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‘I Sette Quadranti’ l’enigma nell’eleganza

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Un salto negli anni ’20 tra orologi, omicidi e segreti aristocratici, I sette quadranti di Agatha Christie è la nuova miniserie in tre episodi ideata da Chris Chibnall e diretta da Chris Sweeney, tratta dall’omonimo romanzo del 1929 della regina del giallo.

L’adattamento va oltre la semplice trasposizione televisiva del romanzo, scegliendo di ampliare il mondo narrativo e di stratificare l’intreccio. La storia acquista così un ritmo più dinamico e teso, che strizza l’occhio al thriller e alla spy story, senza però tradire lo spirito originale. Mistero e ironia, elementi cardine di Agatha Christie, vengono rielaborati all’interno di una costruzione narrativa più complessa, chiaramente pensata per il linguaggio e le ambizioni delle grandi serie contemporanee.

Il ticchettio del mistero

La storia si apre nell’elegante Inghilterra del 1925, durante una sontuosa festa in una villa di campagna appartenente a Lady Caterham (Helena Bonham Carter) e sua figlia, Lady Eileen “Bundle” Brent (Mia McKenna-Bruce). Tra balli, chiacchiere e flirt, un gruppo di giovani organizza uno scherzo innocente: piazzare una serie di sveglie nella stanza di un amico dormiglione. La mattina seguente, però, tutto prende una piega tragica quando quel ragazzo viene trovato morto in circostanze misteriose, con sette quadranti d’orologio come enigmi simbolici. Decisa a scoprire la verità, Bundle si immerge in un’indagine che la porterà a svelare segreti ben oltre la scena del delitto e a confrontarsi con una società segreta altrettanto enigmatica.

Tensione classica con un tocco contemporaneo

I sette quadranti diretta da Chris Sweeney e con sceneggiatura di Chris Chibnall, si distingue per una regia che punta molto su atmosfera e ambientazione: costumi, scenografie e fotografia curano un’estetica vintage levigata e immersiva, capace di evocare gli anni ’20 con eleganza.

Tuttavia, questo stile visivo perfetto e confortevole può risultare troppo uniforme e poco coraggioso, sacrificando in parte la suspense che ci si aspetterebbe da un giallo classico.

Nel complesso, la regia riesce a mantenere un ritmo narrativo moderato ma coinvolgente, con un uso intelligente delle location e delle dinamiche di gruppo per creare tensione e curiosità.

I volti e le maschere del mistero

Ne i sette quadranti i personaggi sono pensati per accompagnare e sostenere l’indagine senza sovraccaricare la narrazione. Al centro della storia rimane Lady Eileen “Bundle” Brent, interpretata dalla giovane  Mia McKenna-Bruce, protagonista curiosa e determinata, osserva  collega gli indizi e si muove con intraprendenza, confermandosi una delle figure femminili più moderne nate dalla penna di Agatha Christie. Accanto a lei Helena Bonham Carter veste i panni di Lady Caterham. Martin Freeman interpreta il Sovrintendente Battle, uno dei personaggi ricorrenti più famosi di Agatha Christie, che qui guida le indagini ufficiali; Edward Bluemel è Jimmy Thesiger, l’affascinante e scanzonato alleato di Bundle nelle indagini.

Atmosfera e carisma, meno colpi di scena

I sette quadranti di Agatha Christie è una miniserie che brilla per atmosfera, cast e ambientazione: l’eleganza retrò e la protagonista carismatica fanno della visione un’esperienza piacevole, perfetta per gli amanti dei gialli in costume. Tuttavia manca quell’elemento di suspense profonda o di rischio narrativo che potrebbe elevarla da un semplice “giallo ben fatto” a un classico moderno memorabile.

Sicuramente si afferma come una serie che  affascina senza stravolgere, regalando un tuffo raffinato nel mondo della Christie con un tocco di modernità. Disponibile su Netflix.

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