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‘Apagón’: tutto sulla serie distopica in esclusiva su MYmovies ONE

Cinque episodi, cinque registi e un blackout globale

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apagon mymovies one

Arriva in esclusiva su MYmovies ONE la serie TV Apagón, un progetto corale che trasforma un’ipotesi scientifica – una devastante tempesta solare capace di provocare un blackout globale – in un’indagine morale sul presente. Disponibile per l’Italia solo sulla piattaforma, la serie si articola in cinque episodi, cinque punti di vista, cinque registi tra i più autorevoli del panorama spagnolo contemporaneo.

Il risultato è un racconto distopico ma radicato nel reale, che si interroga su una domanda essenziale: cosa resta quando l’elettricità scompare e, con essa, la struttura invisibile che sostiene la nostra quotidianità?

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Apagón‘: trama e struttura della serie su MYmovies ONE

La narrazione si concentra in Spagna, dove l’improvvisa tempesta solare provoca un collasso energetico totale. L’evento è globale, ma la prospettiva è volutamente locale, umana, ravvicinata.

Nel primo episodio, un dirigente della Protezione Civile, impegnato nella gestione di un grave incidente ferroviario, intuisce l’arrivo dell’onda d’urto e tenta di forzare la macchina politica prima che sia troppo tardi. Segue la storia di una direttrice d’ospedale, costretta a stabilire criteri di triage in un contesto di carenza estrema di energia, farmaci e personale.

La terza vicenda si sposta in un complesso residenziale, dove una madre protegge la figlia adolescente mentre ai cancelli si radunano giovani rimasti senza risorse. In campagna, un pastore abituato a vivere con poco difende il proprio gregge e una fragile alleanza nata dalla necessità. L’episodio finale si riconnette al primo: una donna torna nella casa di famiglia il giorno dopo il blackout e impara a convivere con chi quei campi li abitava già.

Lo scheletro narrativo è lineare ma potente: negazione, emergenza, conflitto, sopravvivenza, riequilibrio. Cinque tempi di uno stesso sisma morale.

I cinque registi di Apagón

Ogni episodio è affidato a un autore differente, chiamato a mettere in scena un preciso attrito etico.

In “Negazione”, diretto da Rodrigo Sorogoyen, già noto per la serie Dieci Capodanni, la tensione nasce dalla difficoltà di riconoscere il rischio e superare l’inerzia burocratica.
“Emergenza”, firmato da Raúl Arévalo, esplora la crudeltà impersonale del triage ospedaliero.
In “Confronto”, di Isa Campo, emerge la formazione di comunità chiuse che proteggono sé stesse definendo l’altro come minaccia.
“Sopravvivenza”, diretto da Alberto Rodríguez, mette in discussione il concetto di valore: contano acqua, cibo, competenze pratiche, non lo status sociale.
Infine “Equilibrio”, di Isaki Lacuesta, riflette sulla possibilità di ricominciare non per idealismo, ma per necessità.

Questa struttura a episodi autonomi ma interconnessi rafforza la dimensione corale e restituisce una mappa emotiva del collasso.