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‘Divorced Sistas’, il mondo di Tyler Perry tra rappresentazione e formule già viste

Divorced Sistas conferma la solidità del marchio Tyler Perry

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Divorced Sistas

Più rassicurante che sorprendente. Divorced Sistas, il nuovo comedy drama ideato, scritto e diretto da Tyler Perry, è disponibile su Paramount+ dal 30 giugno 2026, dopo il debutto statunitense su BET+, ed è distribuito da Paramount in collaborazione con BET Media Group. La serie racconta una nuova storia corale al femminile, muovendosi lungo coordinate narrative ormai familiari all’autore americano: relazioni sentimentali, crisi personali, amicizie e seconde possibilità.

Una formula che negli anni ha consolidato il successo di Perry presso un pubblico fedele e ben definito, ma che in questa occasione sembra affidarsi più alla continuità che alla capacità di rinnovarsi.

Tyler Perry’s Divorced Sistas – Guarda su Paramount+ Italia

Cinque donne, un nuovo inizio

Al centro di Divorced Sistas ci sono cinque donne accomunate dall’esperienza del divorzio e dalla necessità di ricostruire la propria esistenza. Rasheda (LeToya Luckett), Geneva (Khadeen Indréa), Naomi (Porscha Coleman), Tiffany (Briana Price) e Bridgette (Jennifer Sears) affrontano, ciascuna con il proprio bagaglio di ferite e aspettative, una fase della vita in cui il matrimonio appartiene ormai al passato, mentre il futuro appare ancora incerto. Tra nuove relazioni, amicizie che diventano un sostegno indispensabile, la serie prova a raccontare il difficile equilibrio tra il desiderio di ricominciare e il peso di ciò che è stato.

È un presupposto narrativo potenzialmente fertile, che avrebbe potuto offrire una riflessione più articolata sulla ricostruzione dell’identità dopo la fine di un’unione. Tyler Perry preferisce invece orientare il racconto verso una successione quasi ininterrotta di conflitti, tradimenti e colpi di scena, sacrificando spesso l’approfondimento psicologico delle protagoniste.

Tyler Perry e il rapporto con il suo pubblico

Per comprendere Divorced Sistas bisogna considerare il percorso di Tyler Perry, uno degli autori più prolifici della televisione americana contemporanea. Le sue produzioni hanno costruito negli anni un rapporto molto forte con un pubblico specifico, in particolare con gli spettatori afroamericani che hanno spesso trovato nelle sue storie una rappresentazione di esperienze familiari, sociali e sentimentali raramente al centro della narrazione mainstream. La forza di Perry è stata proprio questa capacità di creare un linguaggio immediatamente riconoscibile e vicino alla vita quotidiana del suo pubblico.

Allo stesso tempo, il suo modo di rappresentare personaggi e situazioni ha generato discussioni critiche. Nel 2009 Spike Lee accusò alcune opere di Perry di avvicinarsi alla tradizione dei “minstrel show” (una tipologia di spettacolo con personaggi grotteschi e caricaturali nata nell’America dell’Ottocento), sostenendo che alcune rappresentazioni rischiassero di rafforzare immagini stereotipate della comunità nera. Perry ha respinto queste critiche, rivendicando invece il valore di storie ispirate a esperienze reali vissute da molte famiglie afroamericane e la necessità di dare voce a un pubblico spesso poco rappresentato.

La questione resta quindi complessa: il successo di Perry dimostra l’esistenza di una platea che si riconosce nelle sue opere, ma la fedeltà a un modello narrativo preciso può anche trasformarsi in un limite creativo. Ed è proprio questo il punto in cui Divorced Sistas mostra le proprie difficoltà.

Il limite della scrittura

Il limite della serie non riguarda i temi affrontati, ma il modo in cui vengono sviluppati. Il divorzio, la ricostruzione della propria identità e il valore dell’amicizia femminile sono argomenti ricchi di possibilità narrative. La sceneggiatura preferisce invece ricondurre quasi ogni personaggio a una funzione precisa.

Le protagoniste raramente sorprendono, non perché siano prive di potenziale, ma perché la scrittura sembra conoscere fin dall’inizio il loro percorso. Ognuna rappresenta un carattere facilmente identificabile e difficilmente si allontana dal ruolo che le viene assegnato. Lo stesso vale per molti personaggi secondari, costruiti attraverso dinamiche già viste e sviluppi facilmente intuibili.

Anche i dialoghi contribuiscono a questa sensazione. Più che lasciare emergere emozioni e contraddizioni, tendono a spiegare ciò che accade e a preparare il passaggio narrativo successivo. Ne deriva una serie scorrevole e accessibile, ma raramente capace di produrre quella sorpresa che nasce dall’imprevedibilità dei comportamenti umani.

Una formula che guarda più al pubblico che all’evoluzione

È probabilmente questa la differenza rispetto ad altre produzioni contemporanee dedicate all’universo femminile. Serie come Big Little Lies (2017) a The Morning Show (2019) costruiscono gran parte della loro forza sulle ambiguità dei personaggi e sulla loro continua evoluzione. Divorced Sistas sceglie invece di restare fedele a un modello narrativo consolidato, privilegiando la riconoscibilità rispetto alla complessità.

Non è necessariamente un difetto in sé. Tyler Perry conosce perfettamente il proprio pubblico e continua a rivolgersi a esso con coerenza, senza inseguire modelli estranei alla propria poetica. Il problema nasce quando questa fedeltà alla formula finisce per limitare la libertà della scrittura, rendendo prevedibili dinamiche che avrebbero meritato maggiore profondità.

Una regia funzionale al racconto

Dal punto di vista visivo, Tyler Perry privilegia una regia lineare e funzionale alla narrazione. La messa in scena adotta una grammatica televisiva classica, con una fotografia pulita e un ritmo che accompagna il racconto senza cercare particolari slanci formali.

È una scelta coerente con l’impianto del progetto, ma rafforza anche l’idea di un autore più interessato a consolidare il proprio modello produttivo che a sperimentare nuove soluzioni espressive.

Un’occasione mancata

Divorced Sistas non è una serie priva di qualità: il cast dimostra affiatamento, il tema di partenza è forte e il rapporto tra le protagoniste rappresenta l’elemento più riuscito del racconto. Sarebbe però servita una scrittura capace di andare oltre i codici già consolidati da Tyler Perry.

Il punto non è mettere in discussione il valore di una narrazione popolare rivolta a un pubblico preciso. Al contrario, il successo dell’autore dimostra quanto sia importante l’esistenza di produzioni capaci di parlare a comunità spesso trascurate. Ma proprio quando un autore possiede un pubblico così fedele, la sfida più difficile diventa quella di sorprenderlo.

Divorced Sistas conferma la solidità del marchio Tyler Perry, ma anche il suo limite attuale: una formula riconoscibile, rassicurante e capace di creare consenso, che tuttavia lascia poco spazio all’imprevisto, alla complessità e alla trasformazione dei personaggi.

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  • Distribuzione: Paramount +