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A casa nostra

Soldi, potere, delusioni, rivincite, frustrazioni e poco tempo per i sentimenti: questo è il quadro che ci presenta la Comencini “francese”.

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Soldi, potere, delusioni, rivincite, frustrazioni e poco tempo per i sentimenti: questo è il quadro che ci presenta la Comencini “francese”. E chi può darle torto? Milano, la città in cui si muovono i personaggi di “A casa nostra”, è la città ideale per descrivere il presente dell’Italietta sfigata dove ognuno di noi fa poco e niente per cambiare qualcosa. Tante storie, una diversa dall’altra, ma in fondo tutte uguali, vissute per raggiungere quel successo che non arriva perché non è mai abbastanza. Ci sono i ragazzi, quelli che tradiscono la moglie per gioco, che vanno dalla ragazza solo per scopare o che si innamorano di prostitute polacche. E ci sono i rampanti, quelli della “Milano da bere”, che con il revenge degli anni Ottanta sono tornati di moda. E infine ci sono le ragazzine modelle che si fanno inculare da banchieri senza un minimo di dignità, bambini che uccidono per pochi spicci e neonati bastardi. Tutto questo e ancora di più nel nuovo, a volte improbabile, film di Francesca Comencini, che senza pietà la bastona questa nazione da cui vogliono scappare tutti, ma da cui non scappa più nessuno.

Vincenzo Patanè Garsia



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