Federica Sanna ha intervistato Giulia Grandinetti, regista del cortometraggio Majoneze presentato in concorso recentemente agli Italy Short Film Daysa Berlino.
Il corto vede la stessa Grandinetti impegnata anche in veste di produttrice, affiancata nella produzione da Lupin Film e da Lights On, che si è occupata anche della distribuzione internazionale del film.
Davanti alla macchina da presa, a dare corpo a questa intensa storia, c’è un cast guidato da Caterina Bagnulo, Alessandro Egger, Julian Jashar e Sean Cubito.
Trama di Majoneze
Il cortometraggio è ambientato a Ersekë, un remoto villaggio innevato dell’Albania.
La narrazione segue la sedicenne Elyria, che vive insieme alla propria famiglia sottomessa al controllo e alle regole rigide imposte dal padre.
La ragazza trascorre le sue giornate soffocando una profonda rabbia interiore dietro una maschera di totale obbedienza quotidiana. Sotto questa superficie apparentemente calma, un forte desiderio di emancipazione e di ribellione cresce in lei giorno dopo giorno.
Quando il padre scopre la sua relazione segreta con Goran, un giovane ragazzo serbo, la tensione latente si spezza definitivamente: questo percorso emotivo spingerà Elyria a compiere un amaro, doloroso ma assolutamente necessario atto di rivoluzione per conquistare la propria libertà.
A questo linkla recensione del corto sempre a cura di Federica Sanna
Filmografia di Giulia Grandinetti
La ricerca formale, l’attenzione alla dimensione corporea, l’esplorazione dei tabù e la commistione tra realismo e simbolismo sono elementi cardine dello stile cinematografico di Giulia Grandinetti.
Dopo aver firmato nel 2020 il suo lungometraggio d’esordio Alice e il Paese che si Meraviglia, la regista ha consolidato la propria impronta stilistica attraverso una serie di cortometraggi apprezzati nei principali festival internazionali:
Guinea Pig (2020): un’opera che indaga le dinamiche del corpo e le strutture di controllo attraverso un linguaggio distopico.
Greenwater (2020): lavoro che prosegue l’esplorazione psicologica e visiva legata all’isolamento e ai confini identitari.
Tria – Del sentimento del tradire (2022): pluripremiato cortometraggio – disponibile su RaiPlay – ambientato in una Roma distopica, focalizzato su una legge che impedisce alle famiglie immigrate di avere più di tre figli, che ha ricevuto un’importante accoglienza critica ed è stato presentato in concorso nel 2022 alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti.
Con Majoneze, la cineasta prosegue questa indagine approfondendo la condizione femminile di fronte all’oppressione patriarcale e culturale, confermando un rigore visivo che le è valso la candidatura lo scorso anno ai David di Donatello e ai Corti d’Argento.