Luca Guadagnino stava per portare nelle sale uno dei progetti più ambiziosi e dirompenti della sua carriera.
Artificial, film quasi completato con un budget stimato di 40 milioni di dollari, racconta il caotico weekend del novembre 2023 in cui Sam Altman fu licenziato e poi riassunto da OpenAI nel giro di pochi giorni. Il cast è stellare. La sceneggiatura è firmata da Simon Rich, ex autore di Saturday Night Live, e il film è stato descritto ovunque come The Social Network dell’era dell’intelligenza artificiale.
Eppure, in questo momento, Artificial non ha un distributore.
Amazon si ritira dopo 50 miliardi versati in OpenAI
Amazon MGM Studios aveva sviluppato il film e lo aveva pianificato per una uscita nei primi mesi del 2027. Ha poi deciso di abbandonare il progetto. La tempistica, come spesso accade, parla da sé. La decisione arriva pochi mesi dopo che Amazon ha annunciato un investimento da 50 miliardi di dollari in OpenAI come parte di una partnership strategica pluriennale.
Il comunicato ufficiale del colosso è stato impeccabile nei toni:
“Abbiamo il massimo rispetto per Luca Guadagnino. Crediamo che Artificial sarà meglio servito da un altro studio”.

Un film che scotta troppo
Il film è descritto come un ritratto di Altman come bugiardo patologico e di Elon Musk, interpretato da Ike Barinholtz, come figura altamente antipatica. Non esattamente il tipo di contenuto che le major vogliono associare al proprio nome in un momento in cui l’intelligenza artificiale è il business più redditizio del pianeta.
Focus Features, Warner Bros. con la sua etichetta Clockwork, A24 e Netflix hanno già comunicato il loro disinteresse dopo le proiezioni private. Il caso di A24 è particolarmente emblematico: la casa di distribuzione, considerata naturale approdo creativo per Guadagnino dopo Queer, è finanziata da Thrive Capital di Josh Kushner, che siede nel consiglio di OpenAI e figura tra i suoi principali investitori.
Distribuire un biopic sfavorevole su Altman a pochi mesi dall’IPO di OpenAI avrebbe significato mordere la mano che la nutre.
Mubi come salvatore: il precedente de The Substance
CAA Media Finance, che rappresenta Guadagnino, sta organizzando proiezioni per trovare una nuova casa al film. Mubi è il nome più caldo al momento, con Neon che starebbe anch’essa valutando il progetto.
Mubi sembra la soluzione più naturale: il distributore indipendente ha già un rapporto consolidato con il regista, avendo distribuito Queer in numerosi territori internazionali, gestito il lancio britannico di Suspiria e acquisito i diritti mondiali del cortometraggio The Staggering Girl. E c’è un precedente preciso: Mubi salvò The Substance di Coralie Fargeat dopo che Universal lo aveva abbandonato in prossimità del Festival di Cannes. Il film vinse un premio a Cannes e ottenne cinque candidature agli Oscar.
Qualora Mubi acquisisse Artificial, una premiere mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia, dove Guadagnino ha presentato molti dei suoi film, sarebbe l’ipotesi più probabile.
Il cast del film comprende Andrew Garfield nei panni di Altman, Monica Barbaro come ex CTO Mira Murati, Yura Borisov come co-fondatore Ilya Sutskever, e ancora Cooper Hoffman, Jason Schwartzman, Mark Rylance, Chris O’Dowd, Billie Lourd e Zosia Mamet.
Una produzione di questo calibro merita una platea all’altezza. Il Lido aspetta.