Presentata nella sezione degli esordi alla regia di Asolo Art Film Festival, IDEAL di Wu Fangfang è un film breve che concentra con abilità la tecnica pittorica tradizionale cinese e la tramuta in un prodotto di animazione, nelle sue forme più evolute, quando si avvale dell’intelligenza artificiale. In questo caso, il potere amplificante del mezzo sublima il concetto di trasposizione artistica, fluttuando dall’acquerello tradizionale all’immagine in movimento come fosse un naturale omaggio alla purezza di questa arte storica.
IDEAL di Wu Fangfang
La breve storia di IDEAL
Un ragazzino di una famiglia abbiente cresce studiando il guqin, uno strumento a corda tradizionale cinese; crescendo diventa un appassionato musicista. Quando la famiglia va in rovina, il ragazzo ormai diventato uomo scegli la strada e il viaggio, portando con sé nient’altro che il suo prezioso strumento: il suo viaggio di crescita, è un percorso teso all’illuminazione.
La tecnica
Emanazione animata dell’acquerello classico cinese, il piccolo prodotto di Wu Fangfang raccoglie tutta la paesaggistica più rinomata di quella corrente pittorica tenue: dalle montagne ai templi, gli uccelli, il bambù e i corsi d’acqua. L’iconografia cinese tradizionale, con tutto il suo simbolismo manifesto e più nascosto, è qui presente in piena forza e scivola nelle forme da un contesto all’altro. Da italiani si richiama la fluidità dell’animazione di Simone Massi, ma chiaramente questo prodotto beneficia largamente dell’intelligenza artificiale o comunque di una computer grafica ben più elaborata della manualità dell’artista nostrano.
La colonna sonora gioca come un amplificatore di questi ambienti. Il colore, proprio così com’è usato nel dipinto tradizionale, appare solo su determinate forme e con parsimonia quasi maniacale.