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Focus Italia

‘The Beauty’: Ashton Kutcher “ I social per gli adolescenti possono essere un pericolo mortale”

Un thriller fantascientifico che usa il body horror per smontare il mito della perfezione

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Ryan Murphy continua a espandere il proprio universo creativo senza rallentare. Dopo aver firmato numerosi progetti per Netflix, passa ora a Disney+ con The Beauty, una serie che fonde thriller investigativo, fantascienza e body horror. Il progetto, sviluppato insieme a Matt Hodgson, è arrivato in streaming il 22 gennaio.

La prima stagione è composta da 11 episodi: tre sono già disponibili, mentre i successivi verranno rilasciati settimanalmente. La trama segue due agenti dell’FBI, interpretati da Evan Peters e Rebecca Hall, inviati a Parigi per indagare su una sostanza illegale. Il farmaco, prodotto da una potente corporation guidata da un miliardario (Ashton Kutcher), promette una trasformazione fisica radicale, ma scatena un’epidemia letale: chi lo assume raggiunge una bellezza irreale, per poi morire in modo violento e inspiegabile. Il suo utilizzo si diffonde soprattutto all’interno del mondo della moda.

La prova fisica degli attori

Il cast riunisce interpreti di grande valore: Ashton Kutcher, Evan Peters, Rebecca Hall e Isabella Rossellini, affiancati da Anthony Ramos e Jeremy Pope, oltre a diverse apparizioni speciali, tra cui quella di Riccardo Scamarcio. Peters e Hall interpretano gli agenti incaricati di risolvere il nodo centrale della serie: capire perché i corpi delle vittime esplodano. Non a caso, l’evento simbolo dello show viene mostrato già nel primo episodio, diventando l’elemento visivo che collega tutte le storie.

Il lavoro sul set ha richiesto una preparazione fisica importante. Evan Peters ha affrontato un allenamento basato su MMA e arti marziali per sostenere le numerose scene di combattimento. Anche Jeremy Pope e Anthony Ramos si sono allenati intensamente, soprattutto nella boxe, per girare le sequenze d’azione più impegnative.

Ashton Kutcher ha invece lavorato sulla costruzione del personaggio osservando da vicino ambienti estremamente privilegiati. Oltre alla preparazione fisica, ha studiato il comportamento di persone molto ricche, cercando di replicarne sicurezza, distacco emotivo e modalità di gestione del potere.

La bellezza come ossessione contemporanea

Il tema portante di The Beauty è la bellezza intesa come imperativo assoluto. Non un ideale astratto, ma una necessità che spinge i personaggi a superare ogni limite pur di conformarsi a uno standard di perfezione. La serie non racconta un futuro lontano, ma una versione esasperata del presente.

Rebecca Hall ha dichiarato che, se una sostanza simile esistesse davvero, lei non la assumerebbe. Da giovane le veniva spesso suggerito di modificare i denti, considerati troppo lontani da certi canoni estetici. Lei vedeva proprio in quell’imperfezione un elemento distintivo, anche se in seguito ha dovuto intervenire a causa di un incidente.

Kutcher ha collegato direttamente la serie alla realtà attuale, spiegando che il mondo raccontato è solo a pochi passi dal nostro:

“Questa serie si può immaginare a 5 minuti nel futuro. Ci sono vari farmaci che ti fanno dimagrire, creme che ti promettono una pelle più giovane, la chirurgia plastica, puoi migliorarti a livello estetico, c’è il turismo estetico e queste sono le scelte che la gente fa oggi. Se metti tutto assieme ti ritrovi davanti all’esistenza del farmaco. Io credo che la sfida della serie sia: quali sono i rischi che si affrontano per arrivare alla perfezione?”

L’impatto sui più giovani

La serie solleva anche una riflessione sul peso che questi modelli esercitano sulle nuove generazioni. Kutcher ha evidenziato come molti ragazzi crescano sentendosi inadeguati, schiacciati da standard irraggiungibili, una pressione che in alcuni casi può diventare distruttiva. I social media amplificano il problema, soprattutto perché i più giovani non hanno ancora gli strumenti emotivi per distinguere tra critica e attacco.

Secondo Ramos, è profondamente sbagliato che dei bambini debbano preoccuparsi del giudizio online. Vivere costantemente sotto l’occhio di uno schermo che suggerisce come comportarsi per sentirsi “normali” genera una sofferenza artificiale, sconosciuta alle generazioni precedenti.

A Kutcher è stato infine chiesto quanto la sua bellezza abbia inciso sulla sua carriera. La sua risposta è stata onesta e personale, ricordando una frase pronunciata dal fratello gemello, nato con una paralisi cerebrale, che ha segnato profondamente il suo modo di vedere le cose:

“Ogni volta che provi dispiacere per me mi fai sentire ancora più piccolo. Questa è l’unica vita che io conoscerò mai.”

Un pensiero che riassume il messaggio più profondo della serie: ognuno vive un’unica vita, con le proprie fragilità e i propri limiti. Ed è proprio quando cerchiamo di misurare gli altri secondo parametri esterni, come la bellezza o l’apparenza, che perdiamo di vista ciò che conta davvero.