Ambientata 6 anni prima degli eventi de La rivincita delle bionde, Elle (disponibile su Prime Video) racconta come la protagonista, Elle Woods, ha mosso i primi passi per diventare l’icona bionda e senza tempo che conosciamo oggi.
Elle
Siamo a Los Angeles e Elle, appena 16enne, sta vivendo il miglior momento della sua vita: la sua festa, con i suoi amici, i suoi genitori e tanto glamour. Tutto è perfettamente in linea con i suoi piani e le sue aspettative, persino il ragazzo più bello della scuola sembra intenzionato a chiederle di uscire, finché una cattiva notizia di mette in mezzo: Elle, insieme alla sua famiglia, è costretta a trasferirsi in un’altra città. La nostra bionda preferita è obbligata quindi a lasciare la sua amata Los Angeles, fatta di sole, mare e ville mozzafiato per trasferirsi nella grigia Seattle, capitale della nuova scena grunge. Al suo arrivo, Elle incontrerà non poche difficoltà nell’integrarsi nella nuova scuola, e la sua indole gioiosa si scontrerà con prepotenza con l’indifferenza dei suoi compagni. Riuscirà Elle ad accettare la sua nuova vita?
Parliamone
La serie è una commedia brillante, con battute divertenti e argute. Il personaggio di Elle (interpretato da Lexi Minetree) racchiude, come è stato per il primo film, lo stereotipo della bella bionda di Los Angeles che punta tutto sull’apparenza e poco sull’essenza. Il suo carattere solare, dolce e risoluto può dare l’impressione, a chi non la conosce, di trovarsi di fronte a una persona svampita e poco intelligente. Un tratto tipico della narrativa dei film degli anni 2000, che emerge soprattutto quando si trova a doversi confrontare con gli studenti di Seattle, tutti seri, impegnati nel sociale, che danno poca confidenza agli sconosciuti.
È un ambiente in cui Elle sembra non poter trovare il suo posto. L’amicizia che stringerà, successivamente, con Liz (Gabrielle Policano) e Dustin (Zac Looker) sarà preziosa per la sua crescita, perché entrambi la spingeranno a porsi delle domande, a mettere in discussione la vita che conduceva a Los Angeles, generando in lei una serie di conflitti a cui non sa trovare una soluzione.
Anche i genitori fanno parte del racconto. In questa serie, non fungono da sfondo e nessun personaggio è in conflitto con loro, sebbene ci siano dei momenti di scontro che, però, sono sempre costruttivi. Ciò che si può apprezzare è proprio la presenza di un dialogo chiaro, di presentazione di bisogni e di fragilità, di un mettersi in discussione senza sentirsi minacciati nella propria figura genitoriale.
Nella serie ci sono numerosi momenti in cui Eva Woods (interpretata da June Diane Raphael) e sua figlia Elle entrano in conflitto, soprattutto quando le due si ritrovano in situazioni opposte: una che vuole tornare a Los Angeles, l’altra che sta cercando di ritagliarsi il suo spazio a Seattle. Il modo in cui i conflitti vengono risolti sono brillanti nella loro semplicità: nessuna battuta da brividi, nessun dramma. Un dialogo chiaro e conciso, dove si mettono sul tavolo i propri bisogni e si riconoscono gli errori.

Gli anni 2000 nel 2026
Il tratto distintivo di una serie come questa dovrebbe essere, senza ombra di dubbio, la nota nostalgica dei primi anni 2000, eppure è un elemento che non è riuscito a spiccare, soprattutto nei vestiti e nella fotografia. Di fatto, ciò che caratterizzava un film (soprattutto una commedia) dei primi anni 2000 era questa grande luminosità dei colori: il rosa di Elle Woods non era un semplice rosa, era un colore che non solo distingueva il personaggio ma balzava all’occhio. In Elle, il rosa c’è, esiste, e spicca sicuramente nel mare di nero e grigio di cui è composto il liceo di Seattle, ma non ha la stessa forza che avrebbe dovuto avere in una pellicola ambientata negli anni 2000.
Anche per i costumi vale lo stesso discorso. L’impressione che danno è che siano ispirati allo stile dei primi anni 2000, come se fossero stati rivisitati per conformarsi meglio a un pubblico che potrebbe avere nostalgia di un periodo appena accennato. L’effetto nostalgico, quindi, viene dato solo dagli oggetti di scena, dal personaggio iconico di Elle Woods e dalla “faida” che ha contraddistinto quell’epoca: i popolari contro gli “sfigati”; il rosa contro il nero; il pop contro il rock. Non è un punto a suo sfavore, ma per chi ricerca un prodotto che gli faccia rivivere la sua adolescenza, può rimanerne deluso.
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