Shadows, cortometraggio scritto e diretto da Rand Beiruty, è in concorso al Figari International Short Film Festival, nella categoria Animation. Al centro della scena la fuga di Ahlam, ragazza quindicenne che affida le proprie ferite e ricordi ad immagini simboliche e ad una testimonianza che la stessa protagonista ha registrato tra il 2019 e il 2021.
Non una storia di fantasia, ma una memoria dolorosa., un racconto segnato da ferite che non potranno mai rimarginarsi completamente e che continuano a lasciare un segno nell’anima.
Leggi tutti gli articoli, le recensioni e le interviste del Figari International Short Film Festival su Taxi Drivers.
Shadows | Una memoria di paure e incubi
Ahlam, ragazza quindicenne, vive in Iraq, a Baghdad per la precisione. Era praticamente una bambina quando, dopo il perdita della madre, si ritrova ad abbandonare la propria infanzia senza averla mai davvero vissuta
“Non sapevo cosa fosse la morte, continuavo a giocare con la mia bambola.”
Ancora bambina, si ritrova promessa sposa, incastrata in un matrimonio combinato. Una storia reale, cruda, fatta di ferite, traumi e dolore. Il tutto procede a braccetto con immagini simboliche e a tratti inquietanti, che oscillano tra memoria e incubo e che si rivelano essere la perfetta rappresentazione del suo vissuto.
L’aeroporto come terra di mezzo
Da bambina a moglie e da moglie a giovane madre. Un figlio avuto nel pieno dell’adolescenza, e che diventa la nuova ragione di vita, e che le viene strappato via dai suoceri. Decide, a malincuore, di fuggire. Ahlam si getta in questa ricerca di libertà, nel tentativo di non venire “divorata come un cervo in mezzo a un branco di lupi”. Quel cervo in cui sembra identificarsi e che sembra quasi scortarla, simbolicamente, negli attimi finali della fuga. Gran parte di quest’animazione è ambientata in un aeroporto, luogo non casuale per l’importanza che riveste. Emblema di un luogo di passaggio, di attesa, di fuga, paura e libertà al tempo stesso. Luogo in cui inevitabilmente senti il peso del bagaglio di una vita precedente e al tempo stesso inizi ad avvertire il bagliore di una rinnovata vita di fronte a te.

Una scena di Shadows
Quando il simbolo diventa testimonianza
La registrazione di Ahlam trova una rappresentazione animata che procede sui binari di un’intenso simbolismo. Simboli, figure e ombre con cui si diluiscono le immagini dell’aeroporto, trasportate dalle emozioni della stessa Ahlam. Immagini di speranza si mescolano con istantanee di terrore. Il nastro trasportatore che trasporta, insieme ai bagagli, dei neonati (o dei feti) per poi divenire esso stesso un fiume. L’aeroporto, dal canto suo, diventa un mare in tempesta, trascinato dalle stesse paure della protagonista, si rivela essere il riflesso perfetto del tumulto che ha sconvolto il suo mondo interiore.
La persistenza delle ombre
Quelle stesse ombre che popolano l’aeroporto, persone non curanti e quasi prive di consistenza osservano la ragazza, con disprezzo e con sospetto. Vere incarnazioni dei suoi incubi, delle violenze, costrizioni e giudizi subiti. È tutto parte di quel bagaglio del passato che, inevitabilmente, non può non portare con sé: la ferita del lutto della madre, il figlio che le è stato strappato via, il marito violento, una cultura che l’ha privata di un’infanzia e di una giovinezza.

Una scena di Shadows
Un futuro migliore è ancora possibile
L’unico bagliore di speranza lo si trova nelle uniche figure che non la guardano, ma la vedono, la osservano sorridendo, che si innalzano su tutte le altre figure che abitano l’aeroporto: le assistenti di volo. Anche da un punto di vista cromatico, quel rosso delle loro divise conferisce loro un ruolo di spicco, dona quella consistenza che manca a tutte le altre figure dell’aeroporto.
Sono il simbolo di quella vita a cui ambisce e al tempo stesso non ha potuto avere: donne libere di viaggiare, lavorare girando nel mondo. La osservano dall’alto, mentre lei le scruta come si scruta una vita lontana, a cui vorremmo poter ambire. Questa contrapposizione è molto forte: la rappresentazione delle assistenti di volo, seppur minima, è la perfetta antitesi di tutto ciò che è Ahlam. Una ragazza promessa sposa, a cui è stato portato via il figlio e cerca un’ultima disperata fuga da una parte, donne in carriera e libere di viaggiare lavorando dall’altra. Per questo motivo la loro presenza assume un peso enorme: sono la prova che il futuro immaginato da Ahlam, pur attraversato dalle ombre del passato, può ancora diventare realtà.