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IN SALA

Jupiter – Il destino dell’universo

Con “Jupiter – Il destino dell’universo” i Wachowski segnano una battuta di arresto rispetto alla riflessione che coniugava intensità e spettacolarità sull’essenza della vita e della sua connessione spazio-temporale, iniziata con la saga di “Matrix” e proseguita con “Cloud Atlas”

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Tutte le vite sono importanti, anche quella di una semplice ragazza che per vivere fa le pulizie e di notte sogna ad occhi aperti guardando le stelle del cielo. E magari lei non sa che, mentre odia la sua vita, in un pianeta lontano è considerata la regina del pianeta Terra. Poteva essere una favola leggera che in un tripudio di effetti speciali e con il supporto del 3D avrebbe potuto raccontare una nuova versione spaziale e bombastica di Cenerentola. Purtroppo non è andata così.

Con Jupiter i Wachowski segnano una battuta di arresto rispetto alla riflessione che coniugava intensità e spettacolarità sull’essenza della vita e della sua connessione spazio-temporale, iniziata con la saga di Matrix (1999-2003) e proseguita con Cloud Atlas (2012). Sebbene ci siano tutti gli ingredienti di un action movie riflessivo: viaggi spaziali, varchi spazio tempo, faide imperiali, clonazioni genetiche e mutazioni umane, l’impasto della trama risulta troppo debole per tenere insieme tutto credibilmente. Manca il ritmo, che non si sostiene a colpi di infiniti duelli-sparatoria costruiti in computer-grafica, manca una direzione narrativa, che necessita di un contenuto più significativo, e, soprattutto, manca la credibilità dei personaggi, che appaiono come un informe conglomerato di ruoli già visti. A questo proposito occorrerebbe aprire una riflessione sull’immaginario fantascientifico, su cui Jupiter, nonostante il generoso budget di 175 milioni di dollari, non compie nessuno sforzo di innovazione, limitandosi a saccheggiare Star Wars (1977-2005) o il mondo  dei supereroi Marvel (il personaggio maschile principale, Caine interpretato da Channing Tatum, sembra un incrocio tra Aquaman e Wolverine degli X-Men).

Incerta appare anche la recitazione degli attori, almeno nella versione italiana, ed anche la loro direzione (sconcertante è la naturalezza con cui la protagonista Jupiter, Mila Kunis, accetta le storie più incredibili senza battere ciglio, quando sarebbe bastato copiare dai film di questa tradizione per fare decisamente meglio). L’unico concetto che si riesce ad isolare da una lunga e inutilmente complessa trama è il desiderio di immortalità dell’uomo, di come questo possa essere connesso con lo sviluppo scientifico e con le regole economiche che governano la società.

Se i Wachowski fossero riusciti a far perno e a sviluppare questo tema non ci saremmo trovati di fronte ad una trama rivoluzionaria o particolarmente originale, ma almeno sarebbe bastato per costruire un gradevole film di evasione, dotato di un senso accettabile; purtroppo un mancato controllo in fase di sceneggiatura e una svagata regia hanno fatto sfumare anche questo obiettivo minimo. Resta qualche gustosa scenetta, come l’ironica descrizione della burocrazia, e qualche improvvisa e fulminante battuta. Davvero troppo poco. Non resta che attendere che i due fratelli si rimettano a lavorare seriamente sul prossimo progetto.

Pasquale D’Aiello

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  • Anno: 2015
  • Durata: 125'
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Genere: Azione
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Lana Wachowski, Andy Wachowski
  • Data di uscita: 05-February-2015