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Nel corso del tempo di Wim Wenders dal 25 Agosto al cinema

Terzo e ultimo capitolo della “Trilogia della Strada” dopo Alice nella città (Alice in den Städten, 1974) e Falso Movimento (Falsche Bewegung, 1975), Nel corso del tempo di Wim Wenders, il film manifesto del Nuovo Cinema Tedesco e di un’intera generazione, torna in sala a partire dal 25 Agosto per il suo quarantesimo anniversario dalla prima uscita nei cinema

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VIGGO

dopo aver riportato in sala “Il cielo sopra Berlino
e “Paris, Texas” è lieta di annunciare il ritorno in sala,
a quarant’anni dalla sua uscita, del capolavoro di Wim Wenders
nella versione restaurata 4K approvata dal regista

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DAL 25 AGOSTO AL CINEMA

IN VERSIONE RESTAURATA IN 4K

Terzo e ultimo capitolo della “Trilogia della Strada” dopo Alice nella città (Alice in den Städten, 1974) e Falso Movimento (Falsche Bewegung, 1975), Nel corso del tempo, il film manifesto del Nuovo Cinema Tedesco e di un’intera generazione, torna in sala a partire dal 25 Agosto per il suo quarantesimo anniversario dalla prima uscita nei cinema.

A distanza di sette anni da Easy Rider, Nel corso del tempo si affermò come il road movie europeo che definì la personalissima poetica del viaggio di Wim Wenders: assorbite le convenzioni e le atmosfere del cinema hollywoodiano, da John Ford e Peter Bodganovich a Dennis Hopper, l’autore tedesco le oltrepassa riscrivendo l’on the road come movimento esistenziale, di derivazione goethiana, verso la ricerca di se stessi e di un proprio posto nel mondo e nella Storia. Bruno (Rüdiger Vogler), detto “King of the Road”, e Robert (Hanns Zischler), detto “Kamikaze”, sono infatti “i due amleti tedeschi che viaggiano nel paese dell’anima”, nelle stesse parole di Wenders, tra le province dimenticate nel confine della RDT, una no man’s land dimenticata dal boom del dopo guerra e dagli ideali del dopo Sessantotto.

Riproposto per la prima volta in un’imperdibile versione restaurata in 4K, curata dal regista, Nel corso del tempo fu girato in undici settimane con un budget irrisorio e una piccolissima troupe di amici tra i quali Robby Müller alla fotografia e Peter Przygodda al montaggio. Ispirato dal famoso servizio fotografico di Walker Evans commissionato dal governo americano dopo la Grande Depressione del ’29, Wenders, senza alcuna sceneggiatura iniziale, studiò e seguì un itinerario fatto di piccole sale di provincia dove il cinema e la pellicola cominciavano già a scomparire.

Dedicato al maestro Fritz LangNel corso del tempo è anche e soprattutto una dichiarazione d’amore verso la settima arte, qui nella sua forma più materica e romantica. Il film è un omaggio ai Padri – da Ozu e Nicholas Ray al cinema muto – e allo stesso tempo un atto di commiato e libertà dal cinema classico. Nel corso del tempo si muove verso un ”nuovo cinema” che si va affermando attraverso un’identità autoriale e un’autonomia produttiva e creativa. Un segno dei tempi.

Nell’incontro delle immagini nel bianco e nero nitido e delicato di Müller e dell’indimenticabile colonna sonora realizzata appositamente dagli Improved Sound Limited, Wim Wenders ha firmato uno dei capolavori della sua carriera segnando per sempre il genere on the road e aprendo un nuovo capitolo della storia del cinema europeo.

A quarant’anni dalla prima proiezione al Festival di Cannes 1976, dal 25 Agosto Nel corso del tempo ritorna al cinema per ritrovare i primi spettatori che lo hanno amato e per farsi riscoprire dalle nuove generazioni.

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