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Interviews

Moscerine Film Festival: intervista a Zein Francesca Batayneh

Tra moda e mantra, la presidentessa dell'Associazione Le Moscerine spiega l'impatto visivo del costume nel cinema

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Zein Francesca Batayneh, presidentessa dell’Associazione Le Moscerine

Nel corso dell’intervista con Zein Francesca Batayneh, presidentessa dell’Associazione Le Moscerine, sono stati affrontati temi come l’importanza della componente stilistica nel processo di caratterizzazione di un personaggio, attraversando titoli cinematografici ed esempi di cui Zein parla ai giovani che seguono le sue classi. Inoltre, Batayneh ha condiviso i suoi mantra di vita, gli insegnamenti che porta sempre nel cuore.

Leggendo il suo percorso, sono rimasta affascinata e colpita da un elemento: vi è una forte componente stilistica e costumistica. Quanto è importante l’attenta scelta di un costume per la caratterizzazione di un personaggio?

Venendo dal costume e dalla scenografia, io inizio sempre i miei corsi con una frase. C’è un detto che dice “L’abito non fa il monaco”. Purtroppo è errato, è la cosa più errata che esista. L’abito fa il monaco, nel bene e nel male.

La scelta di un costume è legata a ciò che una persona intende comunicare. Il lavoro di una costumista consiste nel capire quale sia la psicologia del personaggio.

Cosa indosserebbe, cosa non indosserebbe, come si sente, come non si sente. Pongo sempre una domanda ai ragazzi: quanto ci mettete la mattina a vestirvi? C’è chi dice tantissimo, chi dice di metterci due minuti. Anche quando metti la prima cosa che capita, in realtà, stai comunicando.

C’è una citazione molto celebre del film Il Diavolo veste Prada. Il personaggio di Andy scredita una cintura. Miranda, guardando il suo look del giorno, le fa notare di indossare quel maglione soltanto per comunicare al mondo che non è così frivola da seguire la moda. In realtà, Miranda afferma, quel maglione è stato scelto dalle persone lì presenti, in modo tale che lei potesse dichiarare di non essere così superficiale da pensare cosa indossare. Eppure, le sue scelte comunicano e trasmettono dei precisi messaggi visivi. Quest’anno, tra l’altro, abbiamo anche delle masterclass sul sito, disponibili per tutti. C’è anche la mia di costume e scenografia, vi invito ad andarla a vedere.

Esatto, è possibile affermare come non sia così superficiale riflettere sull’estetica. Lo stile rappresenta un vero e proprio strumento di comunicazione verso l’altro. Le pongo un’altra domanda. Nel corso della sua vita e attraverso i percorsi di formazione che ha vissuto, quali sono gli insegnamenti che porta più nel cuore? Quei mantra che continua a condurre nella sua vita e nel suo lavoro?

Io trasmetto un mantra ben preciso ai ragazzi: dovete fare quello che vi fa stare bene.

Credo sia fondamentale seguire le proprie passioni, non bisogna incasellarsi in un lavoro soltanto perché è giusto così.

Dal lavoro più umile a quello più altolocato, bisogna amare quello che si fa. In questo modo, si riesce a lavorare con maggior leggerezza ed entusiasmo.

Tra moda e mantra

In un intreccio tra estetica e identità, il lavoro costumistico ha un enorme impatto visivo sulla psicologia di un personaggio.

Le parole di Zein Francesca Batayneh forgiano una visione chiara di quanto ogni dettaglio contribuisca a costruire significato, anche quando sembra casuale. Nulla lo è. Ogni scelta visiva racconta, enfatizza. La profondità dell’intervista viene raggiunta nel momento in cui Zein condivide un importante messaggio, relativo alle scelte di vita. Per quanto complesso possa essere un percorso nel settore creativo, investire tempo ed energie significa far sentire la propria voce, mostrando le competenze di cui un individuo è in possesso. Un contributo prezioso per il mondo e per ciò che verrà.