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ASOLO ART FILM FESTIVAL

‘Arte Sciopero’: una ribellione lunga quarant’anni

Quando il dissenso diventa mantra performativo. Presentato alla 42ª edizione dell’Asolo Art Film Festival

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‘Arte Sciopero’ (2025) di Luca Immesi approda sugli schermi della 42ª edizione dell’Asolo Art Film Festival

Arte Sciopero di Luca Immesi compone un mosaico analitico e celebrativo di una delle figure più anticonvenzionali dell’arte italiana. La vita di Galeazzo Nardini diventa così manifestazione concreta di una volontà creativa onnipresente, fotografia vivida di un periodo storico tumultuoso incastonato fra sovversione e genialità

Il film partecipa alla 42ª edizione dell’Asolo Art Film Festival, per la categoria Film sull’Arte.

Leggi tutti gli articoli, le recensioni e le interviste dell’Asolo Art Film Festival 42 su Taxi Drivers.

Arte Sciopero | Gli Anni di piombo in otto sillabe

Arte Sciopero segue la parabola pluridecennale della carriera di Galeazzo Nardini, illustrandone le tappe fondamentali della vita attraverso il filo conduttore della sua arte. Il perno della narrazione è rappresentato da quella che è riconosciuta essere a tutti gli effetti come una delle performance più significative del secondo Novecento

Nel pieno degli Anni di piombo, Nardini si impegnò di fatto in un gesto provocatorio di ribellione scrivendo per oltre quarant’anni la parola “SCIOPERO”. L’azione, che sarà da lui protratta per tutta la durata della sua vita, diventerà così simbolo di un dissenso silenzioso in cui la scrittura trascenderà i suoi confini raggiungendo un nuovo orizzonte espressivo.

Ideali di resistenza

Con Arte Sciopero, la narrazione delinea un’esistenza consacrata a una missione, in cui l’azione diventa più importante della vita stessa. Percorrendo un viaggio lungo i luoghi che lo hanno visto nascere ed evolversi a voce generazionale, la figura di Nardini emerge in tutta la sua forza. Il documentario, tratteggiando una personalità da sempre legata visceralmente al mondo dell’arte, riesce nell’obiettivo di far trasparire il forte senso politico di una performance altrimenti difficilmente comprensibile nel suo complesso. Lo sciopero di Nardini coincise infatti con l’avvento della Transavanguardia, un contesto in forte contraddizione che la poetica dell’artista.

Con l’esplosione commerciale del mercato dell’arte, Nardini vide infatti un tradimento delle spinte rivoluzionarie degli anni Sessanta, decidendo così di ritirarsi dall’arte contemporanea. A partire da ciò, Arte Sciopero restituisce il ritratto di un uomo determinato ad opporsi alle logiche capitalistiche delle gallerie e della modernità.

In Arte Sciopero la performance diventa dunque manifesto di un’arte libera di esprimersi senza la necessità di essere qualcosa di vendibile, benché al costo di grandi sacrifici. Le numerose opere dell’artista, riprese con perizia da Immesi, mutano così in testimonianza tangibile, permettendo allo sciopero di Nardini di sopravvivere al suo autore invadendo il dispositivo filmico.

Tra documentario e performance

In Arte Sciopero, la regia di Luca Immesi alterna interviste ad un montaggio ritmato di materiale d’archivio come fotografie e diapositive. Ciò è incorniciato da una colonna sonora fatta di percussioni e sonorità elettroniche capaci di infondere al girato una sfumatura di taglio onirico. Arte Sciopero è inoltre impreziosito dal ricorso di materiale in super 8 ad opera dello stesso Nardini, come i film Manifesto (1976) e Porno Suspance (1974).

Seguendo uno stilema prevalentemente performativo, il documentario conta anche la partecipazione di Marie Martine Motti e Hélène Nardini, rispettivamente moglie e figlia dell’artista. È in particolare quest’ultima a realizzare, insieme al regista, le interviste che coinvolgono tanto esperti quanto amici e collaboratori dell’artista rivoluzionario. Fra di essi possiamo annoverare le voci di personalità quali Valentino Catricalà, Carlo Canepari, Achille Bonito Oliva e Alberto Lapenna.

Arte Sciopero

  • Anno: 2025
  • Durata: 66’
  • Genere: documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Luca Immesi