‘Il Labirinto’ di Alberto Gemmi in prima mondiale al Biografilm
Presentato nella sezione Biografilm Italia, il film esplora il rapporto tra memoria, paesaggio e coscienza attraverso il suggestivo sacrario della Futa e il lavoro della compagnia teatrale Archivio Zeta
Sarà presentato in prima mondiale lunedì 8 giugno 2026 al Biografilm Festival di Bologna il documentario Il Labirinto, nuovo lavoro del regista bolognese Alberto Gemmi. La proiezione, in programma alle ore 21.30 presso il Cinema Lumière, fa parte della sezione Biografilm Italia e sarà introdotta da un reading speciale dal titolo Rito iniziatico incantato per il varo del film, curato da Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni della compagnia teatrale Archivio Zeta.
Al termine della proiezione saranno presenti il regista, il produttore Gianluca De Angelis per Tekla Films, la ricercatrice indipendente Elena Pirazzoli, insieme a rappresentanti delle principali istituzioni che hanno sostenuto il progetto e della futura casa di distribuzione OpenDDB, che porterà il film nelle sale entro la fine del 2026.
Girato all’interno del Cimitero Militare Germanico della Futa, sull’Appennino tosco-emiliano, Il Labirinto si configura come una profonda riflessione sul rapporto tra memoria, paesaggio e identità collettiva.
Dopo il percorso internazionale del precedente lungometraggio Ogni Opera di Confessione, Alberto Gemmi torna con un’opera che intreccia immagini contemporanee e materiali d’archivio provenienti da diverse collezioni, tra cui quelle della Cineteca di Bologna. Al centro del racconto c’è la compagnia teatrale Archivio Zeta, che da oltre vent’anni mette in scena nel sacrario della Futa adattamenti de La montagna incantata di Thomas Mann, trasformando il luogo in uno spazio di elaborazione collettiva della memoria.
Il Cimitero della Futa: un luogo simbolo della memoria europea
Il sacrario della Futa custodisce le spoglie di oltre 30.000 soldati tedeschi caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Progettato dall’architetto Dieter Oesterlen e dal paesaggista Walter Rossow, il complesso si distingue per la sua monumentale spirale in pietra che segue il profilo della montagna e richiama la forma di un labirinto.
Inaugurato nel 1969 e gestito dalla Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge, il sito rappresenta un esempio unico di architettura memoriale europea. Proprio questa particolare conformazione ha attirato l’attenzione di Gemmi, che ha scelto il luogo come punto di partenza per una riflessione più ampia sulle conseguenze della guerra e sul modo in cui le società costruiscono e conservano la memoria.
Un documentario sulla memoria, non sulla guerra
Come sottolinea il regista, Il Labirinto non vuole essere un documentario sul nazifascismo né una ricostruzione storica tradizionale. L’opera si concentra piuttosto sul rapporto tra luogo e coscienza, invitando lo spettatore a confrontarsi criticamente con il passato.
Attraverso il dialogo tra immagini, testimonianze, paesaggi e performance teatrali, il film esplora il modo in cui la memoria viene costruita, tramandata e continuamente rimessa in discussione dalle tensioni contemporanee. In un’epoca segnata da nuovi conflitti, polarizzazioni politiche e profonde trasformazioni sociali, il documentario propone il ricordo come strumento di riflessione e riconciliazione.
Il labirinto: Un percorso produttivo internazionale
Prodotto da Gianluca De Angelis per Tekla Films, Il Labirinto è stato realizzato con il contributo del POR FESR Toscana 2021-2027, del Ministero della Cultura attraverso il tax credit per la produzione e con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte.
Il progetto ha inoltre partecipato a numerosi pitching forum e mercati internazionali, tra cui Proxima – Doc at Work del Festival dei Popoli, Bio to B – Industry Days e Visioni Incontra. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano la Menzione Speciale al Premio Solinas Documentario per il Cinema 2023 e la Menzione Speciale al Major Docs Pitch di Mallorca 2023.
Certificato Green Film da Solaria Film con audit DNV, il documentario conferma l’attenzione della produzione verso pratiche sostenibili nel settore audiovisivo.