Connect with us

Sky Film

‘Anni di piombo, musica leggera’. Fra terrorismo e fermenti culturali

In uscita l’interessante documentario di Mary Mirka Milo che racconta un ben preciso periodo storico della nostra storia: gli anni Settanta

Pubblicato

il

Anni di piombo, musica leggera è un film documentario realizzato da Mary Mirka Milo in programma, in prima visione Tv, il 27 aprile alle 21 su History Channel e poi disponibile sulla piattaforma streaming Now.

Il film è prodotto da Light History e realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission.

Gli anni Settanta, fra tensioni politiche e fermenti giovanili

Il documentario si pone come obiettivo quello di raccontare un ben preciso momento della nostra storia: gli anni Settanta, contrassegnati da forti contraddizioni ed etichettati, dai più, come i cosiddetti “anni di piombo”, fra stragi di stato e terrorismo rosso e nero.

In realtà quel periodo storico fu anche – e soprattutto – altro. Furono gli anni delle numerose rivendicazioni sociali, dal divorzio all’aborto, dalle istanze femministe alla promulgazione dello Statuto dei lavoratori, furono gli anni della nascita delle prime Radio libere.

Il film di Mary Mirka Milo vuole quindi porre l’accento sul fatto che quel decennio non fu solo caratterizzato da stragi di Stato e attentati terroristici, ma fu connotato da un forte fermento culturale e da un grande attivismo, sociale e intellettuale.

Sotto questo aspetto gli anni Settanta furono, infatti, quelli in cui si consolidò il fenomeno della canzone d’autore italiana e Anni di piombo, musica leggera ne vuole raccontare l’evoluzione, fra cantautori e band rock che si stavano affermando anche da noi, in un periodo di forti cambiamenti sociali e politici.

Attraverso numerose testimonianze e immagini di repertorio si sviluppa il racconto di un’epoca

Il film documentario si sviluppa attraverso i ricordi di alcuni musicisti quali Eugenio Finardi, Ricky Gianco e, Alan Sorrenti e altri “addetti ai lavori” come Gino Castaldo, Mara Maionchi, Mogol, Mario Lavezzi, Paolo Carusi.

Ai ricordi dei vari testimoni vengono accostate le numerose immagini d’archivio che riportano alla memoria, da un lato, le stragi di quegli anni, dall’altro i tanti concerti e i festival pop che anche in Italia venivano organizzati sullo slancio dell’esperienza di Woodstock, come ad esempio quello di “Re Nudo”, organizzato dall’omonima rivista di contro-informazione.

In particolare la regista dà voce ai musicisti che quella musica impegnata, portavoce delle istanze derivanti direttamente dai movimenti di contestazione del decennio precedente, l’hanno vissuta in prima persona, come i già citati cantautori Gianco, Sorrenti e Finardi, quest’ultimo autore di “Musica ribelle”, sorta di inno generazionale e delle nascenti Radio libere, o Patrick Djivas e Franz Di Cioccio, storici componenti della P.F.M.,  e a chi, come Drupi o Maurizio Vandelli, al contrario avevano mantenuto un approccio alla musica leggera più “disimpegnato” e, di conseguenza, contestato dal movimento giovanile di estrema sinistra.

Contestazioni e violenza: la fine del sogno rivoluzionario

Di grande interesse sono i filmati di repertorio che accostano alle immagini degli attentati terroristici, quelle dei momenti particolarmente significativi dell’attività culturale e musicale di quel periodo e delle contestazioni, in nome dell’accessibilità ai concerti per tutte le fasce economiche, a vari artisti stranieri venuti a esibirsi in Italia, come Lou Reed o la band dei Led Zeppelin, o a cantautori nostrani come Fabrizio De André o Francesco De Gregori, pesantemente contestato al Palalido di Milano nel 1976.

In particolare, a detta alcuni intervistati, questo fu l’anno in cui idealmente si può fissare l’inizio di una degenerazione per cui, a fronte della presa di coscienza circa l’impossibilità a cambiare il mondo in maniera pacifica, prese piede, per lo meno in una parte del movimento, l’uso della violenza.

Le parole del critico musicale Gino Castaldo, sulle drammatiche immagini del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, sono poste a suggello della fine del racconto di un sogno rivoluzionario, terminato proprio con quel corpo abbandonato nel bagagliaio di quella R4 rossa. Certo, il fenomeno dei cantautori non terminò con la fine degli anni Settanta ma, sicuramente, nulla fu più come prima.

Gli articoli di Marcello Perucca

Anni di piombo, musica leggera

  • Anno: 2024
  • Durata: 100'
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Mary Mirka Milo
  • Data di uscita: 27-April-2026