Dal 27 marzo 2026 è disponibile su HBO Max la nuova serie thriller francese Privileges. La miniserie, firmata dai registi e sceneggiatori Marie Monge e Vladimir de Fontenay, si dipiana in sei episodi da circa 50 minuti ciascuno.
Nel cast spiccano come protagonisti Manon Bresch e Melvil Poupaud. Il titolo si aggiunge al prestigioso catalogo della piattaforma, che ha ospitato recentemente Portobello di Marco Bellocchio.
Privileges: il potere in un microcosmo
Il Citadel è un palace parigino in cui clienti facoltosi, dipendenti e mediatori si intrecciano in un piccolo microcosmo sociale molto rigido. L’hotel funziona come una vera e propria arena di potere, dove privilegi, accessi e visibilità sono moneta corrente e ognuno gioca per sopravvivere o migliorare la propria posizione.
Adèle (Manon Bresch), una giovane detenuta, ottiene un lavoro come bagagliere grazie a un programma di reinserimento ideato dal direttore del Citadel, Edouard Galzain (Melvil Poupaud).
Poco dopo il suo primo turno, Adèle si ritrova coinvolta in una lotta di potere tutt’altro che segreta, dove personale ambizioso, ospiti influenti e reti esterne si contendono il controllo, trasformando l’hotel in un terreno fertile per manipolazioni e tradimenti.
Mentre il suo rapporto con Édouard si trasforma presto, la grinta e l’ambizione di Adèle si riveleranno cruciali per la sua sopravvivenza, mentre lotta per avere la possibilità di riscattare il suo futuro.
L’illusione del privilegio
Il fulcro narrativo della serie risiede nel peso esercitato dalle gerarchie economiche, sociali e politiche. Lo sviluppo della trama mette in chiaro la disparità sistematica: l’élite non solo gode di privilegi esclusivi, ma è in grado di plasmare la verità per proteggere i propri interessi, ignorando il tragico impatto delle proprie azioni.
Sul piano visivo, Privileges adotta un’estetica fredda, che rafforza il senso di distanza emotiva e di controllo che caratterizza i suoi personaggi. A questo si contrappongono i frequenti primi e primissimi piani di Adèle; la sua presenza, estranea a quel mondo, è ciò che fa empatizza con lo spettatore.
Adèle quindi, diventa il punto di frattura tra due mondi: quello dei potenti che forgiano la realtà a proprio vantaggio, e quello di chi cerca disperatamente di conquistarne una briciola, anche a costo della propria integrità.
Una tensione morale in grado di catturare l’attenzione
È una serie che non cerca facili empatie ma pretende dallo spettatore una partecipazione lucida e attiva.
Al momento, con soltanto i primi due episodi disponibili, Privileges si presenta come un racconto dalle grandi potenzialità, che intriga per la tensione morale dei suoi personaggi. Tuttavia, è ancora presto per delineare il suo disegno complessivo: le dinamiche di potere introdotte sembrano destinate a evolversi verso una rete più ampia di corruzione e desiderio di riscatto.