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‘Bandi’: il lato oscuro del diventare grandi

Su Netflix un interessante studio sulle ombre che si nascondono dietro un contesto solo apparentemente idilliaco.

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Bandi

Su Netflix è disponibile Bandi, serie crime francese del 2026 ideata da Éric Rochant e Capucine Rochant, che racconta la marginalità sociale in un contesto unico come quello della Martinica, costruendo un ritratto crudo di una gioventù ai margini, dove la criminalità sembra l’unica via di sopravvivenza.

Ma nel mondo dei “bandi” esiste davvero una scelta?

Bandi: tutti per uno, uno per tutti

Dieci fratelli sopravvivono con la madre Marilyn (Sandrine Velayoudon) nelle periferie di una città della Martinica. Tra feste, risse e scuola, riescono comunque a cavarsela.

L’equilibrio si spezza quando un tragico incidente porta via Marilyn. I ragazzi più grandi si trovano così di fronte a un bivio: proseguire sulla retta via oppure imboccare la strada della malavita e diventare dei veri “bandi”.

Noir sereno

Quando si parla di noir e di gangster stories, l’immaginario richiama la notte fonda, le strade solitarie delle grandi metropoli e distese di cemento. È proprio da questo immaginario che Bandi prova a prendere le distanze, cercando una propria identità.

La storia si svolge interamente in Martinica e ne fa un elemento distintivo: paesaggi soleggiati, palme e vegetazione rigogliosa occupano un ruolo centrale nelle immagini della serie. Senza dubbio, risulta inusuale vedere una crime story ambientata in un contesto così idilliaco. Proprio per questo, è interessante osservare vicende che, pur traendo ispirazione dai modelli del genere, si allontanano dalle estetiche più convenzionali della serialità statunitense.

Il racconto è accompagnato da uno stile visivo urban e sporco, caratterizzato da una macchina da presa dinamica e da uno sguardo, a tratti, vicino al noir. Un’impostazione che crea un forte contrasto con le location tropicali e paradisiache.

Essere o non essere

Bandi riesce a tenere insieme registri diversi. La dimensione crime resta centrale nell’intreccio, ma assumono un ruolo altrettanto rilevante le dinamiche di formazione dei protagonisti, sia adolescenti che giovanissimi. La narrazione si modella così sui personaggi, variando tono e prospettiva in base alla loro età. I rapporti tra ragazzi e adolescenti conferiscono alla serie i tratti di un teen drama.

Al centro della storia rimane Kylian (Djody Grimeau), uno dei fratelli di mezzo. Stoico, maturo e ambizioso, cerca di sostenere non solo sé stesso, ma l’intera famiglia. Per questo conduce una doppia vita: lontano dagli occhi dei suoi familiari, smette di essere Kylian e diventa Milord, boss del narcotraffico locale deciso a espandere la propria influenza oltre la Martinica.

Attraverso questo nucleo narrativo, la serie costruisce un dramma complesso, dai tratti quasi shakesperiani. Su tutto grava la figura del padre, distante e assente, criminale incarcerato che incombe sulle vite dei ragazzi, tra tensioni interne alla famiglia e scontri con altri boss locali.

Aggiungi un posto a tavola

Il cast è corale e, inevitabilmente, alcuni personaggi restano in secondo piano. I dieci fratelli si rivelano essere undici, poi dodici. A questi si aggiungono numerosi personaggi secondari e terziari, rendendo complesso seguirne le traiettorie anche dal punto di vista dello spettatore. Nonostante questa ricchezza, i legami tra i personaggi rimangono solidi. All’interno del gruppo si costruisce una sorta di modello in scala di una società, in cui ogni individuo è definito dalle relazioni che intrattiene con gli altri. Ciascun personaggio incarna un archetipo e occupa un ruolo preciso: il leader impulsivo, il fratello più riflessivo e responsabile, la sorella che si assume maggiori responsabilità e quella ancora in cerca della propria identità.

Ognuno trova il proprio spazio narrativo e le caratteristiche individuali si riflettono nei ruoli che assumono all’interno della malavita locale.

Tu vuò fà l’americano

Il crimine rappresenta l’elemento centrale della serie. Il mondo di Bandi è privo di istituzioni: i ragazzi sono lasciati a loro stessi, sul piano sociale ed emotivo. In questo contesto, il crimine non appare come una scelta, ma come una necessità. Non è soltanto un mezzo per ottenere denaro, ma anche uno strumento di affermazione, di conquista di una “street credibility” e, soprattutto, di autodeterminazione.

Non emerge una vera volontà critica nei confronti della criminalità, e i diversi gruppi malavitosi si collocano lungo uno spettro di “malvagità”. Essere criminali non coincide necessariamente con l’essere cattivi. Questo aspetto si intreccia con la dimensione coming of age: la crescita e il raggiungimento della maturità corrispondono all’aumento di potere e notorietà.

A uno sguardo attento non sfuggono rimandi a diversi crime e gangster movie, in particolare a Scarface, a cui il protagonista è profondamente legato. Si possono cogliere anche alcune somiglianze tra i villain della serie e quelli di Breaking Bad. A differenza di queste opere, tuttavia, Bandi evita giudizi morali espliciti: le conseguenze delle azioni dei personaggi si manifestano più sul piano personale che su quello etico o legale.

Ma, come accade in Breaking Bad, le ripercussioni non ricadono sul protagonista: si estendono ai suoi affetti. Le bugie, i tentativi di spingersi sempre più in là, di osare sempre di più, innescano un effetto a catena che coinvolge sempre più l’intero gruppo di fratelli, trascinandolo nelle dinamiche criminali avviate dai membri più grandi.

Bandi si diventa

Il termine “bandi” rimanda alla figura del bandito, ma in una versione romanticizzata, quasi mitizzata. Per i protagonisti, diventarlo rappresenta un obiettivo fondamentale. Questo elemento funziona in modo efficace per alcuni personaggi, meno per altri.

La prova di Djody Grimeau, nei panni di Kylian, risulta talvolta poco incisiva. Il suo personaggio appare timido, con una presenza scenica limitata e decisamente poco espressivo. Al contrario, Rodney Dijon, nel ruolo del fratello Kingsley, porta in scena un’energia vivace e immediata, contribuendo a creare una dinamica interessante tra due caratteri opposti. Nel complesso, colpisce positivamente la gestione di un cast così ampio e giovane. Nonostante alcune difficoltà, l’intreccio riesce a orchestrare le diverse figure con equilibrio, mantenendo coerenza narrativa.

In definitiva, Bandi è un racconto essenziale, ma coinvolgente, che restituisce uno spaccato raro e autentico, trovando la propria forza in un equilibrio efficace tra azione e una marcata dimensione character driven.

Bandi

  • Anno: 2026
  • Durata: 8 episodi
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Crime
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Éric Rochant e Capucine Rochant
  • Data di uscita: 09-April-2026