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Project-TO: The White Side, The Black Side

Quest’anno non avremo modo di sostare nella nostalgia estiva, sul corpo una scarica adrenalinica è pronta a donarci nuova linfa vitale: benvenuti Project-To. Tre nomi che hanno fatto parlare di sè per quanto concernono i rispettivi campi di provenienza e per la genialità artistica dimostrata nella creazione di questo doppio album di debutto dal titolo The White Side, The Black Side

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Con l’autunno, il freddo e le giornate uggiose nuovamente nelle nostre vite e un lontano, tenero ricordo di estate i cui accesi tramonti erano l’unica fiamma pronta a riscaldare i nostri cuori, sembrerebbero esserci tutte le premesse per un grigio umore.

Quest’anno invece non avremo modo di sostare nella nostalgia estiva, sul corpo una scarica adrenalinica è pronta a donarci nuova linfa vitale: benvenuti Project-To.

Tre nomi che hanno fatto parlare di sè per quanto concernono i rispettivi campi di provenienza e per la genialità artistica dimostrata nella creazione di questo doppio album di debutto dal titolo The White Side, The Black Side, contrapposizione nitida e perfetta dell’uomo come essere umano e particella di un universo infinito.

Riccardo Mazza, Laura Pol e Carlo Bagini si presentano con un lavoro decisamente sperimentale in cui prolifera un germe rivoluzionario e seguono il filone di pensiero che esprime un’idea semplicissima: se la musica regala vibrazioni, perché non entrare visivamente nel pezzo per godere di un’esperienza sensoriale completa?

Un’opera di chiara matrice elettronica sperimentale nata come evento dance e di tendenza a immersione totale, puro big-beat (per quanto concerne il lato white) e techno-dark (per il corrispondente black) arricchiti da video e immagini proiettate su pareti o strutture della location ospitante lo show attraverso la tecnica del mapping.

La Machiavelli Records segna un grande successo aggiudicandosi questo trio eccezionale e un Project-TO (mi si perdoni il gioco di parole) che sta facendo e continuerà inevitabilmente a far parlare di sé durante la stagione invernale, portando la gente non solo a ballare ma anche a confrontarsi con un genere divenuto sempre più arte visiva e comunicativa. Solo i Chemical Brothers avevano osato tanto nel 2010 con il loro Further.

Joseph Maghen David

 

Spotify

The White Side http://sptfy.com/2BQe

The Black Side http://sptfy.com/2BQf

Soundcloud

https://soundcloud.com/project-to/sets/the-white-side-the-black-side

Contatti

https://www.facebook.com/projectto

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