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ASOLO ART FILM FESTIVAL

‘Drift’: Immaginari post-umani in un orizzonte oltre il nostro tempo

Una meditazione visiva sulla persistenza della materia e la bellezza di ciò che resta

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Drift

Drift di Chih Hao Shen è un esercizio di pura percezione. Una deriva visiva in cui l’immagine non descrive paesaggi, ma evoca nel suo fluire ipnotico scenari atemporali imperturbabili.

Il film partecipa alla 42ª edizione dell’Asolo Art Film Festival, per la categoria Film d’Arte.

Drift

Il nuovo cortometraggio sperimentale di Chih Hao Shen non è un documentario espositivo, ma cinema ridotto a pura osservazione. L’opera si struttura attraverso un raffinato collage di scorci generalmente desolati in cui il silenzio, attraversato da un pervasivo wind noise, si intreccia a un sottile rumore video che increspa e stratifica la superficie delle immagini.

Nella visione di Chih Hao Shen, Drift si colloca in una temporalità alterata in cui il time-lapse dilata e accelera simultaneamente il fluire dei giorni, lasciando che la luce accarezzi le architetture urbane mentre le ombre si rincorrono e si dissolvono in un ciclo continuo di trasformazione sensoriale.

La presenza umana è ridotta al minimo condensata in due figure, una femminile e una maschile, entrambe vestite di bianco, che affiorano solo sporadicamente in brevi sequenze. Una comparsa che, in modo paradossale, amplifica ulteriormente la percezione dell’assenza e dell’irrilevanza della specie umana all’interno di un carosello di vedute in cui la natura, lenta ma inesorabile, riassorbe e riconquista il proprio pianeta. Non a caso risulta difficile non percepire un costante mutamento di tono che distingue la dimensione bucolica dei panorami marittimi, delle foreste e delle campagne coltivate dall’atmosfera decadente e malinconica dei contesti cittadini. Un discrimine che assume quasi la forma di un giudizio di valore nei confronti della civiltà, ma che forse non necessariamente è espressione del pensiero dell’autore.

Finitezza e ascensione

In Drift non vi è narrazione, né soluzione di continuità nel montaggio: soltanto l’alternarsi di vere e proprie fotografie in movimento in cui il brutalismo del contemporaneo entra in dialogo con l’estetica arcaica degli edifici tradizionali e con la bellezza senza tempo della natura. Un incontro tra passato e presente che non mira a sottolineare il cambiamento, ma piuttosto a evocare l’agire umano nella sua dimensione più superficiale e transitoria, ovvero l’apparenza. I mattoni si sgretolano, i pannelli in acciaio arrugginisco e il cemento si crepa: tutto sembra suggerire la futilità della storia posta di fronte all’atemporalità del mondo e dello spazio. La regia di Chih Hao Shen riprende tutto questo con distacco, in una stasi a metà fra contemplazione e silenzioso raccoglimento. Un’atmosfera a tratti funebre, permeata da un’estetica videoartistica e installativa.

A tal proposito, in Drift è possibile riscontare alcune influenze riconducibili alle sperimentazioni dell’artista statunitense Bill Viola e in particolare è evidente la similarità che lega i due autori nel concepire l’acqua come elemento ancestrale e primigenio. È infatti quando la camera abbandona la propria fissità per immergersi nel mare che le entità umane archetipiche concepite da Chih Hao Shen giungono a un autentico ricongiungimento con la Terra, trascendendo la loro condizione mortale e dischiudendo visioni di città e deserti sommersi, luoghi in cui sembra potersi realizzare un’utopica armonia.

La dissoluzione della presenza

Con Drift, Chih Hao Shen non si limita a rappresentare un mondo oltre l’umano, ma ne mette radicalmente in crisi la centralità così da svuotarla fino a renderla una traccia fragile. L’obiettivo non prova a documentare, ma si limita a persistere come la materia che osserva, inscrivendo lo spettatore in una dimensione in cui il tempo  non gli appartiene più. Con questo atto di sottrazione, Drift si configura come uno spazio di attraversamento in cui lo sguardo è chiamato a rinunciare al controllo per abbandonarsi a una realtà che esiste e si trasforma indipendentemente da noi. Un pianeta silente destinato a perdurare al di là della nostra scomparsa.

 

 

 

Drift

  • Anno: 2026
  • Durata: 15’
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Taiwan
  • Regia: Chih Hao Shen