Cosa resta di una spia quando il corpo smette di rispondere, ma la memoria continua a essere un archivio pericoloso? È da questa domanda che parte Spyne, thriller d’esordio di Anna Antonelli, un’opera che tenta di fondere tensione da spy story e dramma umano dentro una riflessione sulla fragilità fisica e sul peso del passato.
Il film, ispirato a una storia vera, è prodotto e distribuito da Creations Factory.
“Alcuni segreti non muoiono mai”

Il corpo come prigione, il passato come condanna