‘Not Suitable For Work’: la nuova comedy che cerca la sua voce
Not Suitable For Work cerca di attualizzare la formula delle grandi comedy generazionali guardando alla precarietà sentimentale e lavorativa dei ventenni
Con le comedy generazionali il piccolo schermo ha costruito alcune delle sue storie più amate. Da Friends a How I Met Your Mother, passando per le numerose variazioni sul tema che si sono susseguite negli anni. La formula del gruppo di amici alle prese con lavoro, amore e vita quotidiana continua a esercitare un fascino particolare sul pubblico. È proprio all’interno di questo solco che si inserisce Not Suitable for Work, nuova serie Disney+, uscita il 2 giugno, che prova ad aggiornare quel modello narrativo alle inquietudini, alle ambizioni e alle fragilità dei ventenni di oggi. Creata da Mindy Kaling (famosa al grande pubblico per The Office) e ambientata a New York, la serie segue le vicende di cinque giovani protagonisti impegnati a trovare il proprio posto tra carriera, relazioni e ricerca di sé.
La formula che conosciamo
Un palazzo nel cuore di New York, due appartamenti, cinque giovani protagonisti e una serie di vite alle prese con lavoro e amore. Not Suitable for Work parte da coordinate che il pubblico televisivo conosce ormai alla perfezione. Il richiamo alle grandi comedy corali del passato è inevitabile: da Friends a How I Met Your Mother, passando per tutte quelle serie che hanno trasformato l’amicizia e la vita da giovani adulti in un racconto generazionale. Questa eredità narrativa può saltare subito all’occhio nei primi episodi, ma cerca anche di percorrere una strada autonoma. Se la struttura rimane familiare, ad aggiornarsi sono soprattutto i temi. I protagonisti non affrontano soltanto le classiche difficoltà sentimentali, ma si confrontano con un presente molto più incentrato sulla dimensione lavorativa, aspettative professionali sempre più elevate e una costante ricerca di realizzazione personale.
Il pilot sceglie di presentare rapidamente tutti i personaggi e le rispettive traiettorie newyorkesi. Una scelta che dona ritmo alla narrazione ma che, inevitabilmente, rende l’episodio molto denso. In poco più di quaranta minuti la serie apre numerose linee narrative, alternando nuove opportunità professionali, sogni da inseguire e relazioni da costruire. L’effetto è quello di una presentazione corale che punta più a delineare il potenziale del racconto che ad approfondire immediatamente i suoi protagonisti. Da queste prime immagini, difatti, nessuno ruolo spicca sugli altri e tutti i vari rami vengono portati avanti in egual misura.
Una comedy più attuale
È soprattutto dal secondo episodio che Not Suitable for Work inizia invece a prendere le distanze dai modelli più evidenti. La serie rallenta leggermente e prova a costruire una propria identità, mantenendo il tono leggero della comedy, inserendolo all’interno di problematiche classiche dei cinque ventenni ma rese contemporanee. L’amore, il lavoro e il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo restano i temi centrali, ma vengono filtrati attraverso le ansie e le fragilità di una generazione che fatica a trovare stabilità.
Anche la durata degli episodi contribuisce a differenziare il progetto dalle sitcom tradizionali. Rispetto a queste ultime, verrebbe quasi da definirlo più dispersivo, sia per la scelta di non utilizzare (almeno nei primi episodi) il classico luogo di ritrovo che solitamente caratterizzava ogni episodio, mostrando varietà di ambientazioni. Sia per i tempi: con i circa quaranta minuti è possibile, infatti, sviluppare più situazioni contemporaneamente, pur correndo talvolta il rischio di disperdere l’attenzione tra le numerose vicende messe in scena.
Dopo i primi due episodi, Not Suitable for Work appare quindi come una serie ancora alla ricerca di una voce definitiva, ma già consapevole del proprio obiettivo: raccontare una nuova generazione utilizzando una formula che il pubblico conosce bene, provando però ad aggiornarla alle inquietudini e alle aspirazioni del presente.