La Festa del Cinema di Roma porta sullo schermo la musica rock dei Rolling Stones grazie al documentario diretto da Paul Dugdale. Il film non è la trasposizione cinematografica della vita e della carriera della band britannica, ma segue le tappe del loro tour attraverso dieci città latinoamericane. A ritmo di concerti si ripercorre la storia del rock e di quelle culture distanti e allo stesso tempo vicine alla musica dei Rolling Stones.
Sinossi: Un documentario che segue il tour dei Rolling Stones nei primi mesi del 2016 attraverso dieci città latinoamericane, concluso con un concerto all’aperto all’Avana, Cuba, dove la band si è esibita per la prima volta. Un road movie che celebra il potere rivoluzionario del Rock in modo divertente e indagatore. Il film racconta il tour, la cultura locale e il legame che esiste tra i popoli dell’America Latina e i Rolling Stones. Un ritratto di una band ancora sulla vetta del successo, che ha visto tutto ma che è ancora affamata e desiderosa di esplorare nuovi orizzonti.
Recensione: Il documentario permette di viaggiare con una delle band più famose di sempre. I Rolling Stones, padri indiscussi del rock, vengono ripresi durante il loro tour avvenuto nel 2016. La rivoluzione iniziata negli anni ’60 prosegue sulle stesse note quasi cinquant’anni dopo, portando la band britannica a scoprire nuovi orizzonti. Il documentario di Paul Dugdale, costruito magistralmente, unisce la musica al viaggio guardando da vicino quelle culture all’apparenza così distanti dal Rock dei ragazzi “brutti, sporchi e cattivi”. Quasi come fossero delle cartoline sullo schermo appaiono i luoghi toccati nel tour, con la loro cultura, le loro usanze e certamente la musica locale, spesso e volentieri ispirazione per la band inglese.
L’America Latina, allontanata da quella rivoluzione Rock che negli anni ’60 e ’70 ha cambiato del tutto il panorama musicale, viene investita finalmente, dopo tanta privazione, dalla musica dei Rolling Stones. C’è voluto del tempo ma quella rivoluzione sembra compiuta, i concerti sono l’incontro tra vecchie e nuove generazioni. Sono presenti coloro che hanno combattuto contro un governo opprimente e hanno gridato il loro dissenso, portando capelli lunghi e ascoltando la musica del diavolo, e giovani che vedono ancora oggi in quelle sonorità la libertà e la speranza nel futuro. Ancora una volta quei quattro ragazzi hanno lasciato un segno, mai nessuno era riuscito nell’intento di organizzare un concerto rock, di tali dimensioni, a Cuba.
Allora sembra che qualcosa sta davvero cambiando e per destino o solo (s)fortuna il concerto capita in concomitanza della visita di Barack Obama, che dopo ottant’anni è il primo Presidente americano a fare visita a Cuba. Tutto passa attraverso la musica, i backstage e i siparietti divertenti che i ragazzi “brutti sporchi e cattivi” continuano a fare nonostante l’età avanzi. I Rolling Stones tengono il palco con la foga di una volta, pazzi e scatenati con le loro scarpe da ginnastica ai piedi fanno arrivare in America Latina quel Rock tanto atteso e desiderato. Il documentario è sagace nelle riprese e capace di raccontare da vicino un grosso cambiamento. L’ironia della band britannica, e certamente la loro musica, dona quel tocco di magia all’intero prodotto. Se pensate di vedere un documentario musicale come tanti vi sbagliate, The Rolling Stones Olè Olè Olè è un grido di libertà e un viaggio alla scoperta di nuovi e vecchi orizzonti.
Alessandra Balla