Milano Film Fest

‘Lo chiamava Rock & Roll’. Un’amicizia nata fra le corsie di un ospedale

Un viaggio on the road in Italia per riscoprire i veri valori della vita

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Lo chiamava Rock & Roll di Saverio Smeriglio è stato presentato come evento speciale fuori concorso nell’ambito della 2ª edizione del Milano Film Fest alla presenza del regista e di una parte del cast.

Il film è distribuito da Medusa Film.

In una clinica per la riabilitazione si possono scoprire i veri valori della vita

Mauro Bertuzzi (Andrea Montovoli) è un giovane e famoso surfista. Il mare è tutta la sua vita ed è durante una gara che, a causa di un brutto incidente, rischia di perdere l’uso di una gamba, con la conseguenza di dover subire un lungo periodo di riabilitazione in una clinica specializzata. Qui, frustrato per la perdita della propria libertà, convinto di rimanere invalido a vita e in crisi con la moglie Matilde (Caterina Silva), fa la conoscenza di alcune persone che gli permetteranno di cambiare per sempre la propria visione del mondo.

Fra queste ci sono Oronzo (Nicola Nocella) e Mariana (Ivana Lotito), il primo infermiere, la seconda inserviente presso l’ospedale. Poi alcuni pazienti, fra i quali Enrico (Nicola Silva), detto Elvis per la sua adorazione nei confronti della star del rock & roll e, soprattutto, Federico (Federico Richard Villa) un ragazzo affetto da atassia di Friedreich, una malattia neurodegenerativa che lo costringe su una sedia a rotelle.

Sarà con Federico, il cui unico obiettivo è quello di fuggire dalla clinica per raggiungere la sorella, l’unica persona che veramente gli vuole bene, che Mauro stringerà un rapporto di forte complicità.

Così, dopo essere stato dimesso dalla clinica, seppur ancora claudicante, Mauro aiuterà Federico a fuggire, con la connivenza di Oronzo, iniziando un improbabile quanto elettrizzante on the road sulle strade d’Italia (il film è interamente girato nelle Marche). Un viaggio che permetterà a entrambi di stringere un legame che, strada facendo, evolverà in una vera, grande amicizia, sublimata nel finale che, volutamente, viene lasciato aperto.

Un’opera che lancia un messaggio di positività

Lo chiamava Rock & Roll è un film tenero, con un giusto grado di coinvolgimento emotivo dello spettatore grazie alla vicenda ispirata a quella dello stesso protagonista Federico Richard Villa. Un’opera che racconta la disabilità senza falsi pietismi, lanciando un messaggio di positività che racchiude la forza e la volontà a perseguire i propri obiettivi, andando oltre le difficoltà e gli ostacoli che la vita impone.

Smeriglio racconta, quindi, una storia che partendo dall’handicap, arriva a quello che è il vero fulcro tematico del film, ossia l’amicizia, le scelte personali spesso dolorose e difficili da compiere, nonché il diritto di ciascuno di noi di poter decidere in piena autonomia della propria vita.

Gli attori sono bravi, calati nei propri ruoli; su tutti spiccano Nicola Nocella (che si esibisce anche come cantante in una versione molto sentita di “Solo d’amore” di Mango) e Federico Richard Villa che infonde al suo personaggio una credibilità che va oltre qualsiasi rischio di possibili cliché, interpretando, di fatto, se stesso.

Da segnalare, infine, che il film, impreziosito da una versione di “That’s all right, Mama” portata al successo da Elvis Presley e interpretata da Omar Pedrini, è stato realizzato in un’unica versione sottotitolata, così da renderla accessibile a tutti. Una scelta sicuramente coerente con i temi trattati.

Gli articoli di Marcello Perucca

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