Trento Film Festival

Destinazione… Corea del Sud per il Trento Film Festival

Trento Film Festival verso la Corea del Sud

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In questa sua edizione il Trento Film Festival  rivolge lo sguardo ad Est, con destinazione la  Corea del Sud, un Paese che da tempo ormai si trova al centro di una significativa rivoluzione cinematografica. Gervasini:

«Novità, qualche chicca di genere e un grande film di montagna: il nostro omaggio al cinema coreano, che nell’ultimo quarto di secolo ha proposto capolavori come nessun’altra cinematografia al mondo». 

Destinazione…

Destinazione…  è la sezione del Trento Film Festival che dal 2011 è dedicata alla cinematografia e allo specifico culturale di altri paesi o aree geografiche. Questa parte del festival prescinde dal tema “montagne e culture” che caratterizza le diverse sezioni e spazia a 360° nelle produzioni delle nazioni ospiti. I programmi delle edizioni precedenti erano dedicati a Georgia (2020), Groenlandia (2021), Etiopia (2023), Irlanda (2024) e Argentina (2025). Quest’anno invece il Trento Film Festival viaggia verso l’Estremo Oriente e volge lo sguardo alla Corea del Sud

Soprattutto nel nuovo millennio, la cinematografia di questo Paese è stata al centro di una rivoluzione considerevole. Nel giro di poco tempo si è assistito al consolidarsi di uno star system e di una generazione di cineasti di assoluto valore. Di tutto ciò l’apice è stato  Parasite di Bong Joon-ho vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes nel 2019 e nel 2020 dell’Oscar come miglior film. Il film trionfa però in altre tre categorie “maggiori”: miglior film internazionale, miglior regista e miglior sceneggiatura originale di Bong Joon-ho e Han Ji-won. 

Diffusione globale

Questa rivoluzione innovativa sembra non limitarsi al cinema, contemporaneamente infatti si sono sviluppati due altri fenomeni di massa legati alla cultura coreana. Da una parte la diffusione a livello globale del cosiddetto K-pop. La musica e le coreografie delle boyband, dei solisti e delle soliste (i cosiddetti K-idol) rivolte soprattutto a un pubblico di giovani se non giovanissimi. Nel 2012 la canzone Gangnam Style del rapper Psy raggiunge in poco tempo un miliardo di visualizzazioni su YouTube infrangendo tutti i record.

Nel 2017 la band hip hop BTS (Bangtan Boys) vince l’American Music Award e viene nominata ai Grammy, prima volta in assoluto per uno o più artisti coreani. Il fenomeno del K-pop, soprattutto la sua diffusione oltre i confini nazionali, ha avuto un apice nel 2025 con il film d’animazione K-pop Demon Hunters di Maggie Kang e Chris Appelhans. Una produzione dell’americana Sony Pictures Animation rilasciata da Netflix a livello internazionale. Un’opera che ha avuto un successo enorme, creando un vero e proprio culto soprattutto tra i giovanissimi e le giovanissime.

Il secondo fenomeno di massa, più recente a livello globale, è quello dei K-drama. La fiction televisiva sudcoreana la cui punta dell’iceberg è stata, nel 2021, Squid Game, ancora oggi la serie più vista di sempre su Netflix.

«Il cinema coreano nell’ultimo quarto di secolo ha proposto capolavori come nessun’altra cinematografia al mondo. Abbiamo così deciso di omaggiare quattro maestri riconosciuti – Kim Ki-duk, Park Chan-wook, Bong Joon-ho e Lee Chang-dong – proponendo al contempo novità, qualche chicca di genere e un grande film di montagna come The Himalayas dedicato alla figura del leggendario alpinista Um Hong-gil, che sarà presente al festival. 15 film, 9 lungometraggi e 6 corti, tutti scelti tra i migliori degli ultimi anni, alcuni mai distribuiti nelle sale italiane: un programma rivolto agli appassionati e a chi per la prima volta scopre il magnifico cinema della Corea del Sud» spiega Mauro Gervasini, responsabile della programmazione cinematografica del Trento Film Festival.

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