Anche quest’anno Lucera ha accolto Corti in Opera, la bellissima manifestazione organizzata da Marco Torinello, Gianni Finizio e Danila Paradiso, dedicata al meglio del cortometraggio italiano. Un’ottava edizione che ha confermato non solo la qualità delle scelte cinematografiche, ma anche lo straordinario amore per il cinema che tutto lo staff mette in campo.
La prima parte di Corti in Opera è stata dedicata alle scuole ed è stato davvero emozionante vedere una sala strapiena prima di bambini delle scuole primarie e poi di quelle secondarie, che hanno affollato, alcuni per la prima volta in vita loro, gli spazi del Cineteatro dell’Opera. Gli studenti di Lucera sono stati protagonisti: più di mille alunni hanno partecipato ai tre matinée in programma, assistendo alla proiezione dei cortometraggi e contribuendo al dibattito e alle riflessioni, guidati dalla psicologa Enza Di Giovine. Le attività mattutine hanno confermato la grande attenzione del Festival nei confronti della formazione degli spettatori più giovani.
Una sala gremita ha accolto l’evento conclusivo di Corti in Opera. Il pubblico si è divertito di fronte all’irresistibile progressione narrativa di Superbi, con un magistrale Giorgio Colangeli che mette in scena una parabola interculturale a partire dalla tradizione delle olive ascolane. Poi si è incantato di fronte al Pinocchio Reborn di Matteo Cirillo, regista e protagonista di una storia che dimostra quanto sia sempre stato difficile essere buoni nella società, tanto più in quella contemporanea. Ma ha anche riflettuto di fronte alla durezza e all’alienazione del protagonista di Mignolo, con un eccellente Francesco Gheghi. Infine, è stato conquistato dalla bellezza visiva e dall’efficacia interpretativa di A domani, una storia magnificamente messa in scena sui sogni impossibili di libertà e amore di un detenuto del carcere di Nisida.

La serata finale, condotta dal giornalista Felice Sblendorio, è stata impreziosita dalla presenza di tutti i registi dei film proiettati, a cui sono stati consegnati i premi dell’edizione 2026.
Il Premio per il Sociale è stato assegnato a Superbi di Nikola Brunelli, «per aver saputo affrontare in maniera anticonvenzionale e intelligente temi importanti come le radici culturali e l’integrazione, attraverso una narrazione briosa e ricca di trovate registiche notevoli».
Il Premio Cinema e Puglia è andato a Pinocchio Reborn di Matteo Cirillo, «girato in parte in Puglia e con una componente produttiva pugliese, è un cortometraggio brillante e al tempo stesso profondo, che riesce a riflettere in maniera originale sull’umanità contemporanea».
A Mignolo di Gianluca Granocchia è stato attribuito il Premio Speciale, «per aver rappresentato al meglio la precarietà e il malessere delle nuove generazioni. Un cortometraggio coinvolgente e spiazzante, impreziosito dalla grande performance del protagonista».
Il Premio per la Regia, invece, è stato conferito ad A domani di Emanuele Vicorito, «un corto delicato e toccante, che si distingue per la qualità della messa in scena, la sensibilità con cui il regista esplora l’animo del protagonista e la lodevole direzione degli attori».

Dopo i film, Corti in Opera si è concluso con una degustazione enogastronomica, tradizionale momento conviviale tra il pubblico e gli ospiti, al termine di quattro intense giornate dedicate al cinema breve, all’arte e alla condivisione culturale.
Visibilmente soddisfatto il direttore artistico Marco Torinello: «Il bilancio di questa ottava edizione è sicuramente positivo: riuscire a coinvolgere così tanta gente è sempre un grande risultato. Nelle matinée con le scuole siamo arrivati ad avere complessivamente al cinema 1200-1300 spettatori. Al di là dei numeri, c’è stata una partecipazione viva, con i ragazzi che hanno risposto alle nostre proposte in maniera sorprendente. Le loro riflessioni mi resteranno dentro, arricchendomi di spunti per il futuro. Anche nella serata finale, con i registi ospiti, la partecipazione del pubblico ha trasformato tutto in una grande festa condivisa. In un momento di crisi del cinema in Italia, credo che Festival come questo siano importantissimi, perché danno la possibilità di sensibilizzare il pubblico in maniera più strutturata. A noi piace la formula di un commento post visione, ascoltando chi realizza queste opere: è qualcosa che le valorizza profondamente, non lasciando la visione del corto fine a se stessa. In questo modo, quando il pubblico scopre cosa c’è dietro un film, anche breve, resta stupito. Il cortometraggio ha una potenza incredibile, riesce a dire tantissimo con poco: è un po’ come una poesia rispetto a un libro di cento pagine».
Gli fa eco il direttore organizzativo Gianni Finizio: «Corti in Opera è un appuntamento che sta prendendo sempre più piede nella comunità cittadina. Un insieme di forze, di energie che ogni anno ci dà la possibilità di continuare a far crescere questo progetto. Condivido la riuscita di questa edizione con tutta la squadra che ha lavorato sia dal punto di vista artistico che organizzativo. Abbiamo buoni propositi per puntare a una prossima edizione ancora più importante».
Corti in Opera è una manifestazione che trasuda amore per il cinema minuto per minuto. Qualcosa di contagioso che dà senso specifico all’impegno non solo di registi e attori, ma di tutti gli addetti ai lavori, che si ritrovano di fronte a una sala piena di spettatori, uno spettacolo nello spettacolo.

Marco Torinello e Gianni Finizio