, sei figli adorabili e otto milioni di follower. Dietro le quinte, una rete invisibile di collaboratori, attrezzature industriali e un’immagine costruita su misura per essere consumata e ammirata. Un mattino, Natalie si sveglia proiettata nell’Idaho del 1855, dove la domesticità che lei aveva trasformato in brand diventa finalmente reale, senza elettricità, senza staff, senza alcuna possibilità di fuga.

‘Yesteryear’: Una “tradwife” catapultata nell’Ottocento

In un recente saggio per The Guardian, Burke ha descritto le ispirazioni reali dietro il romanzo, tracciando la parabola del termine “tradwife” dalle sue origini negli spazi online incel fino all’influencer culture mainstream che ne sta ampliando la portata ideologica. Il risultato è un libro che sfida entrambi gli schieramenti: chi vede nella “tradwife” un simbolo di oppressione patriarcale e chi la celebra come ideale di vita autentica.

Ma quale sarebbe la definizione corretta di “tradwife”? La stessa Burke definisce i contenuti relativi a questo ruolo come fondamentalmente performativi, aggiungendo che:

 “Riguardano la costruzione di un’immagine di domesticità che può essere consumata, condivisa e a cui aspirare, piuttosto che riflettere la realtà vissuta dalla maggior parte delle donne”

Il romanzo Yesteryear sposta la sua attenzione dal particolare della società americana al generale, per mettere in luce ciò che accade quando una persona non riesce più a separare la sua vera identità da una facciata imposta. Ed è proprio questa dualità che rende il concetto così allettante da esplorare più a fondo, in particolare attraverso l’interiorità di una donna complessa che sarà letteralmente intrappolata sul grande schermo.

Anne Hathaway produttrice e protagonista

Anne Hathaway ha già assicurato i diritti cinematografici del romanzo e ricoprirà il doppio ruolo di protagonista e produttrice del film. La sceneggiatura è affidata a Hannah Friedman, che ha lavorato a stretto contatto con Burke stessa, coinvolta nel progetto come produttrice esecutiva, in un processo di adattamento che l’autrice ha descritto come straordinario. Burke ha precisato di aver scelto deliberatamente di non scrivere lei stessa la sceneggiatura, preferendo mantenere il proprio ruolo di romanziera. Restano ancora ignoti, tuttavia, il nome del o della regista e la data di uscita nelle sale della pellicola.

La scelta di Hathaway appare particolarmente calibrata: l’attrice ha dimostrato negli ultimi anni una capacità rara di abitare personaggi al confine tra commedia e oscurità. Il ruolo di una donna intrappolata nella logica distorta della propria narrazione sembra dunque cucito addosso alle sue qualità.

‘Yesteryear’: Un caso politico nato prima del ciak

La controversia che ruota attorno a Yesteryear assomiglia sempre meno a una reazione genuina all’opera in sé, e sempre più a una proiezione opportunistica della politica contemporanea. Online si incrociano due fuochi opposti: chi accusa il progetto di demonizzare uno stile di vita legittimo e chi lo riduce a un semplice manifesto femminista, ignorando la complessità del romanzo. Burke ha costruito una storia che non punisce la sua protagonista come strumento di critica sociale, quanto piuttosto come conseguenza logica e personalissima delle scelte che lei stessa ha compiuto.

In fondo, la domanda più scomoda che Yesteryear pone è semplice: quanto di quell’attrazione per la vita tradizionale dipende dal sapere che è sempre possibile spegnere il telefono e tornare indietro?

Fonte: Indiewire

Yesteryear

  • Anno: 2026
  • Durata: Sconosciuta
  • Distribuzione: Amazon MGM Studios
  • Genere: Horror
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Sconosciuta