Cent’anni di Maja Doroteja Prelog è il lungometraggio, in concorso al Trieste Film Festival , di debutto della regista slovena. Al suo interno la sua storia, spiegata da lei stessa man mano che le immagini e i dialoghi scorrono sullo schermo. Il fulcro del film è la storia d’amore con Blaž e la leucemia di quest’ultimo. Lo spettatore entra direttamente nella vita di Maja e Blaž, seguendo il loro percorso di crescita personale come individui e come coppia.
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Una malattia da superare
La vita raccontata all’interno di Cent’anni è una vita giovane, piena di energia che all’improvviso viene fermata e rallentata dall’avvento di una malattia: la leucemia di Blaž. Il percorso di chemioterapia viene filmato e portato sullo schermo, mostrando la forza di lui e l’amore di lei. Ospedale e silenzio riempiono una buona parte del lungometraggio, accentuando, assieme alla luce flebile, il dolore che Maja sta provando nel vedere chi ama attraversare un momento del genere. Quando finalmente la malattia viene superata Blaž decide che Maja deve registrare un film sulle sue imprese sportive. Si tratta della storia di qualcuno che nonostante la leucemia riesce a rialzarsi e andare avanti. Da grande appassionato di ciclismo infatti, a due anni dalla guarigione effettiva decide di fare un “Giro d’Italia” celebrativo.
In bicicletta tra rabbia, tristezza e paesaggi mozzafiato
Per tutta la durata del viaggio in Italia si ha la dimostrazione di quanto sia forte la volontà di Blaž verso il suo obiettivo. Eppure la camera di Maja non si sofferma solo ed unicamente sul fidanzato, ma anzi mostra la vastità dei paesaggi: la natura incontaminata e gli animali portano un po’ di calma in un ritmo serrato come può essere quello ciclistico. Le musiche calme e controllate che accompagnano le riprese naturalistiche lasciano però il posto a sentimenti più forti come rabbia, tristezza e ansia. Tutte emozioni che prova Blaž durante il percorso. Nonostante le lacrime, i litigi e le difficoltà il lungometraggio si conclude con una ripresa più calma di Maja che dalla macchina in movimento riprende e tende la mano verso un Blaž sorridente.
Cent’anni mostra la realtà di quello che può accadere in una relazione, quando non si riesce a comunicare chiaramente con l’altro. Con la telecamera sempre puntata addosso i protagonisti non possono mentire, né a loro stessi né allo spettatore che è ormai entrato completamente nelle loro dinamiche. Il magistrale lavoro della macchina da presa di Maja Doroteja Prelog riesce a trasmettere ogni singola emozione allo spettatore, facendogli rivivere quei momenti accanto a lei e a Blaž.