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‘A Knight of the Seven Kingdoms’ Interviste al cast
Il cast di A Knight of the Seven Kingdoms si racconta durante le interviste a Roma.
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3 ore agoon
In occasione dell’arrivo di HBO Max Italia, il cast di A Knight of the Seven Kingdoms è approdato nella Capitale, concedendo interviste, foto e autografi, in un tripudio di entusiasmo ed energia. L’appuntamento è stato il 15 gennaio 2025, quando Roma è stata letteralmente presa d’assalto, per la Premiere dello show basato sulla raccolta di novelle a cura di George R.R. Martin.
I primi a raccontarci qualcosa in più, circa il progetto e i rispettivi personaggi, sono i meravigliosi comprimari, che rispondono ai nomi di Bertie Carvel (interprete di Baelor Targaryen), Sam Spruell (Maekar Targaryen), Daniel Ings (Lionel Baratheon), Finn Bennett (Aerion Targaryen) e Shaun Thomas (Raymun Fossoway).
A Knight of the Seven Kingdoms | Bertie Carvel e Finn Bennett riflettono sui valori di un cavaliere
«Siamo in un momento in cui i Targaryen hanno perso il potere che avevano – esordisce Carvel – Non hanno più i draghi, questa forza straordinaria con cui hanno conquistato il regno. E sono politicamente instabili. Motivo per cui il mio personaggio e quello di mio fratello Maekar (interpretato da Sam Spruell, ndr.) stanno cercando di assicurarsi il supporto dei baroni. E arriviamo a questo piccolo torneo, dove inizia la storia di Ser Duncan.» In a Knight of the Seven Kingdoms troviamo un eroe differente rispetto ai protagonisti di Game of Thrones: un giovane uomo di umili origini che sogna di diventare cavaliere.
«Ma quali sono i valori che rendono tale un uomo? – si domanda Carvel, sollevando anche dubbi circa il suo Baelor – Sarà il crudo e irreversibile Targaryen? Sarà come un animale pericoloso? O uno che proteggerà? Per me è stato divertente cercare di sospendere la risposta e trovo sia un buon inizio per un dramma. In questa serie c’è resistenza. È una storia per i nostri tempi, una storia di eroismo e coraggio morale. Vogliamo che le persone la guardino e riflettano su temi come la nobiltà, l’onore.
Per me è una storia semplice: ognuno di noi è definito dalle azioni che compie. Anche se siamo nati in circostanze che possono essere enormemente limitanti, non sono definitive. Abbiamo il libero arbitrio, ed è ciò che rende la storia interessante.»
C’è del potenziale in ognuno di noi. – Bertie Carvel
«Credo che lo show ci dia una descrizione precisa di come dovrebbe essere un vero cavaliere, che aiuta e protegge chi è vulnerabile – si aggancia Bennett – Dunk non è ricco e non è famoso, esattamente come il suo maestro, che però era incredibilmente onorevole e proteggeva i poveri. E credo che oggi ci sia spazio per un eroismo cavalleresco.»
Il mondo di Westeros torna sullo schermo
Il cambio di prospettiva
Siamo tutti al centro della nostra storia, ma ci sono infiniti punti di vista.
Aneddoti e ricordi del set raccontati nelle interviste ai protagonisti di A Knight of the Seven Kingdoms
Le ultime battute delle interviste con i protagonisti di A Knight of the Seven Kingdoms vertono sui ricordi di quello che dev’essere stato un set a dir poco monumentale. «Ricordo che c’era sempre molto da aspettare – racconta ancora Carvel – ed eravamo in un campo freddo, che andava riempito con lo stesso tipo di fumo ogni volta. Stavamo seduti per giorni, dentro la tenda, in armatura. Quando qualcuno ti chiama, devi essere pronto, ma non sai quando quel momento arriverà.»
«È stato davvero fantastico – interviene Thomas – ma abbiamo avuto anche un’invasione di vespe. C’erano questi piatti di frutta, sul set poco fuori Belfast, e ogni vespa della città cominciò a migrare. Non è stato così divertente. A un certo punto una si è infilata nell’elmetto di un attore…»
*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.