Il Festival di Cannes si apre nel migliore dei modi con La Vénus Électrique, nuovo film di Pierre Salvadori. Una commedia romantica elegante e profondamente umana, che ha immediatamente conquistato il pubblico.
Festival de Cannes – International film festival for more than 78 years

Salvadori sceglie un film in costume evitando di puntare su estetica e perfezione della scenografia e puntando sui sentimenti dei personaggi.
“Volevo fare un film su un gruppo di persone, sulle loro fragilità, sull’amore.” Ha dichiarato Salvadori in conferenza stampa “Ho scelto la Parigi degli anni Venti, ma è soltanto una cornice.” Ed è proprio questa scelta a rendere il film così moderno ed universale. Si entra in una Parigi sporca, popolare e piena di scrocconi.

La Parigi raccontata in La Vénus Électrique è lontana dall’eleganza della Parigi della Belle Époque. È una città rumorosa, disordinata, popolata da persone che vivono di espedienti, illusioni e piccoli inganni.
Tra fiere ambulanti e sedute spiritiche Salvadori costruisce un universo quasi da Far West urbano. Un luogo dove truffatori, imbonitori e pseudo inventori promettono miracoli tecnologici e fenomeni soprannaturali a clienti disperati e creduloni.
Jeanne e il circo elettrico
Al centro della storia c’è Jeanne, interpretata da Anaïs Demoustier. Venduta dal padre quando era ancora bambina, Jeanne vive sotto il controllo di Titus, interpretato da Gustave Kervern, proprietario di un piccolo circo ambulante. Il suo numero consiste nel distribuire “baci elettrici” al pubblico attraverso un sistema di scariche che le bruciano lentamente le mani.
Jeanne consapevole del suo destino cerca di sopravvivere come può accettando la sua vita alienante.
L’incontro con Antoine
Una sera Jeanne entra nella roulotte di una medium per rubare qualcosa. Sente un rumore e scopre Antoine (interpretato da Pio Marmaï)
Antoine è un pittore apparentemente molto dotato ma completamente distrutto dall’alcol e dal dolore per la morte della compagna Irène ( Vimala Pons).

Convinto di poter comunicare con lei, offre molto denaro a Jeanne pur di poter riavere Irene anche per poco.Jeanne approfitta della situazione e improvvisa una seduta spiritica. Da qui nasce il vero motore del film.
La bugia come energia narrativa

La menzogna, che attraversa tutto il film é allo stesso tempo espediente narrativo e protagonista della commedia.
È il meccanismo che rende il film vivente. Salvadori lo ha spiegato chiaramente a Cannes:
“La menzogna è un’arma incredibile nella commedia, Quando lo spettatore sa delle cose su un personaggio che lui ignora, è un vero invito per lo spettatore ad entrare nel film.”
Nel film tutti mentono per i motivi più disparati ed è per questo che il film porta a pensare a Woody Allen, Ernst Lubitsch, e Billy Wilder.
I paragoni non sono affatto sprecati: questo film sembra destinato a durare nel tempo e potrebbe segnare un punto importante nella commedia francese ed europea contemporanea.
“La menzogna mette energia nella dinamica della commedia”
ha dichiarato il regista. E il film è effettivamente un concentrato di energia e velocità narrativa, senza mai perdere la finezza della grande commedia. Ogni bugia genera nuove conseguenze e costringe i personaggi a confrontarsi ancora una volta con la realtà.
Gilles Lellouche e la fragilità dei sentimenti
Il personaggio interpretato da Gilles Lellouche vive una scoperta sentimentale tardiva e dolorosa. Durante la conferenza stampa, l’attore ha dichiarato:
“È un uomo che si innamora per la prima volta in età adulta. Scopre i sentimenti quando credeva che la sua vita avrebbe seguito un altro percorso.”
È un film centrato, girato con leggerezza, divertente e universale, senza neanche un momento di calo. La regia accompagna i personaggi nella lenta discesa delle loro menzogne senza mai esprimere giudizi.
Venus Électrique è inoltre il frutto di un lavoro corale di sceneggiatura che coinvolge alcuni dei nomi più importanti del cinema francese contemporaneo, da Robin Campillo allo stesso Salvadori, fino a Rebecca Zlotowski.
Il risultato è una commedia sincera, dinamica e sorprendentemente emozionante. Un’apertura perfetta per il Festival di Cannes 2026.