Netflix Film
‘The Rip’: interno notte
Poliziotti in bilico nella lunga notte thriller.
Published
4 ore agoon
Dal 16 gennaio è disponibile su Netflix The Rip, l’avvincente thriller diretto da Joe Carnahan con protagonista il duo premio Oscar Matt Damon e Ben Affleck. Oltre ai divi hollywoodiani, troviamo nel cast Teyana Taylor, fresca vincitrice ai Golden Globes 2026 per Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, insieme a Steven Yeun, Catalina Sandino Moreno e Kyle Chandler.
The Rip, soldi sporchi e dove trovarli
Durante un sequestro, una squadra di poliziotti di Miami, guidata dal tenente Dane Dumars (Matt Damon) e dal sergente J.D. Byrne (Ben Affleck), scopre un nascondiglio abbandonato pieno di milioni di dollari. La presenza dell’ingente somma mette in crisi la fiducia fra i membri del gruppo e scatena tensioni e dubbi su chi sia realmente leale. In un crescendo di azione e suspense, i poliziotti dovranno assicurare la protezione della refurtiva e affrontare le conseguenze che ne deriveranno.
Un Kammerspiel thriller in una notte da action movie
The Rip è un film senza pretese, a tratti degno del migliore Michael Mann e per altri aspetti confuso e superficiale, non sempre meritevole. Se a prima vista l’unico vero motivo per guardarlo sembra essere il ritorno del duo best-friends di Hollywood Damon e Affleck, a una seconda analisi il thriller di Carnahan rivela elementi interessanti. Infatti il film distribuito da Netflix è concepito nel solco del classico Kammerspiel cinematografico, quindi come un’opera da camera, dove la vicenda si svolge in una lunga notte ed essenzialmente in un solo interno, la casa in cui sono nascosti venti milioni di dollari.
Nelle quasi due ore di svolgimento del film, nessuno dei poliziotti si chiede a chi appartengano quei soldi e nessun narcotrafficante si presenta “alla porta” di Damon e Affleck. Questo perché tutto deve rimanere nell’unico interno e nello spazio atmosferico di The Rip. In esso, l’opera si muove ambiguamente tra thriller e poliziesco ma la sua struttura segue le regole dell’horror: i protagonisti vengono messi costantemente in conflitto tra di loro, mentre le presenze della casa si aggirano innescando pericoli, insidie e piani di rottura.
Thriller, poliziesco e horror: l’ambiguità come limite
Sarebbe interessante vedere un poliziesco trattato come un horror, se la scrittura del film fosse chiara nella sua struttura drammaturgica. Invece non lo è, in quanto il film sembra essere impegnato su più fronti. Carnahan è un regista da sempre votato all’action movie e fa del miscuglio tra criminalità e corruzione nella polizia la sua cifra stilistica. I suoi film Smokin’ Aces e Copshop ne rappresentano gli esempi più evidenti. Da questo punto di vista, The Rip non sovverte alcuna regola del genere, impegnandosi nel suo ritmo forsennato a emulare uno dei grandi maestri del thriller poliziesco, Michael Mann.
In mancanza di una solidità narrativa, nelle scene d’azione il film cerca ripetutamente di condurre la storia con eventi da plot twist adrenalinico che però si rivelano deboli. Inscena esplosioni incendiarie, o scontri a fuoco tra buoni (Damon e Affleck) e cattivi corrotti (Yeun e Chandler), con un finale rocambolesco. Ma questo non è il suo solo limite. The Rip appare anche notevolmente inficiato dalle aspirazioni metaletterarie del regista. La sua scrittura cinematografica si rifà a quella del romanziere Don Wislow (Il potere del cane, Il cartello), con il suo mondo di corruzione vibrante, in perenne tensione e senza esclusioni di colpi.
Plot twist adrenalinici al posto di una scrittura strutturata
Ma purtroppo Carnahan non è un tessitore eccelso come Wislow e tantomeno come Scorsese in The Departed. Perciò The Rip appare un polpettone di una spettacolarità adrenalinica fine a sé stessa proprio perché manca una sceneggiatura che possa rivendicarne una certa autonomia.
Nel poliziesco contemporaneo del nuovo millennio, corruzione e ricerca della verità devono necessariamente essere degli opposti che si scontrano a pari livello. Così avviene nella serie The Shield, che ha inaugurato il nuovo poliziesco, dove le mazzette e le varie “creste” definiscono il profilo antieroico dei personaggi e danno un tono alla serie. Altrettanto, il personaggio di Leonardo DiCaprio nel cult The Departed e la sua ricerca di verità sostanziano una narrazione sempre protesa a decostruire e ricostruire il thriller nel poliziesco. Tutto questo non avviene quasi mai in The Rip, sia per una squadra poco coesa (e abbastanza inconsistente, a parte Damon e Affleck), sia per l’intento alla base del film stesso: creare un’opera che diverta col suo tentativo di presentare, paradossalmente, una solida struttura narrativa.
La chimica inossidabile tra Matt Damon e Ben Affleck
Ciò che invece convince in The Rip è la straordinaria chimica tra Damon e Affleck, immuni al tempo che passa. I vincitori dell’Oscar per la miglior sceneggiatura originale per il cult Will Hunting dimostrano di essere incredibilmente a loro agio nel genere poliziesco. Una dinamica interpretativa da classico buddy-movie, forse involontario, forse ricercato. Il film vive anche grazie ai dilemmi morali dei due protagonisti, ai loro contrasti, silenzi e sguardi ravvicinati. Se il thriller perde mordente in molti punti, ciò non accade a Damon e Affleck. Grazie alla loro lunga amicizia, i due divi hollywoodiani sono capaci di muoversi con naturalezza, caricare e sottrarsi alla messa in scena quando devono. Così danno spessore a un racconto che convince in primis proprio per il loro inossidabile legame (sia dentro che fuori il grande schermo).
The Rip è un poliziesco che svolge il suo compito senza grandi pretese, penalizzato da una scrittura non all’altezza del mondo turbolento e vibrante di corruzione rappresentato. Un thriller concepito per lo streaming e confezionato per intrattenere con il suo ritmo rocambolesco.