Insospettabili sospetti, il riuscito remake di Zach Braff con Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin

I dialoghi sono il vero punto di forza di Insospettabili sospetti: si è deciso di puntare sulla caratterizzazione dei personaggi, i quali non hanno nulla da perdere e sono pronti a sfidare tutto e tutti, grazie a un grande gioco di squadra. Con Morgan Freeman, Michael Caine, Alan Arkin e Matt Dillon

  • Anno: 2017
  • Durata: 126'
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Zach Braff
  • Data di uscita: 04-May-2017

Il terreno dei remake è sempre stato un qualcosa di arduo per i registi di Hollywood. Zach Braff invece ne esce alla grande, realizzando Insospettabili sospetti, tratto dal film di Martin Brest Vivere alla grande, che vedeva nel cast attori del calibro di George Burns, Art Caney e Lee  Strasberg, in cui tre anziani amici, non accontentandosi di vivere con le loro modeste pensioni, tentano la svolta della vita rapinando una banca. Ma quando uno dei tre muore, gli altri due superstiti, dopo aver lasciato una cospicua somma al nipote del defunto, decidono di sfidare la sorte al casinò di Las Vegas. Le cose non andranno però come sperato.

A differenza del film di Brest, Insospettabili sospetti aggiunge al tono comico vari riferimenti al sistema finanziario americano, che si dimostra incapace di provvedere alle esigenze dei suoi creditori. Gli impiegati di banca e i capi delle aziende, che trasferiscono all’estero la propria produzione, sono dei giganti contro i quali è inutile combattere, a meno che a tenergli testa non siano tre spericolati vecchietti (ma attenti a non chiamarli così), interpretati da mostri sacri come Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin, che per l’occasione mantengono i nomi dei protagonisti del precedente film (Joe, Willie ed Al).

I dialoghi tra i tre sono il vero punto di forza di Insospettabili sospetti: si è deciso di puntare sulla caratterizzazione dei personaggi, i quali non hanno nulla da perdere e sono pronti a sfidare tutto e tutti, grazie a un grande gioco di squadra. A mettere i bastoni tra le ruote c’è però un agente dell’FBI ,interpretato da Matt Dillon, che nonostante la sua sagacia cadrà nelle loro trappola. La sceneggiatura di Theodore Melfi aggiunge nel finale un tocco di positività, che non vogliamo però svelare, e memorabili sequenze di addestramento per inesperti del crimine che ricordano, se vogliamo, I soliti ignoti di Monicelli. Si ride, si piange, ma soprattutto si rivaluta l’età della vecchiaia con i suoi timori. La solitudine e la morte non sembrano ostacoli insormontabili quando hai dei veri amici al tuo fianco pronti a sostenerti in qualunque momento.

Alessia Di Fazio

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