Connect with us

Netflix SerieTv

‘Running Point 2’ – Il basket si fa commedia

La seconda stagione di Running Point, la serie ideata da Mindy Kaling, è disponibile su Netflix. A guidare il cast Kate Hudson.

Pubblicato

il

Running Point 2

Running point 2: Torna su Netflix la serie ideata da Mindy Kaling con Kate Hudson nei panni della presidentessa di una squadra di basket di Los Angeles può ancora fare punti nell’intricato panorama seriale, dimostrandosi un “sequel” solido ma leggero, capace di fare presa sullo spettatore. Attraverso episodi brevi e sketch comici, però, Running Point 2 riesce ad aprire numerosi spunti di riflessione. Il mondo del basket professionistico, infatti, diventa lo sfondo per affrontare numerose tematiche: dal maschilismo alle difficoltà familiari, dalle discriminazioni sul lavoro al romanticismo. 

Per leggere la recensione della prima stagione

Running Point 2

Running Point 2 – Una scena della serie

Running Point 2‘ – Nuove partite, nuovi problemi

Isla Gordon – interpretata da una brillante Kate Hudson – è alla guida dai Los Angeles Waves da qualche mese ormai. Dopo le difficoltà iniziali, la donna è riuscita a farsi valere nel suo ruolo di presidentessa e adesso la squadra è più pronta che mai. Ma non è tutto oro quello che luccica. A complicare le cose, infatti, è il ritorno del fratello maggiore – ed ex presidente della squadra – Cam (Justin Theroux). Uscito dal centro di riabilitazione, dove era entrato all’inizio della prima stagione per affrontare i problemi di tossicodipendenza, il maggiore dei Gordon vuole dimostrare di meritare il ruolo della sorella, provando a metterle i bastoni tra le ruote in ogni modo possibile. 

Per mantenere stretto il suo ruolo, Isla deve elaborare un piano che le permetta di dimostrare il suo valore e chiudere la stagione sportiva da vincitrice. Tanti sono, però, i problemi da affrontare: dai conti in rosso della società, passando per lo sciopero delle cheerleaders e il vuoto lasciato da Jay Brown (Jay Ellis). 

Isla può sempre contare sui fratelli Ness (Scott MacArthur), Sandy (Drew Tarver) e Jackie (Fabrizio Guido), ma soprattutto sulla sua migliore amica Ali (Brenda Song), anche se il loro rapporto in questa seconda stagione viene messo a dura prova. 

In Running Point 2 c’è anche spazio per il romanticismo. Isla, infatti, è sul punto di sposarsi con il suo storico fidanzato Lev (Max Greenfield). La sua mente – e anche il suo cuore – però non riescono a dimenticare l’appassionato bacio scambiato con l’allenatore Jay.

Più risate che canestri

Con la prima stagione Running Point provava a de-sacralizzare il mondo del basket americano e della NBA con una buona dose di ironia e comicità. E aggiungeva anche qualche elemento di innovazione: il punto di vista di una donna in un ruolo di potere tradizionalmente maschile, star del basket capricciose e famiglie disfunzionali. Il risultato? Una serie comedy fresca e leggera, capace di intrattenere senza risultare superficiale. Running Point 2 mantiene queste caratteristiche, provando a muovere qualche passo in avanti. 

I punti di forza restano evidenti. I dialoghi sono serrati, brillanti e ricchi di citazioni pop (con alcune chicche direttamente dagli anni Duemila). I personaggi appaiono ben scritti, comici ma mai macchiettistici. Le dinamiche familiari continuano a essere il cuore della serie: funzionano bene il rapporto tra Sandy e Ness, il conflitto tra Isla e Cam, così come il percorso di Jackie con i ritrovati fratellastri. Interessanti anche le tensioni che coinvolgono Ali e la famiglia Gordon. In questa stagione, in particolare, l’amicizia tra Ali e Isla viene messa a dura prova quando lavoro e vita privata si intersecano. 

A differenza della prima stagione restano sullo sfondo le dinamiche di squadra: i giocatori restano sullo sfondo mentre si confrontano con il nuovo allenatore Norm, interpretato da Ray Romano. 

Running Point 2

Running Point 2 – Jay Ellis e Kate Hudson in una scena della serie

Running Point 2‘ – Tutta questione di aspettative

Questa seconda stagione doveva rispettare aspettative molto alte da parte dello spettatore e qualche limite emerge. La scrittura, pur rimanendo brillante, sembra meno compatta nella costruzione narrativa. Alcune trame vengono introdotte con buone premesse, ma rimangono in superficie senza un reale approfondimento. 

Le sottotrame romantiche sono l’esempio più evidente di questa fragilità. Più che nascere organicamente dai personaggi, danno spesso l’impressione di essere inserite per riempire spazi narrativi o per rispettare dinamiche di genere ormai standard. Il risultato è che incidono poco, sia sul piano emotivo sia su quello della progressione della storia.

Anche il ritmo generale ne risente. Si alternano momenti molto riusciti ad altri che sembrano di passaggio, contribuendo a una sensazione di discontinuità rispetto alla maggiore compattezza della prima stagione.

Il colpo di scena finale, invece, cambia registro: arriva più costruito e funzionale, e soprattutto appare chiaramente pensato come apertura verso un seguito. Più che chiudere davvero il racconto, rilancia, lasciando diversi elementi in sospeso e suggerendo una terza stagione che, pur non essendo ancora ufficialmente confermata, sembra già scritta nelle intenzioni degli autori.

Tra grandi ritorni e guest stars

Il cast si conferma uno dei punti di forza più solidi di Running Point. I ritorni funzionano perché i personaggi hanno ormai trovato una loro identità precisa: Toby Sandeman dà ancora carisma e fragilità a Marcus Winfield, Chet Hanks continua a giocare con l’eccesso nel ruolo di Travis Bugg, mentre Uche Ugada costruisce un Dyson Gibbs più sfaccettato rispetto alla prima stagione. 

Ad arricchire Running Point 2 una vera e propria parata di guest star che contribuisce ad ampliare il mondo narrativo senza snaturarlo. La presenza di Ray Romano, in particolare, si inserisce attivamente nelle dinamiche della storia, portando un tipo di comicità più asciutta e disillusa. Accanto a lui, Octavia Spencer, Adam DiMarco, Scott Speedman e Oliver Hudson arricchiscono il racconto con presenze riconoscibili ma mai invasive, mentre figure come Nicole Richie, Law Roach e Lisa Rinna giocano più apertamente con il proprio immaginario pubblico. La comparsa di Macaulay Culkin, infine, aggiunge un tocco metanarrativo che dialoga con la cultura pop degli ultimi decenni.

Running Point 2

Running Point 2 – Una scena della serie

Una ventata di leggerezza

In definitiva, Running Point 2 conferma la propria identità. Il basket resta sullo sfondo, come dispositivo narrativo, mentre al centro si impone sempre di più la commedia umana fatta di ego, relazioni e fragilità. È una scelta chiara, che però comporta anche dei rischi. Quando l’equilibrio tra sport e racconto si sbilancia troppo, la serie perde parte della sua specificità. Nei momenti in cui scrittura e interpretazioni trovano la giusta sintonia, la serie riesce ancora a colpire nel segno, restituendo quella leggerezza intelligente che aveva reso efficace la prima stagione.

Netflix aprile 2026: tutte le uscite, serie e film da non perdere

Running Point

  • Anno: 2025
  • Durata: 2 stagioni
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Comedy
  • Nazionalita: USA
  • Data di uscita: 23-April-2026