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Prime Video Film

‘Agente Zeta’ che divora l’agente Zeta

Un duello mozzafiato tra intelligence e criminalità spagnola e colombiana a cavallo tra contemporaneità e anni ‘80… Aspetta, non era un film sull’agente Zeta?

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“Buoni, cattivi, è complicato distinguere ciò che facciamo.”

Questa è una delle prime frasi che sentiamo pronunciare dall’attore Luis Zahera nei panni dell’ex agente segreto del Centro Nacional de Inteligencia (CNI) Salvador Ancares, giusto per citare uno tra i vari appellativi che l’uomo assume nel corso della trama per sfuggire a chi lo sta cercando. 

Sì, perché in Agente Zeta vedremo molti individui mutare nome, identità, aspetto e perfino fazione di gioco, dal momento che la pellicola costruisce un sistema in cui bene e male si incrociano continuamente, e la mancanza di demarcazione fra i due regna sovrana. O meglio, se ne possono vedere le intenzioni da parte degli autori.

Il lungometraggio di Dani de la Torre, habitué del Premio Goya sin dalla sua opera d’esordio, vanta per la prima volta nella carriera del regista la produzione di Amazon Prime Video, dopo una serie di sue collaborazioni con Netflix. Una conquista, dunque, che va a nutrire il catalogo nell’attuale direzione della piattaforma: film d’intrattenimento di ogni tipo e per tutti i gusti. Ne è una prova la distribuzione ancora più recente di Crime 101 – La strada del crimine, thriller multigenere con un cast d’eccezione.

Agente Zeta è disponibile su Prime Video: attiva ora la prova gratuita di 30 giorni e guardalo adesso.

La Settima Arte in dialogo con la pittura

È raro che un film inizi con l’immagine di un’opera d’arte, ma quando succede è sicuramente un segno di coraggio da parte degli autori nel porsi in dialogo con cineasti che hanno utilizzato lo stesso procedimento con fini artistici elevati. Tra questi, è inevitabile citare l’apertura di Novecento di Bernardo Bertolucci su un dettaglio de Il quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Nel caso di Agente Zeta, il primo fotogramma mostrato proviene da Saturno che divora i suoi figli di Francisco Goya, dipinto che l’artista ha portato a termine nel periodo finale della sua vita, nonché il più tumultuoso. Ciò si può evincere dal modo in cui appare la figura di Saturno: più bestiale che umanoide, con uno sguardo conteso tra la disperazione e l’ossessione, immerso in uno sfondo nero che contribuisce ad alienarlo da qualsiasi possibilità di salvezza.

Tale predominanza dell’oscurità nel quadro mostra delle attinenze con l’utilizzo della luce che il direttore della fotografia Josu Inchaustegui, braccio destro di lunga data del regista, ha adoperato. La presenza quasi costante del controluce, sebbene ridondante, contribuisce a creare un’atmosfera claustrofobica nella quale ciascun personaggio può muoversi custodendo i propri segreti, lasciando gli spettatori in attesa che la narrazione subisca svolte inattese.

Agente Zeta

Spie e malavita: una Storia con la “S” maiuscola

Riguardo ai personaggi, si è fatta menzione di Salvador Ancares (Luis Zahera) e della sua fuga che diventerà il perno del racconto. Difatti, porterà Zeta, nome in codice dell’agente del CNI Iago (Mario Casas), e Alpha (Mariela Carriga), la “prima della classe” nell’intelligence colombiana, a collaborare sul campo per proteggere Ancares, ultimo testimone ancora in vita della misteriosa “Operazione Ciénaga”, i cui altri membri sono stati improvvisamente giustiziati.

A questo singolare trio si accosteranno numerose figure di varia estrazione: membri dei servizi segreti, narcotrafficanti, sicari, terroristi, hacker, eccetera. La maggior parte di essi non avrà un vero e proprio ruolo nello sviluppo dell’intreccio, ma lo spazio filmico a loro dedicato sembra avere funzione di conferire ad Agente Zeta un contesto storico preciso e ben delineato, pur rimanendo nel reame della finzione.

Non per nulla il regista dedica un’ampia parte del minutaggio a flashback che descrivono, attraverso le migliori trovate registiche del lungometraggio, la complessa strutturazione del narcotraffico colombiano e dell’ETA, il cosiddetto “terrorismo basco” attivo fino ai primi anni 2000; il tutto per mezzo di varie trame che si stratificano tra passato e presente, e che vanno a toccare perifericamente la vita di Zeta.

 Agent Zeta

Il problema del protagonista

Quest’ultimo e, più nello specifico, la sua marginalità rispetto a quello che vediamo sullo schermo, rappresenta il maggiore difetto di Agente Zeta, una pellicola che deve il suo titolo a un personaggio che non si comporta da protagonista e vive le vicende che gli capitano in maniera passiva e, volendo riferirsi all’interpretazione, monoespressiva. Nondimeno, è sbagliato ritenere che la colpa di un simile errore sia da attribuire a Mario Casas, in quanto la sceneggiatura presenta da sola abbondanti lacune. 

Da copione, il pubblico dovrebbe portare a termine la visione avendo seguito, innanzitutto, l’arco narrativo dell’agente Iago alias Zeta. Tuttavia, all’apparire dei titoli di coda, il personaggio non sembra essere cambiato da nessun punto di vista. Magari ha scoperto cose che nemmeno sospettava ma, al di là della pura nozionistica, manca l’esplicitazione di quanto il viaggio che Zeta ha percorso abbia influito sulla sua persona, sulle sue convinzioni e sui suoi rapporti con gli altri personaggi.

Un divertissement tirato per le lunghe

Qualsiasi attore, per quanto capace, farebbe un’estrema fatica a sopperire a problematiche di questa caratura. Si tratta solamente di una delle molteplici fallacie inerenti alla scrittura del film, alla quale si accodano, come in una mesta marcia funebre, l’eccessiva lungaggine e ripetitività dei dialoghi e un’imbarazzante sequela di buchi di trama.

In conclusione, nell’operazione filmica di Dani de la Torre di buono resta il naturale intrattenimento che gli spy movie generano, spesso dovuto più al soggetto in sé che alla sua messa in scena, e in questo non ci sarebbe nulla di male, sia chiaro. Allo stesso modo, da un’opera che si mette a confronto con temi e opere di rilevanza universale è lecito aspettarsi un salto di qualità che in Agente Zeta, purtroppo, non trova la sua concretizzazione.

Agente zeta

Agente Zeta

  • Anno: 2026
  • Durata: 133'
  • Distribuzione: Amazon Prime Video
  • Genere: Azione, Spionaggio
  • Nazionalita: Spagna
  • Regia: Dani de la Torre
  • Data di uscita: 20-March-2026