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’28 Anni Dopo: Il Tempio di Ossa’ Un film “ponte” eccezionale

28 Anni Dopo: Il Tempi delle Ossa funge da splendido collegamento tra il primo e il terzo capitolo della nuova trilogia.

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In sala dal 15 gennaio 2026, distribuito da Eagle Pictures, 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa è il secondo capitolo della nuova trilogia ambientata nell’universo zombie creato da Danny Boyle. Il celebre cineasta torna in qualità di produttore, mentre affida la cabina di regia alla newyorchese Nia DaCosta, che esegue un lavoro splendido, sia per suggestioni che per resa della suspence – due dei punti di maggiore forza del franchise.

Tra i produttori, al fianco di Boyle, spunta anche il nome di Cillian Murphy, non a caso… Un po’ perché è stato l’indimenticabile protagonista della pellicola originale, risalente al 2002, da cui tutto ha preso avvio; un po’ perché è un prezioso indizio su un ritorno tanto atteso quanto cruciale.

28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa | La trama

Ne è trascorso di tempo da quando Spike (il bravissimo e giovanissimo Alfie Williams) ha lasciato il suo villaggio, addentrandosi nei boschi delle Highlands scozzesi insieme al padre (Aaron Taylor-Johnson). Non sa bene neanche lui quanto, ma sa che i suoi nuovi compagni di viaggio non sono esattamente delle brave persone. Capitanati dall’ambiguo e folle Jimmy Cristal (un Jack O’Connell semplicemente divino), i Jimmys hanno una croce rovesciata tatuata sulla fronte e offrono la carità a qualunque malcapitato incontrino. Che si tratti di viventi o meno. Il loro concetto di carità, però, ha a che fare con torture e sangue.

Ci stai guardando padre?

Ecco perché Spike non riesce a integrarsi, ma fuggire è fuori discussione. Per su fortuna, stringe una sorta di amicizia con una degli Jimmy, chiamata Jimmy Ink (a cui presta il volto Erin Kellyman), anche lei spesso dubbiosa circa le azioni del resto della banda. Quando sulla loro strada compare una vecchia conoscenza del ragazzino, il dottor Ian Kelson (Ralph Fiennes), tutto si complica.

Un ponte di passaggio decisamente memorabile

28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa è oggettivamente un film “ponte”, a cui spetta il compito (ingrato) di collegare il primo e il secondo capitolo di questa nuova gustosa trilogia, e come tale va considerato. Se spesso l’essere il mediano delle saghe penalizza inevitabilmente il risultato, stavolta ci troviamo davanti a un’operazione più che riuscita e accattivante. Il merito lo si deve alla trama, all’ambientazione horror che si nutre di secoli di suggestioni, a un parterre attoriale pazzesco, a un ensemble tecnico che risponde a personalità quali Danny Boyle e Alex Garland (sceneggiatore della saga). Ma non solo. Altri fattori giocano a favore del sequel in questione.

Chi dimentica la storia è condannato a ripeterla.

Dr. Kelson (Ralph Fiennes) in Columbia Pictures’ 28 YEARS LATER: THE BONE TEMPLE.

20 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa riprende la storia esattamente da dove si era interrotta. E la arricchisce di dettagli, figure iconiche, momenti epici. Uno dei quali vede protagonista un’accoppiata alquanto curiosa: Ralph Fiennes e gli Iron Maiden. Ma attenzione, poiché la peculiarità del progetto non è solo nell’intrattenimento e nella spettacolarità. L’abilità degli autori è rintracciabile nel sottotesto, nelle allusioni e nei riferimenti a questioni legate all’attualità. Non a caso questo terzo capitolo insiste sulla violenza (gratuita!), sulla degenerazione e sulla fame (mortale) degli esseri umani, piuttosto che degli zombie.

*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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