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Antonio Bannò: il volto giovanile del talento

Da ‘Vita da Carlo’ a ‘La Guerra Del Tiburtino III’, uno degli attori più promettenti della nostra generazione

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Classe 1994, romano purosangue, Antonio Bannò è uno degli attori esordienti su cui conviene di più puntare gli occhi. Ripercorriamo le tappe che hanno portato il giovane artista a solidificare la sua brillante carriera anno dopo anno.

Antonio Bannò: tra Roma e Genova con il sogno di recitare

Bannò è un classicista, prima di diventare un attore, e a scuola, nonostante dica di non essersela cavata del tutto, ama tradurre le versioni di latino e greco. Dal mondo umanistico delle lingue antiche si distacca solo per portare avanti lo studio della recitazione. Frequenta infatti il liceo classico Eugenio Montale, e contemporaneamente la scuola di teatro.

Frequenta in particolare la scuola di Teatro Jobel e in seguito studia con l’attore Giampiero Rappa. Non passerà molto tempo prima che il suo talento di interprete lo porti lontano. Decide infatti, dopo gli anni del liceo a Roma, di trasferirsi a Genova, dove si diploma nel 2017 alla Scuola del Teatro Stabile della città. Eppure sa di appartenere in modo particolare alla sua città natia, e così, torna a Roma. Qui fa un corso di perfezionamento al Teatro Argentina, ritrovando compagni della Scuola Silvio D’Amico e della Paolo Grassi.

“Un bel mischione”, dice l’attore riferendosi ai compagni di teatro che ha rivisto nell’amata capitale. “È stata una fase, quella con loro, in cui ho imparato tantissimo. A scuola ho anche spaziato molto, facendo pure il Re Lear“. E aggiunge: “Ho conosciuto anche Ennio Fantastichini, pazzesco!”.

Dal teatro al cinema: genesi di un’artista

Dopo aver recitato in varie produzioni teatrali, Bannò debutta in televisione nel 2017 con la serie tv Rocco Schiavone 2, e prende parte alle serie Suburra e Romulus. Nella serie tv Suburra, prodotta da Cattleya e Rai Fiction, Antonio Bannò interpreta Flavio Lucci e lavora con un grande cast, sugellando la storia di una serie tv iconica, impressa nell’immaginario seriale del nostro Paese.

Nello stesso periodo di Vita da Carlo, Antonio Bannò entra a far parte del cast della serie Christian nel ruolo di Davide. Nel 2018 entra anche nel cast di Go Home – A casa loro, diretto da Luna Gualano e scritto da Emiliano Rubbi. Da piccole parti a ruoli significativi, a tutti questi il giovane attore conferisce spessore e autenticità. Nel 2020 per la sua interpretazione in Tigers riceve il Premio RB Casting ad Alice nella Città. Nel 2019 è la volta di Il colpo del cane e Love Me Tender, ma anche di Romulus dove ha interpretato Taurus. La strada in salita per l’attore si puntella di successi: nel 2022 infatti è tra gli interpreti de Il Principe di Roma di Edoardo Falcone. La strada sul grande schermo è e sarà ancora lunga per Antonio Bannò, che proprio qualche anno fa ha recitato per una grande produzione.

2021: il lancio di Bannò a Vita da Carlo

Il primo ruolo significativo arriva nel 2021 quando affianca Carlo Verdone nella sua serie Vita da Carlo. Qui, Bannò interpreta Chicco (il fidanzato della figlia di Verdone, Caterina De Angelis). Nel calderone comico della serie, Chicco non perde mai credibilità e grazie a un’interpretazione meticolosa e calibrata, Antonio Bannò si misura con tematiche delicate e attualissime. Soprattutto nella terza stagione di Vita da Carlo, l’attore, nonostante la sua giovane età, si scontra con la luce fredda della realtà, indagando confusione e frustrazione tra difficili dinamiche di coppia e la precarietà del suo lavoro. Sul set di Vita da Carlo, Antonio Bannò è a suo agio, e stringe un rapporto importante, ormai lungo tre anni, con l’attore e regista Carlo Verdone, che, come racconta Bannò, è uno scrigno di aneddoti divertenti.

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Nel mondo prezioso dei cortometraggi

Il giovane attore prende treni di continuo, e non solo per le prime dei film, ma anche dei cortometraggi in cui recita. Ricordiamo, ad esempio, come solo un anno fa saltava rapidamente da Cortinametraggio al Festival di Spallo, per concorrere con un suo cortometraggio.

Antonio Bannò ha recitato in numerosi cortometraggi nell’arco della sua carriera: il primo, Una partita ai confini del mondo, risale al 2017, seguito da Patisserie De Jeunesse nel 2019, Hyperuranios: The Hypermarket of Ideas, Ropeless nel 2020, Alima, Ritirata e Subtitles nel 2022 e Un lavoretto facile facile nel 2024. L’attore lavora anche a più set nello stesso anno, ed è proprio il mondo dei cortometraggi che lo richiama a questa impresa. Solo un anno fa, infatti, nel 2025, oltre ad aver recito al film Ogni Maledetto Fantacalcio, si impegna a ricoprire ruoli di grande spessore in ben tre cortometraggi: Niente di speciale, 1799, Diario e Fedeli alla linea

La giovane promessa, nei cortometraggi come nei lunghi, sfodera ciò che più lo caratterizza: un volto altamente riconoscibile, una recitazione spontanea, uno spumante humor romanesco e una delicatezza latente che lo rende perfetto tanto ai ruoli profondi quanto a quelli più timidi.

Antonio Bannò, un dono per il cinema

La strada sul grande schermo sarà ancora lunga per Antonio Bannò, che nel 2023 ha recitato per una grande produzione: La Guerra del tiburtino III, con Sveva Mariani, Carolina Crescentini e Francesco Pannofino. In questo ha un ruolo molto importante: quello di Pinna, il protagonista, grazie al quale è nella cinquina di Miglior attore Commedia per i Nastro d’Argento.

Nonostante il successo, ben riassunto in quel premio onorevole, come miglior attore emergente vinto nel 2022, Antonio Bannò è leggero, umile e scanzonato, ma anche un vero professionista. Si nutre di cinema e al cinema dedica la sua promettente carriera. Il suo attore preferito è Ugo Tognazzi – “E come mai?”, gli chiedono in un’intervista –. Perché suo nonno, innamorato de Il vizietto, ne era un fan sfegatato.

Ha divorato quel film con lui tantissime volte, come dice di aver consumato da bambino la cassetta in VHS de Il Gladiatore. Si mostra sul set, come nella vita, una persona empatica: appassionato di politica, vicino a tematiche ambientali e sociali, sensibile. La sua freschezza attoriale e disinvolta, ma anche la sua profonda umiltà, sono lentamente entrate nel cuore dei suoi spettatori, come tutti i personaggi ai quali ha dato voce.

Antonio Bannò, dalla significativa formazione teatrale, si appresta a una crescita professionale dalle tante risorse, alcune, forse, ancora tutte da svelare. L’attore romano, poco più che trentenne, si appresta a dare molto al mondo del cinema, e noi, come cinefili, e come italiani, non potremmo andarne più orgogliosi di così.

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