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Stress nel lavoro quotidiano del tassista: come restare sani e concentrati durante turni lunghi

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Oltre 23.000 tassisti conoscono bene il problema: difficoltà di concentrazione, soprattutto durante i turni più lunghi. Spesso trascorrono diverse ore consecutive al volante, muovendosi pochissimo. Questa posizione tesa e prolungata non provoca solo dolori alla schiena e al collo, ma influisce anche negativamente sulla capacità di concentrazione. Cosa si può fare per contrastare questi effetti? Questo articolo lo spiega nel dettaglio.

Restare svegli in taxi: cosa aiuta davvero

Molti tassisti conoscono bene il problema: il cambio continuo dei turni, le lunghe attese e i tragitti monotoni portano inevitabilmente alla stanchezza. Il caffè è considerato il rimedio classico contro il sonno, così come le bevande energetiche. Lo svantaggio è che spesso il loro effetto dura poco e possono provocare diversi effetti collaterali. Tra questi rientrano palpitazioni e aumento del battito cardiaco, nervosismo, irrequietezza o cali di concentrazione.

Un’alternativa per alcuni è rappresentata dallo Snus. Il vantaggio, secondo chi lo utilizza, è che non si consuma una bevanda che possa appesantire lo stomaco o comportare frequenti pause bagno, e non si verifica il tipico “crollo energetico” legato alle bevande zuccherate. Poiché lo Snus rilascia nicotina attraverso la mucosa orale, alcuni utilizzatori riferiscono una sensazione di vigilanza più costante.

Più concentrazione sulla strada: cosa favorisce l’attenzione

Gli scienziati hanno scoperto che un apporto energetico costante può aumentare la capacità di concentrazione. L’obiettivo è evitare rapidi picchi di zucchero nel sangue e preferire invece pasti piccoli e regolari, così da mantenere stabile il livello di zucchero nel sangue. Anche bere a sufficienza è fondamentale, perché già una perdita di liquidi pari all’1–2 % riduce le prestazioni cognitive.

Ed è proprio qui che molti tassisti incontrano difficoltà. Durante le corse e i tempi di attesa per i clienti, spesso dimenticano di bere regolarmente. La conseguenza è la disidratazione. Questa aumenta l’ormone dello stress, il cortisolo, e peggiora in modo misurabile la concentrazione e la memoria a breve termine. Il motivo è semplice: il nostro cervello è composto per circa il 75 % da acqua. Quando manca una corretta idratazione, la trasmissione dei segnali neuronali viene influenzata negativamente.

Gli esperti consigliano quindi di integrare attivamente l’assunzione di liquidi nella routine lavorativa. All’inizio di ogni turno dovrebbe essere posizionata nel veicolo una bottiglia d’acqua da 1,5 litri ben visibile, possibilmente a portata di mano nella console centrale. È utile bere qualche sorso a ogni cambio di passeggero o al massimo ogni 30–45 minuti.

Oltre a un’alimentazione adeguata e a una corretta idratazione, anche il movimento svolge un ruolo importante per la concentrazione. Restare seduti a lungo al volante può rallentare la circolazione sanguigna e ridurre l’apporto di ossigeno al cervello. Chi sfrutta le pause per fare una breve passeggiata può ottenere benefici significativi. Studi dimostrano che bastano già 5 minuti di movimento per aumentare l’ossigenazione del cervello e stimolare la velocità di pensiero.

 

Il sonno sano è indispensabile

Il lavoro su turni sconvolge notevolmente il ritmo del sonno di molti tassisti. Ed è proprio qui che risiede il problema: durante il sonno profondo il cervello elabora le informazioni e rigenera le connessioni neuronali. In caso di mancanza di sonno, la corteccia prefrontale funziona in modo significativamente ridotto. Già dopo diverse notti con poche ore di riposo, la capacità di reazione può diminuire sensibilmente.

Tuttavia, il sonno non è importante solo nei giorni liberi, ma anche durante l’attività lavorativa. Un breve riposo di circa 10–20 minuti durante la pausa può contribuire ad aumentare le prestazioni cognitive fino al 30%. Inoltre, aiuta a ridurre lo stress e l’affaticamento mentale. È però fondamentale che questo sonno breve non superi i 30 minuti.

Il motivo è il seguente: se il riposo dura più di circa 30 minuti, il corpo entra in una fase di sonno più profondo. In questa fase il battito cardiaco e l’attività cerebrale rallentano in modo significativo. Se ci si sveglia durante il sonno profondo, si manifesta spesso la cosiddetta inerzia del sonno (sleep inertia).