Il 20 gennaio 1946 nasceva a Missoula, nel Montana, uno dei più grandi artisti mai esistiti: David Lynch. A più di un anno dalla tragica scomparsa, Arbelos Films e Grasshopper Film si sono occupati di restaurare digitalmente, in 4K, Nadja (1994) di Michael Almereyda, che vede Lynch come produttore esecutivo e protagonista di una breve scena.
Nadja: rivisitazione postmoderna del mito di Dracula
Il film di Michael Almereyda (Tesla, Experimenter, Amleto) nasce dalla fusione di due opere letterarie, La figlia di Dracula (1936) e Nadja (1928) del surrealista André Breton, e dall’unione del bianco e nero del 35 mm con le riprese in Pixelvision.
Il film racconta le vicende di Nadja (Elina Löwensohn), figlia del conte Dracula, che si riavvicina a suo fratello gemello Edgar (Jared Harris), dopo che il dottor Van Helsing uccide loro padre. Spinti dalla speranza che la sua morte possa liberarli dal vampirismo, Nadja ne ruba i resti e prepara un piano per guarire il fratello malato.
Il film che Lynch non voleva far sparire
Il bianco e nero di Almereyda non fu scelto a caso. Si doveva risparmiare sui costi di produzione (già bassi). Ma quando venne perso un membro del cast, a poche settimane dall’inizio delle riprese di Nadja, i finanziatori si ritirarono. Quello che ormai era destinato ad essere uno dei tanti film scartati di Hollywood, venne invece salvato da David Lynch. Fiducioso del progetto e delle doti di Almereyda, il regista americano decise di finanziare la pellicola.
“David ha coraggiosamente deciso di pagare il film di tasca propria, un atto di generosità che ancora oggi mi stupisce”
Il ritorno nelle sale
Per il restauro di Nadja è stata scelta la copia in 35 mm presentata in anteprima al Toronto Film Festival nel 1994, perché più lunga di tre minuti rispetto a quella apparsa nelle sale più avanti. Il restauro di Nadja sarà proiettato in anteprima al BAM di Brooklyn il 6 febbraio. Per ora possiamo gustarci il meraviglioso trailer restaurato della director’s cut di uno dei film meglio riusciti di Michael Almereyda.