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‘Fratelli Demolitori’ è il buddy movie che consacra Momoa e Bautista

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Fratelli Demolitori (The Wrecking Crew in originale) è una consacrazione: quella di Dave Bautista e di Jason Momoa, non solo come coppia cinematografica, ma come corpi attoriali del cinema moderno.

Da anni i due attori lavorano nel cinema, passando per periodi molto bassi, tra diversi insuccessi sia personali che cinematografici, ma trovando poi i ruoli  giusti con cui sono riusciti a conquistare il meritato successo.

Fratelli demolitori: un duo segnato dallo stesso destino

Era solo questione di tempo prima che Bautista e Momoa si incontrassero per un film in coppia, anche se avevano già condiviso lo schermo nella serie Apple+ See e nel primo Dune di Denis Villeneuve, pur senza mai comparire insieme (un po’ come Robert De Niro e Al Pacino ai tempi de Il padrino – Parte II e di Heat – La sfida).

Solamente grazie allo stesso Momoa, che ha lanciato l’idea nell’agosto del 2021 durante un’intervista a James Corden, è nata l’idea di lavorare insieme a Dave Bautista a una buddy comedy, vicina alle atmosfere e alle dinamiche della saga di Arma Letale.

Probabilmente, intuendo il successo dell’operazione, la MGM, poi con la collaborazione di Amazon, ha deciso di impegnarsi e, dopo anni dal suo “annuncio”, finalmente il film è arrivato sugli schermi di tutto il mondo per tutti gli utenti di  Prime Video.

Fratelli demolitori: un genere di grande successo

Quello dei buddy movie è un genere perfetto per mettere insieme due attori di questo calibro, completamente agli opposti, che interagiscono con un umico obiettivo. Questo genere prende piede grazie alla commedia cinematografica degli anni Trenta del Novecento, con Stanlio e Olio, per poi trovare l’ingrediente vincente quando viene unito al genere poliziesco (48 ore di Walter Hill e, come già citato, da Arma Letale di Richard Donner).

Dave Bautista, anche nella vita, è una figura più equilibrata e precisa, con una vita sociale stabile; usa la ragione per tutto, anche se risulta un po’ “maniaco del controllo passivo-aggressivo”, come dichiara sua moglie. Dall’altro canto, Jason Momoa è quello più “problematico”, senza limiti, spaccone, un po’ narcisista, che ama godersi la libertà. É più diretto, fisicamente più “attivo”, sebbene un po’ infantile e troppo attaccabrighe.

Queste differenze tra i due personaggi funzionano benissimo: la loro intesa e la loro fisicità regalano i momenti migliori a tutto il film, sia nei momenti action che in quelli  più legati alla dimensione domestica. Una dinamica degna della coppia Mel Gibson e Danny Glover.

Un ottimo mix di azione e critica sociale

Il film segna il ritorno di Angel Manuel Soto dopo la parentesi da super-eroe di Blue Beetle. Rimane sempre nel territorio del blockbuster, ma riesce comunque a rappresentare perfettamente tutti gli strati culturali dei suoi personaggi: sia nei suoi film d’esordio, in cui raccontava le difficoltà delle nuove generazioni di latinoamericani, sia qui, in Fratelli Demolitori, dove racconta l’ambiente hawaiano e le sue comunità. Oltre a presentare una piccola critica al governo e alle complicità con le organizzazioni criminali.

Il regista, traendo insegnamento dalla precedente opera a tema DC Comics, sa ben gestire le scene d’azione e dei momenti comici, senza che i due attori si accavallino tra loro, proponendo un ritmo forsennato e ad alto tasso di adrenalina, in particolare nelle scene di inseguimento e nella resa dei conti finale, con un momento paragonabile a Oldboy di Park Chan-Wook, Il film sarà in grado di catturare perfettamente il pubblico per tutte le sue due ore di durata.

Non altrettanto riuscita la computer grafica, che in alcuni momenti scade in sbavature evitabili.

 

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