Hafsia Herzi è una delle figure più interessanti del cinema francese contemporaneo, capace di coniugare autenticità, intensità emotiva e impegno sociale sia davanti che dietro la macchina da presa. Nata il 25 gennaio 1987 a Manosque, nel sud della Francia, da una famiglia di origine algerina, Herzi cresce in un contesto multiculturale che influenzerà profondamente la sua sensibilità artistica e le tematiche affrontate nei suoi lavori.
Il suo debutto cinematografico avviene con il film La Graine et le Mulet (2007), diretto da Abdellatif Kechiche. Grazie al ruolo di Rym, ottiene un immediato riconoscimento, vincendo il César come miglior promessa femminile. Da quel momento, la sua carriera si sviluppa all’insegna di scelte artistiche coerenti e impegnate, privilegiando storie legate all’identità, alle origini e alle tensioni sociali.
Nel corso degli anni, Herzi si afferma come attrice intensa e versatile, partecipando a numerosi film d’autore e collaborando con registi di primo piano. Parallelamente, sviluppa una forte esigenza espressiva che la porta alla regia. Il suo esordio dietro la macchina da presa arriva con Tu mérites un amour, un’opera intima e personale che esplora le fragilità di una giovane donna. Il film rivela una sensibilità registica già matura, capace di raccontare con delicatezza relazioni complesse e stati d’animo profondi.
Bonne Mère
Il percorso registico prosegue con Bonne Mère, presentato al Festival di Cannes, dove Herzi conferma la sua attenzione per personaggi femminili forti e realistici, spesso appartenenti a contesti sociali marginali. La sua regia si distingue per uno stile sobrio, quasi documentaristico, che privilegia l’osservazione della realtà e l’empatia verso i protagonisti.
Un capitolo fondamentale della sua filmografia recente è rappresentato da La più piccola (titolo originale La Petite Dernière), presentato in concorso al Festival di Cannes e distribuito nelle sale italiane. Il film racconta la storia di Fatima, una ragazza di 17 anni di origine algerina che vive in banlieue e intraprende un percorso di emancipazione personale tra fede, famiglia e scoperta della propria identità sessuale . Tratto dal romanzo autobiografico di Fatima Daas, il film è considerato uno dei lavori più personali e politicamente significativi della regista, capace di dare voce a esperienze spesso invisibili sul grande schermo . L’opera ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui premi al Festival di Cannes per l’interpretazione della protagonista .
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Hafsia Herzi un’artista unica

Ciò che rende Hafsia Herzi un’artista unica è la sua autenticità: sia come attrice sia come regista, riesce a trasmettere una verità emotiva rara, evitando artifici e privilegiando un approccio naturale e diretto. La sua formazione non accademica contribuisce a uno stile istintivo e profondamente umano, che si riflette in ogni suo lavoro.
Inoltre, Herzi rappresenta una voce fondamentale per la diversità nel cinema europeo. Come donna di origine nordafricana, porta sullo schermo storie di identità plurali, contribuendo a ridefinire la rappresentazione delle minoranze e aprendo nuovi spazi narrativi.
Hafsia Herzi è un’artista completa e in continua evoluzione, capace di attraversare i ruoli di attrice e regista con coraggio. Con film come La più piccola, conferma il suo impegno nel raccontare storie necessarie, intime e universali, consolidando il suo posto tra le voci più rilevanti del cinema contemporaneo.
La più piccola un film da non censurare