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All Eyez on me, il film sulla tumultuosa vita di Tupac Shakur, il celebre rapper assassinato a soli 25 anni

Il cast e soprattutto l’incalzante colonna sonora hanno reso All Eyez on me un film godibile, che ha registrato un chiaro successo al Box Office internazionale

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Innovativo, dissacrante e idealista: sono questi i tratti di Tupac Shakur, un rapper tra i più noti del panorama mondiale. Il film biografico diretto da Benny Boom riprende il titolo del migliore album, in termini di vendite, del compianto artista. Una ricostruzione delle tappe fondamentali del rapper statunitense, dai suoi esordi nella scena hip hop a stelle e strisce sino all’attivismo sociale culminato con la morte per arma da fuoco. Demetrius Shipp Jr ha l’onore e l’onere di interpretare Tupac. Cogliere appieno la poliedrica personalità del personaggio non era facile, e in questo l’attore riesce a metà, facendone emergere i lati più teatrali, tralasciando in parte i moti interiori. Oltre a Demetrius Shipp Jr., il cast comprende Lauren Cohan, Danai Jekesai Gurira, Jamal Woolard, Katerina Graham e Dominic L. Santana. I rapporti familiari – specie con la madre – la vita difficile nel ghetto, il razzismo e l’emarginazione sociale sono i temi centrali del film. Grazie al supporto delle musiche affidate John Paesano e alla fotografia di Peter Menzies Jr.  si colma qualche lacuna derivata dalla regia e dalla sceneggiatura affidata a Jeremy Haft.

Forse, l’aspetto romanzato della pellicola potrebbe far storcere il naso a qualche purista, che magari avrebbe gradito un’analisi più approfondita su aspetti cruciali della vita di Tupac. Purtroppo questo è il rischio che si corre quando si condensano 25 anni nell’arco di due ore. Il cast e soprattutto l’incalzante colonna sonora hanno comunque reso All Eyez on me un film godibile, che ha registrato un chiaro successo al Box Office internazionale.

Uno squarcio di storia degli Stati Uniti emerge durante la visione del lungometraggio. Una storia che ha molti scheletri nell’armadio, troppo spesso celati dalla nuvola di una democrazia forse ancora poco matura. Storie di abusi di potere da parte delle forze dell’ordine, di corruzione delle istituzioni e, soprattutto, di scontri con altri rapper – in riferimento alla celebre faida hip hop tra East Coast e West Coast – sono il piatto forte di un ricco menù in salsa americana. L’alcolismo, la droga, la prostituzione e la violenza tra le bande di strada sono il contorno che rendono il film ancora più aderente alla realtà.

L’America “black” celebra il compianto artista di New York come uno dei punti di riferimento per la lotta nella rivendicazione dei diritti sociali. La sua prematura scomparsa avvenuta a Las Vegas il 13 Settembre 1996, a soli 25 anni, ha generato una serie di azioni e reazioni diventate epiche nella storia del rap. Crivellato da 4 colpi di pistola, è morto dopo un coma durato 6 giorni. Nel film poche luci e molte ombre lasciano l’amaro in bocca allo spettatore più rodato. Di certo, tra i punti di forza del prodotto c’è la solidità di una storia che continua ad attrarre gli appassionati del genere, così come i neofiti, che vedono in Tupac un punto di riferimento. Tra i punti deboli c’è forse la costante aspettativa in un colpo di scena che non arriva. La vita contraddittoria di un uomo che ha toccato le vette del successo, e si è esposto mediaticamente fino a scottarsi, è stata risolta troppo sommariamente da Benny Boom, il quale ha preferito attenersi al copione, ricorrendo alle sicure trame della “classica biografia”, per paura di non riuscire a portare a casa il risultato.

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  • Anno: 2017
  • Durata: 139'
  • Distribuzione: Key Films, M2 Pictures
  • Genere: Biografico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Benny Boom
  • Data di uscita: 07-September-2017