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Stasera in Tv

Stanotte alle 02,10 su Rai 3 (Fuori Orario) Bande à part di Jean-Luc Godard

Bande à part è un film del 1964, il settimo lungometraggio diretto da Jean-Luc Godard, una delle pietre miliari della Nouvelle Vague. Dopo la grande produzione italo-francese di Il disprezzo, si tratta per Godard di fare un film a basso costo e girato in poco tempo, come agli albori della storia del cinema (e anche agli inizi della sua carriera di regista), a esplicita imitazione dei film hollywoodiani di serie B amati sia da Godard che dall’amico e collega François Truffaut

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Bande à part è un film del 1964, il settimo lungometraggio diretto da Jean-Luc Godard, una delle pietre miliari della Nouvelle Vague. In Italia è talvolta conosciuto anche con il curioso titolo Separato magnetico, con il quale fu proiettato in una limitata serie di sale cinematografiche.

Dopo la grande produzione italo-francese di Il disprezzo, si tratta per Godard di fare un film a basso costo e girato in poco tempo, come agli albori della storia del cinema (e anche agli inizi della sua carriera di regista), a esplicita imitazione dei film hollywoodiani di serie B amati sia da Godard che dall’amico e collega François Truffaut. Per questo decide di portare sullo schermo una trasposizione molto libera di un romanzo letto nell’economica Série noire di Gallimard. « Le Mépris era a colori, in scope, girato in Italia, e il modo migliore per cambiare direzione era pormi dei limiti. Mi sono detto: “Farò di Bande à part un piccolo film di serie Z come certi film americani che mi piacciono.” » (Jean-Luc Godard)

Il regista si propone di rendere il clima populista e poetico dei film francesi d’anteguerra, per esempio le trasposizioni in B/N dei romanzi di Simenon. Lungo tutta la narrazione, slegata, incoerente e piena di digressioni, si susseguono episodi che hanno influito profondamente sul gusto degli amanti del cinema di serie B, come il divertente ballo a tre nel caffè-ristorante, o la strepitosa sequenza, narrativamente superflua, della visita dell’intero museo del Louvre in meno di 9 minuti e 45”. Il regista decide di ingaggiare la moglie dalla quale si sta separando, Anna Karina, nel tentativo di recuperarla dalla depressione dopo due tentativi di suicidio (in ottobre e poi in novembre 1963) nel nuovo appartamento al n. 9 di rue Tollier, vicino al Panthéon. A gennaio 1964, mentre Godard gira un episodio per il film collettivo Parigi di notte, Anna è in ospedale psichiatrico per sei settimane. Quando lui le preannuncia che cominceranno a girare entro 15 giorni, lei “non sa se dovesse ridere o piangere”. Godard chiede un finanziamento di 100 mila dollari alla Columbia, si sente rispondere che è un compenso elevato per un regista così giovane. “No, non 100 mila dollari per me, è per l’intero film,” risponde. Le riprese durano esattamente un mese, dal 17 febbraio al 17 marzo 1964, alla periferia est di Parigi, poi nei pressi di Place d’Italie e dintorni di Joinville sulle rive della Marna. Per le riprese in esterni, l’operatore Coutard usa una macchina da presa Arriflex 2 C, che può essere tenuta sulla spalla per dare un’impressione di velocità. Il suono è in presa diretta. Odile, Franz e Arthur sono a pieno diritto tra i personaggi più godardiani di sempre: innocenti, puri, ingenui, sono giovani animali selvaggi ancora incorrotti. È un film sulla nostalgia del regista per le proprie origini, per i primi film. L’estetica da film di serie B di Bande à part ha inciso nell’immaginario di molti cineasti, soprattutto americani: « C’è una scena che vale tutte quelle che uno sceneggiatore o uno scrittore potrebbero immaginare. Due tizi stanno svaligiando una casa, con delle calze infilate in testa. Frugano, uno dei due si ferma, si guarda in uno specchio e si aggiusta la cravatta. L’altro si ferma, guarda in una biblioteca come se fosse da un bouquiniste, prende un libro, lo mette in tasca e continua a rubare. Ora, se Godard avesse avuto Cary Grant con le calze infilate sulla testa, si sarebbe detto: “Oh, è magnifico”. Mi dispiace che non abbia avuto Cary Grant, […] nessuno avrebbe qualificato Bande à part “film d’arte e d’essai”. » (Samuel Fuller)

La scena del ballo nel caffè-ristorante è stata ripresa in Pulp Fiction di Quentin Tarantino e più recentemente in Le Week-End di Roger Michell con Jeff Goldblum, Jim Broadbent e Lindsay Duncan. Il regista Quentin Tarantino è stato notevolmente influenzato dal lavoro di Godard e ha fondato una compagnia di produzione chiamata A Band Apart. Altre opere che includono omaggi al film sono American Sunshine, The Dreamers – I sognatori (la corsa nelle sale del Louvre) e il video musicale di Un romantico a Milano dei Baustelle.

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  • Anno: 1965
  • Durata: 94'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Jean-Luc Godard