Stasera in tv su Cine Sony alle 23,05 L’inglese di Steven Soderbergh con Terence Stamp e Peter Fonda

L'inglese di Steven Soderbergh è forse un film piccolo di budget, ma grande per contenuti e stile. Il regista americano, ancora una volta, sa mescolare bene intrattenimento e tocchi d'autore. Uno dei suoi film meno noti, che va senza dubbio recuperato

  • Anno: 1999
  • Durata: 89'
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Steven Soderbergh

Stasera in tv su Cine Sony L’inglese (The Limey), un film del 1999 diretto da Steven Soderbergh. È stato presentato fuori concorso al 52º Festival di Cannes.

Wilson (Terence Stamp), un criminale inglese, esce di prigione sulla parola dopo aver scontato nove anni per una rapina. Una volta uscito da Londra si reca a Los Angeles, per scoprire cosa è successo alla figlia, morta in un incidente stradale, mentre lui si trovava in carcere. Per Wilson non si tratta di un semplice incidente, e cerca di trovare la verità, cercando colui che ritiene responsabile, Terry Valentine (Peter Fonda), spietato produttore discografico, di cui la figlia è stata l’amante.

Steven Soderbergh è un regista che non sta mai fermo. Ha provato un po’ di tutto in questi anni: cinema mainstream (Traffic, la trilogia di Ocean per citare i più famosi), metacinema (Full Frontal), drammi girati con le tecniche del passato (Intrigo A Berlino), cinema-verità con attori non professionisti (Bubble). Molto cinema indipendente, insomma. The Limey può essere incasellato in questo settore della vita artistica di Soderbergh: un film piccolo forse di budget, ma grande di contenuti e stile registico. “Dimmi di Jenny“: con queste parole, seguite dalla canzone The Seeker degli Who, ha inizio il film, che rimanda al cinema anni sessanta-settanta, alle sue atmosfere.

Gli stessi protagonisti giungono da quegli anni: Terence Stamp è il criminale Wilson, il quale, dopo nove anni di galera, vola a Los Angeles per vendicare la morte della figlia Jenny, ufficialmente deceduta in un incidente stradale. Peter Fonda è Terry Valentine, un discografico dai modi sempre pacati ed affettati, ma legato ad affari sporchi con la mala, nonchè amante della figlia di Wilson. Barry Newman (il Kowalski di Punto Zero) è Jim Avery, il factotum di Valentine e anche Joe Dallesandro (uno dei due sgherri reclutati da Avery) è nato artisticamente nella Factory di Andy Warhol. Lo stesso Soderbergh lega il suo film (con una serie di flash back) ad un altro film del 1967 interpretato dallo stesso Stamp: Poor Cow, quasi che The Limey ne sia un ideale seguito.

Tutto il film non segue linearmente la storia, ma procede con continui flashback e salti in avanti nel tempo, quasi si trattasse dei ricordi di Wilson, il quale, a vendetta conclusa, se ne può tornare a casa (difatti viene riproposta più volte l’immagine di Stamp seduto in aereo di ritorno in Inghilterra). Ciò che ne esce, più che un film di vendetta, è l’immagine di un padre mancato, un uomo ferito che ormai non ha più modo di recuperare il tempo perduto con sua figlia. Dopo essere scampato ad un pestaggio, ad un inseguimento automobilistico lungo le colline losangeline e ai poliziotti della squadra antidroga, le prime parole di Wilson, quando è finalmente faccia a faccia con Valentine, sono proprio quelle sentite all’inizio del film: “Dimmi di Jenny“.

GUARDA IL TRAILER >>



Condividi